Verona ricorda il bombardamento del 28 marzo 1944, al quartiere di Porto San Pancrazio.

di admin
70° anniversario (1944-2014) dell’incursione, che provocò 48 vittime e numerosi feriti.

La guerra è sempre guerra. Non bastava all’Italia la tragedia dell’inutile conflitto degli anni 1915-1918… Il fanatismo volle che l’Italia entrasse in guerra anche nel 1940, con i risultati – da un conflitto c’è da aspettarsi solo morte e distruzione – che purtroppo conosciamo.
Nel quadro della lotta, da parte di americani e di inglesi, al nazifascismo in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale (1940-1945), venivano bombardati centri industriali, ferroviari e portuali, per paralizzare ogni possibile azione del nemico. Fu durante il bombardamento del 28 marzo 1944, che l’aeronautica militare alleata tentò di mettere fuori uso la stazione di Porta Vescovo, Verona, l’Officina di riparazione locomotive e industrie della zona. Purtroppo, per mancanza di precisione, anziché la parte ferroviaria, fu distrutta grande parte di Porto San Pancrazio, causando 48 vittime e numerosi feriti.
A ricordo del grave evento e nel 70° anniversario dello stesso, il Comune di Verona, nella persona dell’assessore al decentramento, Antonio Lella, ex Combattenti, Alpini e Marinai, Associazioni d’Arma e Sociali, nonché i Cittadini di Porto San Pancrazio ricorderanno, nel quartiere di Porto e nei giorni 21 e 22 marzo (Centro 28 marzo) e 28 marzo (presso la Capannina), con un complesso di cerimonie commemorative, santa Messa, alle ore 10, compresa, il tragico evento. Il 28 marzo, alle 16,30, sarà presentato il documentario il “28 marzo 1944 io c’ero”. Non mancherà anche una dettagliata mostra fotografica, che rimarrà aperta sino al 30 marzo.
Ricordare disgrazie non è bello, ma ricordarne le vittime è sacrosanto dovere… Anche per fare in modo che tali disgrazie, le guerre, non abbiano più a verificarsi.

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