Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, avvia la riqualificazione radicale dell’ex-area Magazzini Generali di Verona.

di admin
Il suo impegno, accanto a quello di Fondazione Carisparmio, pone termine ad un’annosa ed infinita questione, che estirperà un grave degrado pluridecennale.

Nel bel mezzo dell’ormai mondiale Vinitaly, svoltosi a Verona con successo senza precedenti dal 6 al 9 aprile 2014, si è avuta finalmente una straordinaria notizia. L’imprenditore, Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, provvederà, in collaborazione con la Fondazione Carisparmio di Verona, diretta da Paolo Biasi, a dare sistemazione innovativa alla “rotonda” o “ghiacciaia” o, ancora, “cupola” che, progettata nel 1929 dal veronese architetto Pio Beccherle, domina il centro dell’ex-quartiere Magazzini Generali di Verona. E’ dalla metà degli anni Settanta del 1900 che si parla di riqualificazione di tale area, ma, sinora non si è visto nulla di nuovo e gli edifici del quartiere in parola si trovano in un degrado spettrale. Desta profonda malinconia e dolore, osservare tale area, rivedendola, nella mente, attiva e pulita com’era, quando ancora in attività… Ora, tale complesso artistico industriale – voluto nel 1927 dalla Provincia, dal Comune e dalla Camera di Commercio di Verona, con il supporto finanziario dell’allora Cassa di Risparmio – che, per le sue condizioni di triste abbandono, ricorda qualcosa di peggio degli antri muscosi e fori cadenti del manzoniano Adelchi…, risorge! La “cupola” – 100 m di diametro – sorta come fabbrica di ghiaccio e punto di refrigerazione e di partenza di vagoni di verdura e frutta veronesi verso la Germania, era allora opera d’avanguardia, anche dal punto di vista artistico. Se l’area degli ex-Magazzini Generali fu fortemente paralizzata da ben 120 bombe, durante la seconda guerra mondiale e fu faticosamente ricostruita dall’allora presidente, Guido Braggio, e dal direttore, Anselmo Guaita, la sua “rotonda” rivede, oggi e per fortuna, nuova luce, grazie appunto all’intelligente intraprendenza di Oscar Farinetti… Il quale si propone, con giusto orgoglio, di fare della “cupola” il più bel punto della sua catena…, partendo da un suo studiato ed accorto concetto, quello dell’utilizzo dei troppi edifici dismessi, che abbiamo in Italia (dove si costruisce e non si utilizza) e che occupano inutilmente suolo e spazio… Nel nostro caso, si tratta di ben 100.000 mq, che nascondono impianti e congegni, eccezionali per i tempi in cui furono installati, e che meritano di essere rimessi in evidenza, per la loro straordinaria bellezza, che costituisce oggi orgoglio ed ornamento. Curerà l’assunto l’architetto Mario Botta, che intende ritualizzare nella contemporaneità quella cultura dell’edilizia o dell’archeologia industriale degli anni Trenta, nel modo assolutamente migliore e, oggi, con intervento meno invasivo di quanto previsto precedentemente, grazie, appunto, anche alla visione fortemente innovativa del fondatore di Aetaly. La “cupola”, alta 32 m – che poggia sull’area dell’ex-forte austriaco Clam, dispone all’interno, di un grande salone circolare, con diverse capienti celle, poste a raggera, a suo tempo destinate all’allocazione, attraverso una piattaforma girevole, di carri merci refrigerati o da munire di ghiaccio – una volta restaurata, permetterà al pubblico di scoprire una struttura d’eccezionalità e spazi a prima vista impensabili… Al pianoterra della “ghiacciaia”, ampie zone, tuttora occupate da impianti tecnici dell’allora produzione di ghiaccio, si trasformeranno in vero e proprio museo. Ai lati delle stesse troveranno posto – è Oscar Farinetti, che personalmente pianifica l’utilizzazione degli spazi – negozi e ristoranti, in base al principio compro e mangio. Nel piano superiore, sempre a forma circolare e a suo tempo destinato al magazzinaggio di cereali, saranno