MODIFICHE ALLA LEGGA REGIONALE 28 DICEMBRE 1993, N. 60 “TUTELA DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO”

di admin
Il Gruppo regionale di Forza Italia presenta il primo di una serie di provvedimenti legislativi sulla sanità degli animali Padrin, Mainardi, Bendinelli, Sernagiotto e Teso: “Via la catena ai cani, è maltrattamento”.

Il Gruppo Regionale di Forza Italia costituito da Leonardo Padrin, Mauro Mainardi, Davide Bendinelli, Remo Sernagiotto e Moreno Teso, ha presentato questa mattina il primo di una serie di provvedimenti rivolti alla tutela della sanità degli animali.
E’ il primo Progetto di Legge realizzato assieme al consigliere regionale Moreno Teso, da oggi entrato ufficialmente nel Gruppo consiliare di Forza Italia. Le novità riguardano l’articolo 3 e l’articolo 8 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”.
La prima modifica voluta dai consiglieri azzurri riguarda è il divieto dell’utilizzo della catena o strumenti simili agli animali da compagnia, che si tratti di cani, gatti, furetti o pappagalli, salvo per ragioni sanitarie documentabili e certificate dal veterinario curante o per misure urgenti e solamente temporanee di sicurezza.
La seconda modifica prevede che la Giunta Regionale, sentita la Commissione consiliare competente, disponga apposite indicazioni e requisiti per le strutture dedicate al ricovero degli animali da compagnia, con disposizioni specifiche per la detenzione dei cani da parte dei privati.
“Il rischio che con questa proposta legislativa si vuole evitare – spiega Padrin – è che chi lega, ad esempio, un cane alla catena senza una giusta causa è più propenso a dimenticarsene perché si sente tranquillo sul fatto che il cane non possa scappare, fare danni o spaventare nessuno, e questo può costituire maltrattamento, soprattutto se la catena è pesante e lo costringe a rimanere solo a lungo, essendo un animale sociale che necessità di interazioni”.
“La catena – aggiunge Bendinelli – può causare addirittura ferite e danni al collo di un cane che può sentirsi frustrato. Lo stress nell’animale può sfociare talora in comportamenti aggressivi, in special modo se il cane viene tenuto alla catena tutto il giorno, senza interazioni sociali, stimoli e contatti con il proprietario”.

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