15 anni di Banca Etica: risorse concrete per l’economia sociale e le famiglie

di admin
Un miliardo e 800milioni euro messi in circolazione per finanziare migliaia di famiglie e imprese sociali italiane che hanno potuto far crescere in quantità e qualità i servizi di assistenza per le persone più fragili; promuovere l'arte, la cultura e lo sport come strumenti per migliorare la qualità di vita di tutti; difendere la legalità;…

E’ questo il risultato con cui Banca popolare Etica festeggia il compimento dei suoi primi 15 anni di vita. Nata nel 1999 a Padova su impulso delle principali reti del Terzo Settore italiano, è cresciuta costantemente grazie alla fiducia accordatale da cittadini e organizzazioni che sono diventati soci e clienti del primo istituto di credito italiano interamente dedito alla finanza etica.

Tutti i numeri di questa storia di successo sono stati illustrati oggi a Roma, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, durante la presentazione della ricerca sull’impatto sociale di Banca Etica condotta dal centro studi ALTIS dell’Università Cattolica di Milano. Il lavoro, coordinato dal Prof. Mario Molteni, è stato condotto dalle ricercatrici Stella Gubelli ,Valentina Langella, Valentina Bramanti.

«Quindici anni fa in pochi credevano che una banca etica potesse stare sul mercato, oggi abbiamo dimostrato che la finanza etica funziona ed è capace di veicolare una risorsa strategica come il risparmio di cittadini e organizzazioni verso la promozione del bene comune. Oggi non solo siamo una banca solida, ma anche in continuo sviluppo e pronta ad aprirsi a una dimensione europea: nel 2014 apriremo la prima Filiale in Spagna, a Bilbao» – ha detto Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, collegandosi da Melbourne dove sta partecipando all’incontro annuale del network internazionale delle banche sostenibili, Global Alliance for Banking on Values.

«Dal 2008 a oggi le banche hanno vissuto un periodo di particolare turbolenza: allo stesso tempo co-responsabili e vittime di una crisi finanziaria ed economica strutturale e duratura, hanno fatto fatica a fronteggiare il calo di fiducia da parte dei risparmiatori e le crescenti difficoltà dell’economia reale. Banca Etica negli stessi anni ha invece sperimentato un costante aumento della fiducia accordatale dai risparmiatori e dai soci: la raccolta di risparmio e il capitale sociale sono cresciuti in modo significativo dal 2008 a oggi (+60% per la raccolta negli ultimi 5 anni; +109% per il capitale in 5 anni) , permettendoci di essere una delle poche banche che ha continuato a concedere credito alle famiglie e alle imprese sociali (+83% di crediti deliberati negli stessi 5 anni) , con un tasso di sofferenza nettamente inferiore alla media del sistema bancario», ha aggiunto Mario Crosta, direttore generale di Banca Etica, auspicando una maggiore attenzione da parte dei regolatori in Italia e in Europa verso i temi finanziari, affinché rivedano le norme che penalizzano chi dà credito alle imprese sociali e promuovano le banche che sostengono l’economia reale, separandole dalle banche d’affari.

«Misurare l’impatto sociale significa misurare il cambiamento generato nelle organizzazioni e famiglie beneficiarie grazie al finanziamento e alla collaborazione con Banca Etica. Il lavoro sperimentale, che ha coinvolto gli stakeholder principali della banca – famiglie e organizzazioni – è giunto a risultati originali nel panorama sia italiano che internazionale.
Dallo studio emerge che utilizzare la finanza come strumento per veicolare il risparmio di privati e organizzazioni verso il sostegno a progetti di pubblica utilità genera impatti positivi sulla collettività. In particolare, tre sono le aree di investimento in cui l’ impatto legato al finanziamento erogato da Banca Etica è particolarmente significativo: i servizi socio-sanitari, i servizi di promozione di attività culturali, ricreative e sportive e le iniziative ambientali. Ambiti che influenzano in modo concreto la qualità della vita delle persone», hanno spiegato le ricercatrici di ALTIS.

Il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Bobba, socio storico di Banca Etica ha assicurato l’impegno del Governo per sostenere la finanza etica con normative più equilibrate, a partire dai decreti attuativi sul microcredito che sono in stand-by da almeno 4 anni: «Le normative internazionali sulla finanza, Basilea 2 e Basilea 3, omologano tutte le banche, noi invece vogliamo tutelare la specificità delle banche cooperative ed etiche che durante la crisi hanno dimostrato di essere anticicliche continuando a dare credito a imprese e famiglie mantenendo un basso tasso di sofferenze, come dimostrano i dati presentati oggi da Banca Etica».

L’ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha ricordato che il G8 ha istituito una task force per studiare e valorizzare la finanza ad alto impatto sociale: «La sfida, anche per l’Europa, è quella di individuare indicatori che misurino gli impatti sociali da affiancare ai bilancio sociali e al PIL degli Stati. Dopo 10 mesi al Governo sono ottimista, i tempi sono maturi per questo tipo di cambiamento».

Linda Laura Sabbadini, responsabile delle statistiche sociali dell’ISTAT ha annunciato che: «anche la statistica ufficiale sa che è tempo di andare oltre la divisione tra profit e non profit: l’obiettivo è quello di definire e misurare il mondo delle imprese sociali e dell’economia sociale che durante la crisi si sono affermate come protagoniste di questa fase economica».

Il ministro per le Politiche Regionali, Maria Carmela Lanzetta è intervenuta ricordando la sua collaborazione con Banca Etica sui temi della legalità negli anni in cui era sindaco del Comune di Monasterace e auspicando un costruttivo dialogo istituzionale sui temi della finanza etica.

All’incontro ha partecipato anche Jean-Louis Bancel, presidente di Credit Cooperatif e della International Cooperative Banking Association che ha ricordato la collaborazione storica con Banca Etica e l’impegno della finanza cooperativa a rafforzare la propria capacità di fare rete a livello europeo, perché la finanza ha una dimensione sovranazionale e la mobilitazione per chiedere regole diverse deve essere di livello europeo e globale.
L’evento è stato chiuso dalla vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, che – dopo aver portato i saluti del presidente Piero Grasso che da sempre è impegnato sul fronte della legalità, anche in campo economico – ha detto: «Quello di Banca Etica è un impegno quotidiano al fianco di soggetti privati, istituzioni e cittadini – che per la metà arrivano dopo un rifiuto da parte di altri istituti – per sostenere progetti di tutela ambientale, commercio equo e solidale, cooperazione internazionale, microcredito, servizi socio-sanitari per persone e famiglie, lotta all’esclusione. Banca Etica lavora per un’Italia solidale, collaborativa, intelligente, rispettosa dei diritti di tutte e tutti, generosa, e per questo vincente. Quando dico che Banca Etica è un modello non lo dico come espediente retorico, ma come effettiva guida per quello che dobbiamo fare. La dimensione etica che dobbiamo tutti scegliere e adottare non è un valore astratto, ma pragmatico. Come non può che essere per una Banca».

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