allocate strutture culturali, con sale-riunioni e da lettura, poste in comunicazione fra esse da sistemi di collegamento verticali… Il tutto, con particolare riferimento alla ristorazione, onde realizzare il concetto di Farinetti, secondo il quale la consumazione di cibi di qualità è bene che avvenga nell’atmosfera d’una particolare struttura antica, atmosfera derivante dalla tradizione culturale europea, nella quale il territorio della memoria è parte della nostra storia… Non solo: sono previste aree didattiche, atte a rivisitare il passato, a meglio conoscere le potenzialità della nostra terra e a creare cultura, base del progresso. E’ già previsto, ad abbellimento dello spazio esterno alla “ghiacciaia”, ha segnalato Mario Botta, un grande roseto, una specie di hortus conclusus, destinato a ridare vita a fattori oggi dimenticati, quelli del profumo della natura, del suo verde e dei suoi fiori…
Un progetto di grande, innovativo respiro per Verona, che vede più che soddisfatto il sindaco Flavio Tosi, in vista di una rinnovata parte della città, proiettata verso un progresso, sino a poco tempo fa imprevisto. Il Sindaco, data l’importanza dell’iniziativa Eataly, ha garantito la massima rapidità nell’espletamento delle pratiche burocratiche, necessarie per la realizzazione del tutto. L’opera, nella sua vastità, vede impegnate la Fondazione Cariverona, che provvederà, con consistente spesa, al restauro di tutta la rotonda, e Aetaly, che curerà completamente l’arredamento della stessa (costo: circa 30 milioni di euro). La quale prevede di dare lavoro, entro due anni, a fine dei lavori, quindi, a circa 150 persone e di utilizzare agroalimentare del territorio veronese, forniti da qualche centinaio di aziende, nella certezza che, la posizione centrale di Verona, permetterà di convogliare sulla nuova iniziativa un ampio bacino d’utenza da nord a sud e da est a ovest.
L’Imprenditore di Alba, Piemonte – profondo conoscitore del mondo economico – ha tenuto, quindi, sollecitato anche dalle domande della stampa, una vera e propria lectio magistralis in tema, appunto, di economia, partendo dal concetto, veramente basato sul pratico e sul realistico, tratto caratteristico di chi s’impegna nell’impresa, per cui non si deve indugiare su temi politico-strutturali, sempre di difficile soluzione, ma agire, costruire e procedere con visione innovativa, creando idee e posti di lavoro. Quanto a Verona, Farinetti ha confessato di nutrire nei suoi riguardi grande “invidia”, per la sua posizione geografica strategica, per il suo territorio ed il suo paesaggio, per le sue manifestazioni fieristiche, prima fra tutte la prestigiosa Vinitaly, numero uno al mondo – l’oratore ha espresso anche compiacimento per l’azione costruttiva del presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e del direttore generale, Giovanni Mantovani –, per la grande arte, di cui Verona dispone, e non ultimo, per la produzione agroalimentare, resa oggi straordinariamente preziosa, dagli ottimi vini Amarone, Valpolicella e Soave…, che portano sempre più il nome di Verona nel mondo.
Verona, quindi, saluta con viva soddisfazione la grande iniziativa di Oscar Farinetti e di Fondazione Cariverona, nella certezza che tale poderoso intervento sarà motivo di ulteriore movimento economico, di attrazione turistica e, quindi, di occupazione e di creazione di ricchezza, senza alcuna spesa – da notare – a carico del settore pubblico. La “rotonda”, restaurata e rimessa in moto, renderà più bella Verona e costituirà una concreta, grande vetrina, per veronesi, italiani e stranieri – che sempre nutrono grande voglia d’Italia – delle eccellenze del territorio veronese. Non solo: sarà anche importante simbolo d’impegno e di grande voglia d’impresa, nonché simbolo di sfida alla crisi italiana.
Pierantonio Braggio

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