Anno Internazionale delle Cooperative 2012. Festa della Cooperazione Veronese. Incontro alla Gran Guardia.

di admin
L'evento si è già tenuto l'11 novembre scorso, ma parlare di cooperativismo è fatto validissimo, perché di norma, tale tema è trattato sempre troppo poco, sino ad essere quasi sconosciuto.

Finalmente, domenica scorsa, tale bella istituzione, che significa unione, collaborazione e sinergia, è venuta d’improvviso alla luce, facendo conoscere la sua utilità nell’ambito della società. La quale, purtroppo, mira per sua natura all’individualismo, non pensando che la cooperativa è mezzo-base per ottenere il massimo, in ogni settore economico e/o sociale. Il singolo, da solo, chiuso nel suo guscio, ottiene sì, ma la cooperativa aiuta, promuove, consiglia, riduce i costi, tiene conto dei valori umani, crea visibilità ed è di spinta in ogni attività. Uniti, si ottiene di più. Meglio ancora se le cooperative – che vanno promosse e sostenute – sono associate fra loro, come è il caso di Confcooperative, creatrice, come la cooperativa, ma a più alto livello, di autosufficienza, autoresponsabilità, democraticità, eguaglianza, equità e solidarietà. Ancora: la cooperativa è modello d’impresa, che pone al suo centro la persona, e inserisce nell’economia valori essenziali quali un rapporto più equilibrato fra economia reale e finanza, attenzione ai bisogni locali, l’interscambio fra vita civile ed economica, il pluralismo imprenditoriale e l’importanza della partecipazione e della sussidiarietà. Un modello da diffondere e di grande contenuto sociale.
A Verona sono 373 le cooperative associate, le quali contano 71.592 soci, danno lavoro a 14.445 persone e creano un valore produttivo di 3.984.616.182 euro. Tali cooperative riguardano il settore bancario (Banche di Credito Cooperativo-BCC – di basilare appoggio alle piccole e medie imprese, degli artigiani, dei commercianti e dell’agricoltura), agricolo – per il quale la cooperazione è elemento per una migliore evoluzione –, sociale, culturale, sportivo, dei servizi, della pesca, del consumo, della logistica e dei trasporti, nonché dell’edilizia.
In un momento in cui la crisi economica e finanziaria schiaccia senza pietà la vita economica e sociale, la presenza del cooperativismo è luce e speranza, perché esso – ha sottolineato il presidente di Confcooperative, Bruno Nestori – sa mantenere i posti di lavoro, magari, rinuncia ad un po’ di redditività, per non sacrificare gli stipendi, e rimane fortemente ancorato al territorio, che lo esprime.
Finalmente, dunque, a Verona, abbiamo sentito parlare del bel sostantivo “cooperativa”! Promuoviamola, facciamo cultura di cooperativismo, nell’interesse della società, in tutti i suoi comparti.

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