Verona presenta il suo “Paolo Veronese”- L’illusione della Realtà

di admin
La grande mostra, che vogliamo definire “internazionale”, date le numerose provenienze delle opere esposte, avrà luogo dal 5 luglio al 5 ottobre 2014, nel Palazzo della Gran Guardia

Paolo Caliari, detto Paolo Veronese, nacque a Verona nel 1528 e morì a Venezia, terra nella quale e per la quale lavorò moltissimo, nel 1588, lasciando la sua ormai notissima ed apprezzata attività e la sua bottega nelle del fratello Benedetto e dei figli Gabriele e Carletto. I quali, avendo lavorato con lui sino dal 1580, firmarono, talvolta, le loro opere con la dicitura “Haeredes Pauli Caliari Veronensis”, ossia, Eredi di Paolo Caliari Veronese, dando, al tempo, occupazione a numerosi garzoni, assistenti e lavoratori.
Paolo Veronese, già frescante riconosciuto e formatosi all’arte nella Verona di Giovanni Caroto, di Antonio Badile e di Michele Sammicheli, diede realtà al suo talento per lo più ed assiduamente a Venezia dal 1551, creando dipinti eccezionali, soprattutto a carattere religioso, vedi le Cene, e per la Repubblica, lasciando lavori d’altissimo pregio nello stesso Palazzo Ducale. L’ultimo suo dipinto è il San Pantalón che guarisce un fanciullo del 1587, per la chiesa veneziana dedicata al Santo. Troppo limitate sono le notizie, qui esposte, su uno straordinario Autore, sulla sua figura e sulla sua insigne opera. Esse meriterebbero maggiore e dettagliata ampiezza, ma economia di spazio ci impone di contenerci…, anche in un momento, l’attuale, in cui l’arte del Caliari torna nella sua città natale, Verona, dopo un’assenza di 26 anni, dal 1988, con una mostra, centrata sulla sua figura ed sulla sua da tutti ammiratissima opera. Egli, infatti, è uno dei protagonisti della pittura veneziana del Cinquecento, assieme a Tiziano ed a Tintoretto. Un protagonista, che quest’anno sarà celebrato e ancora più fatto conoscere al pubblico italiano e straniero, dal 5 luglio al 5 ottobre, a cura della Direzione dei Musei d’Arte e Monumenti del Comune di Verona, o meglio, da Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio e da Bernard Aikema, dell’Università di Verona.
Fra dipinti e disegni di eccezionale qualità, l’appassionato, lo studioso e chi vorrà prendere contatto con un’arte straordinaria, troverà, donati alla sua osservazione, circa 100 fra dipinti e disegni, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed esteri, fra i quali la Gemälde Galerie di Dresda, la National Gallery of Scotland di Edimburgo, il Museo degli Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, il British Museum e la National Gallery di Londra, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nacional del Prado di Madrid, la Pinacoteca Estense di Modena, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musèe du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistorishes Museum di Vienna e la National Gallery of Art di Washington.
La mostra, la cui ampiezza è pari a quella tenutasi a Venezia nel 1939 sullo stesso Pittore, si presenterà divisa in sei sezioni, atte ad illustrare nel particolare: la formazione a Verona; i rapporti di Paolo con l’architettura e con Michele Sammicheli, per giungere a quelli con Jacopo Sansovino e con Andrea Palladio; la committenza, tanto religiosa che privata; i temi allegorici e mitologici; la religiosità, resa più forte e, talvolta, evidente dal dibattito della Controriforma; le collaborazioni e la bottega.
In vista della straordinaria iniziativa veronese, è in restauro dall’aprile 2013, la grande tela (olio, 550 x 1010 cm) dei citati Haeredes Pauli, denominata Cena in casa di Levi, di proprietà delle Galleria dell’Accademia di Venezia e già in deposito presso il Comune di Verona. L’opera in lavorazione è visibile nella Chiesa di San Francesco, presso la Tomba di Giulietta a Verona.
Ottimamente pensata e lodevole sarà l’opportunità, offerta ai visitatori, di escursioni verso chiese e musei di Verona, Vicenza, Padova, Maser, Castelfranco Veneto e Venezia, che ospitano opere insigni di Paolo Caliari. Info: www.mostraveronese.it.
Il catalogo della mostra – Electa editrice – oltre alla riproduzione delle opere e relativa descrizione, è costituito da un’introduzione di Paola Marini e di Bernard Aikema, da sei saggi e da cinque approfondimenti.

Condividi ora!