Gianfranco De Bosio e il suo libro sulla grande storia dell’Aida a Verona. Una dettagliata rassegna di ricordi del maestro e regista veronese sull’opera verdiana più rappresentata.

di admin
L’occasione del centenario della prima rappresentazione a Verona di Aida a Verona (1913-2013), per saggia iniziativa e a cura del tenore veronese Giovanni Zenatello, ha dato lo spunto a il Saggiatore, Milano, per la pubblicazione del volume – 298 pagine – redatto da Gianfranco De Bosio e dal titolo Storia ed immagini dell’Aida più vista…

Un libro che, iniziato nel 1982, con molti racconti e molte foto, anche di oggetti presenti nell’AMO-Museo di Verona, presenta la storia in ogni dettaglio del Festival areniano: un omaggio certamente gradito agli appassionati, nel primo centenario lirico veronese. Il quale, quest’anno, godrà di una rappresentazione verdiana, a cura del maestro De Bosio – negli anni Sessanta, sovrintendente dell’Ente lirico – uguale a quella, in ogni aspetto, a suo tempo voluta da Zenatello. E ci si deve credere, perché De Bosio, con la sua lunga esperienza si atterrà, per propria convinzione alle regole dettate da Giuseppe Verdi e da Giulio Ricordi, relativamente all’allestimento, alla musica ed al canto – importante il costante rapporto con i cantori – dell’Aida stessa. Quest’anno, avremo un’Aida, modello 1913. Forse, tornando al passato, e ce lo auguriamo, l’attenzione per il veramente bello ritroverà forza e vivacità. Non mancherà, tuttavia, un’Aida in chiave d’oggi, firmata dal team catalano La Fura dels Baus.
Luca Formenton, editore, ha sottolineato come le memorie del libro evidenzino il sommo gradimento di Aida – sino dalla sua ideazione verdiana – nel pubblico italiano ed estero, attraverso i seguenti numeri (conteggiati a tutto il 2012): 212 repliche in 17 stagioni operistiche con 1.903.210 spettatori! Numeri raccolti da Gianfranco regista, che considera Aida la forza dell’Arena e che ritiene che “regia” sia e debba essere il risalire alla prima edizione, specie dal punto di vista della costruzione dell’opera, che come detto, dev’essere aderente alle disposizioni dell’Autore, pur non dovendo e non potendo mancare l’interiore sentimento del regista stesso. Aida 1913-2013: tutto nel libro di Gianfranco De Bosio.

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