“Percorso per lavoratori svantaggiati” insieme con Fondazione Cariverona Ciechi e Ipovedenti al lavoro con nuove professioni

di admin
Grazie alle nuove tecnologie, i ciechi e gli ipovedenti potranno accedere a molteplici professioni oltre a quelle solitamente praticate di centralinisti e fisioterapisti.

Per favorire il nuovo inserimento lavorativo, Provincia e Cariverona hanno preparato, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi, uno strumento informativo destinato alle aziende, in particolare quelle soggette all’obbligo di assunzione di lavoratori invalidi.
Nell’ambito del progetto, è stata predisposta una brochure informativa sui ciechi e ipovedenti, destinata alla diffusione nelle aziende interessate. Si vuole spiegare come sia possibile, per i non vedenti, svolgere altre mansioni in aggiunta alla classica professione di centralinista telefonico.
Le mansioni che può svolgere un cieco in un ufficio possono essere varie: servizio clienti, segreteria, ufficio commerciale, legale, comunicazione, stampa e risorse umane. Nelle loro competenze rientrano tutte quelle acquisite dal loro percorso di studio e dalle proprie esperienze professionali ed umane. Le strumentazioni utili che servono ad cieco, al fine di lavorare autonomamente, sono un personal computer, un telefono, scanner e sintesi vocali per le quali esistono dei programmi disponibile in internet. Per organizzare meglio le attività da svolgere è utile lavorare in team, favorendo l’integrazione, la valorizzazione e lo scambio delle reciproche capacità e competenze.
Assessore – Sachetto: “Insieme all’Unione Italiana Ciechi e con la importante collaborazione della Fondazione Cariverona, possiamo presentare uno strumento prezioso finalizzato all’orientamento nel mondo del lavoro. Questo opuscolo informativo è una guida pratica – da fornire a tutte le aziende – in cui vengono presentate le diverse mansioni che un cieco può svolgere in un contesto lavorativo grazie alle nuove tecnologie. Bisogna, innanzitutto, sfatare il luogo comune che vuole destinati ai ciechi lavori come quello del centralinista telefonico e occorre dare informazioni al maggior numero possibile di datori di lavoro che, per un motivo o per l’altro, non si sono mai trovati ad affrontare questa realtà”.
Presidente – Mancini: “Il libretto informativo è finalizzato a illustrare quali sono le professioni che, fino a poco tempo fa, era impensabile potessero essere svolte da ciechi o ipovedenti. La tecnologia ci dà la possibilità di superare questi limiti e ci consente di accedere a mondi lavorativi finora lontani dalle nostre esperienze. La professione di centralista resta, comunque, un punto di riferimento anche se ora si può aspirare ad altro. Molti laureati con competenze e capacità specifiche non vengono presi in considerazione dalle imprese: l’opuscolo vuole colmare proprio questa lacuna intendendo indicare alle aziende incarichi e mansioni particolarmente idonee. Siamo, infatti, convinti che la diversità, se ben inserita, è un arricchimento per tutti”.
Fabio Lotti: “Mi sono laureato da poco in Economia e Commercio a Verona e durante i miei studi ho svolto uno stage di 4 mesi nella pubblica amministrazione. Il tutor accademico ha dovuto insistere per il mio inserimento ma, al termine dello stage, il responsabile ha dovuto ammettere che le perplessità iniziali erano dovute solo a pregiudizi. Oggi, sono uno dei sette soci del Progetto Quid, nuovo brand di T-shirt che nasce da materiali di fine serie recuperati e ri-progettati al fine di offrire un’opportunità di lavoro ed emancipazione sociale a persone svantaggiate. Inoltre sono promotore di un progetto sportivo che mi vede impegnato in una serie di allenamenti di triathlon”.
Denis Olioso: “Sono laureato in ingegneria meccanica e da poco più di un mese sono stato assunto in un’azienda con la mansione di centralinista. Proprio il contatto con l’ambiente lavorativo mi ha fatto notare quanto le persone siano lontane dalla realtà delle persone disabili: ci si stupisce, infatti, di vederle inviare mail, utilizzare il touch-screen oppure leggere e lavorare su documentazione fornita in cartaceo”.
Luca Spaziani: “Dopo aver conseguito la laurea specialistica in Giornalismo e aver frequentato un master in tecniche di comunicazione multimediale, ora lavoro nell’ufficio stampa di un’associazione che si occupa di adozioni. Questa è una piccola realtà dove, con il passare del tempo, mi sono state affidate sempre più mansioni. Penso che sia importante dare ai non vedenti un’opportunità di lavoro, non solo perché abbiamo spesso buone professionalità, ma anche perché così possiamo misurare e comprendere in concreto capacità e limiti. Per realizzare ciò occorre che i datori di lavoro ci diano tempo e fiducia”.

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