Il “Reciòto di Soave” valutato, in ogni dettaglio e a livello accademico, da quaranta produttori e da dieci tecnici.

di admin
L’importante iniziativa di Lorenzo Simeoni, unica nel suo genere, nella Loggia di Fra’ Giocondo, Verona.

Quaranta rappresentanti di altrettante prestigiose aziende del rinomato “Reciòto di Soave”, detto anche, correttamente, “Passito di Soave”, hanno degustato, valutato e classificato “alla cieca” – ossia, senza conoscere la provenienza dei vini – quaranta “passiti” di loro produzione, il 25 ottobre scorso, nella meravigliosa cornice della Sala del Consiglio della Loggia di Fra’ Giocondo. Lo scopo: confrontare le caratteristiche dei vini in esame, per trovare una linea comune, su cui procedere nella produzione, mirando ad ulteriore qualità – che, peraltro, già non manca! – e per discutere possibili strategie di migliore commercializzazione.
L’iniziativa – di massima importanza – è creazione dello studioso della vite e del vino e sommelier, Lorenzo Simeoni, che da anni lavora per la promozione del giallo “Reciòto”, assieme alle aziende soavesi, realizzando anche costruttivi eventi nel campo gastronomico, quello veronese, che ha “tutto” da offrire. Hanno collaborato alla realizzazione della “professionale” degustazione dell’eccellenza derivante dalla “garganega” – chi, più dei diretti produttori, affiancati da tecnici del settore, poteva saperne meglio? – l’assessorato all’agricoltura della Provincia di Verona, nella persona dei Luigi Frigotto; il Consorzio Tutela Vini di Soave; Suevi & Reciòto; Industrial Frigo, Calcinato, Brescia; Banca Mediolanum; l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, e le aziende: Busato Pasticceria; Facchini, lavanderie industriali; Elena Fattorelli-Designer; Tomasi Pasticcere e Verona Autoctona. Il noto panificio “Tessari” di Brognoligo di Monteforte d’Alpone, Verona, specializzato nella preparazione di “Sapori d’una volta”, ha fornito i grissini adatti alla degustazione valutativa.
L’esame di ogni vino presentato è avvenuta in otto tornate, in ognuna delle quali sono stati valutati cinque vini diversi, tenendo presente che ogni valutazione (per ogni vino, si consideravano: vista, naso, bocca, bevibilità e tipicità) aveva una durata di cinque minuti. Fra tornata e tornata, ogni degustatore poteva esprimere pareri, ben oltre anche al merito del vino degustato, presentando pure suggerimenti in fatto di strategie commerciali, anche sull’estero. Ha assunto, in merito, grande importanza l’azione di moderazione del dibattito da parte di Ernesto Rubetti, che, esperto in formazione per lo sviluppo delle risorse umane e nel settore vitivinicolo, ha egli stesso provocato sapientemente la trattazione di temi inerenti al comparto in esame.
In ordine di uscita, sono stati valutati i “Reciòto” della seguenti cantine: Agostino Vicentini, Colognola ai Colli; Corte Mainente, Soave; T.E.S.SA.R.I., Monteforte d’Alpone; Fattori, Montecchia di Crosara; Sartori, Negrar; Tenuta Solar, Monteforte d’Alpone; Alba, Soave;
Casarotto, Montecchia di Crosara; Corte Adami, Soave; Lino Cavaggioni, Roncà; Ca’ Rugate, Montecchia di Crosara; Cecilia Beretta-Pasqua, Verona; Cantina di Colognola ai Colli; Le Mandolare, Monteforte d’Alpone; Fornaro, Soave; Umberto Portinari, Monteforte d’Alpone; El Vegro, Monteforte d’Alpone; Nardello, Monteforte d’Alpone; Marco Mosconi, Illasi; Villa Canestrari, Colognola ai Colli; Cantina di Monteforte d’Alpone; Bixio Poderi, San Bonifacio; Roccolo Grassi, Mezzane di Sotto; Corte Moschina, Roncà; Pieropan, Soave; Gini, Monteforte d’Alpone; Gino Fasoli, Colognola ai Colli; Pagani, Soave; Santa Sofia, San Pietro Incariano; Franchetto, Roncà; Monte Tondo, Soave; Terre dei Monti, Monteforte d’Alpone; Cantina del Castello, Soave; Marcato, Roncà; Sandro De Bruno, Montecchia di Crosara; Cantina di Soave, Soave; Cambrago, Colognola ai Colli; Le Albare, Montecchia di Crosara; Trabucchi d’Illasi, Illasi, e Canoso, Monteforte d’Alpone.
Ancora qualche considerazione: Lorenzo Simeoni, non si è fermato solo alle previste valutazioni. Ha presentato anche materiale artigianale di pregio, che ha impreziosito ed impreziosirà il biondo e brillante “Passito” o Acinatico, descritto dal senatore romano Cassiodoro (485-585 circa d.C.). Importante, bello il logo che, creato per l’occasione da Elena Fattorelli, dovrebbe apparire in futuro, come marchio unico, su tutte le bottiglie di “Reciòto di Soave” – il piacevolmente storicizzato logo raffigura Cassiodoro, portante sulla sinistra un calice di prezioso acinatico, circondato dalla scritta latina CASSIODORVS . PATER . VERONENSIS . ACINATICI, ossia, Cassiodoro, padre dell’acinatico veronese. Un eccellente lavoro in oro 24K, uno stilizzato sole splendente, il cui calore matura ed indora la garganega, madre dell’acinatico, è opera di Alessio Trevisani. Bella pure l’idea della pergamena, con le parole sante di Flavio Magno Aurelio, che danno una definizione esatta – si era nel secolo sesto d.C – delle ottime qualità del Reciòto di Soave…
Il tutto – completato da tavoli perfettamente imbanditi per le esigenze della degustazione e abbelliti dal vivace colore arancione di splendide gerbere – è stato allietato sia all’introduzione, che durante i lavori, dall’esecuzione, in musica e dolce canto, di madrigali da parte di Letizia Butterini.
La manifestazione, lodevole ed apprezzatissima da parte dei presenti, costituisce un valido contributo, se ve n’era bisogno, al miglioramento della qualità del “Passito di Soave”, base essenziale per una redditizia commercializzazione dello stesso. Che, tuttavia, va fatto conoscere, in Italia ed all’estero, magari presentandolo in abbinamento a qualche piatto particolare, anche da creare, onde il biondo vino non resti specialità di nicchia, da usarsi esclusivamente a fine pasto, come un normale liquoretto… Sarebbe un vero peccato! Facciamo conoscere questo ottimo vino… Organizziamo qualche presentazione ufficiale all’estero e pullmann da Monaco di Baviera, da Innsbruck o dal Garda verso Soave, mostriamo il nostro verde, eccezionale territorio e le nostre viti, con i dorati grappoli appesi e la coltivazione delle stesse, spieghiamo il processo di lavorazione delle uve, mostriamo le nostre cantine e facciamo degustare in loco al visitatore quel vino – modeste proposte queste, che non sono certo una novità! – di cui Cassiodoro dice che si crederebbe nato dai gigli!
Bravi i produttori di “Reciòto di Soave”, bravo Simeoni, bravo Rubetti, che avete dato il via ad un innovativo confronto di prodotto, ad aperto scambio di idee e ad una nuova visione della promozione del biondo Vino!

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