Valdegamberi:“ Tosi censura il presidente dell’Agec, perché non fa altrettanto con il sovrintendente della Fondazione Arena di Verona ?”

di admin
Il sindaco di Verona ha preso una netta posizione contro il presidente dell’Agec per le spese relative al rinnovo del suo ufficio, vicenda su cui la magistratura accerterà se vi sono ipotesi di reato.Tosi non è altrettanto celere nel prendere posizione su altre questioni, inerenti decisioni amministrative di altre partecipate e fondazioni, presiedute da persone…

Tra queste cito la Fondazione Arena di Verona.Nel settembre del 2011, oltre un anno fa, quando ero ancora consigliere comunale di Verona, avevo chiesto informazioni sul contratto stipulato dalla Fondazione Arena di Verona, presieduta dal sovrintendente Girondini, con la Mondial Trans srl, azienda di proprietà della famiglia dell’attuale segretario provinciale della Lega Nord nonché presidente di Agsm; in particolare con questo contratto si affidava alla ditta veronese il servizio di rimozione di materiale scenografico presso l’Arena di Verona. Allora, nella veste di consigliere comunale, desideravo avere informazioni sul contratto stipulato, sui provvedimenti di gara per l’affidamento del contratto stesso e sulle liquidazioni effettuate per i servizi svolti dall’azienda in questione negli ultimi due anni. Domande lecite da parte di un consigliere comunale che svolgeva il suo mandato in un comune, che ogni anno trasferisce risorse pubbliche alla Fondazione Arena di Verona.Non ho mai ricevuto risposta: il sovrintendente Girondini allora si trincerò dietro una missiva in grigio linguaggio burocratico, che spiegava come la mia richiesta non rientrava nei casi contemplati dalla norma, in quanto la Fondazione Arena, come altre istituzioni lirico-sinfoniche italiane, per effetto del d.LGS del 29 giugno 1996 n. 367, aveva acquisito personalità giuridica di diritto privato ed era sottoposta alla vigilanza del Ministero per i Beni Culturali. Un esempio edificante che testimonia come sia possibile non rispondere alle legittime domande di un cittadino, eletto nelle istituzioni, utilizzando uno scialbo vernacolo da colletto bianco.Il sindaco di Verona allora non si precipitò dal sovrintendente della Fondazione Arena per convincerlo, in nome della tanto sbandierata trasparenza,a mettere a disposizione di un consigliere comunale, gli atti amministrativi in questione. Da allora tutto tace.Ne il primo cittadino, ne qualcuno del suo entourage ha mai voluto occuparsi della vicenda. Attendo fiducioso che ora, dopo lo strano attivismo dimostrato dal sindaco nella vicenda AGEC, si voglia portare lo stesso dinamismo anche nell’analisi di atti amministrativi adottati dalla Fondazione Arena .In caso contrario si potrebbe sospettare che qualcuno a Palazzo Barbieri soffre di amnesie a corrente padana alternata.
Il sindaco di Verona ha preso una netta posizione contro il presidente dell’Agec per le spese relative al rinnovo del suo ufficio, vicenda su cui la magistratura accerterà se vi sono ipotesi di reato.Tosi non è altrettanto celere nel prendere posizione su altre questioni, inerenti decisioni amministrative di altre partecipate e fondazioni, presiedute da persone a lui politicamente molto legate.Tra queste cito la Fondazione Arena di Verona.Nel settembre del 2011, oltre un anno fa, quando ero ancora consigliere comunale di Verona, avevo chiesto informazioni sul contratto stipulato dalla Fondazione Arena di Verona, presieduta dal sovrintendente Girondini, con la Mondial Trans srl, azienda di proprietà della famiglia dell’attuale segretario provinciale della Lega Nord nonché presidente di Agsm; in particolare con questo contratto si affidava alla ditta veronese il servizio di rimozione di materiale scenografico presso l’Arena di Verona. Allora, nella veste di consigliere comunale, desideravo avere informazioni sul contratto stipulato, sui provvedimenti di gara per l’affidamento del contratto stesso e sulle liquidazioni effettuate per i servizi svolti dall’azienda in questione negli ultimi due anni. Domande lecite da parte di un consigliere comunale che svolgeva il suo mandato in un comune, che ogni anno trasferisce risorse pubbliche alla Fondazione Arena di Verona.Non ho mai ricevuto risposta: il sovrintendente Girondini allora si trincerò dietro una missiva in grigio linguaggio burocratico, che spiegava come la mia richiesta non rientrava nei casi contemplati dalla norma, in quanto la Fondazione Arena, come altre istituzioni lirico-sinfoniche italiane, per effetto del d.LGS del 29 giugno 1996 n. 367, aveva acquisito personalità giuridica di diritto privato ed era sottoposta alla vigilanza del Ministero per i Beni Culturali. Un esempio edificante che testimonia come sia possibile non rispondere alle legittime domande di un cittadino, eletto nelle istituzioni, utilizzando uno scialbo vernacolo da colletto bianco.Il sindaco di Verona allora non si precipitò dal sovrintendente della Fondazione Arena per convincerlo, in nome della tanto sbandierata trasparenza,a mettere a disposizione di un consigliere comunale, gli atti amministrativi in questione. Da allora tutto tace.Ne il primo cittadino, ne qualcuno del suo entourage ha mai voluto occuparsi della vicenda. Attendo fiducioso che ora, dopo lo strano attivismo dimostrato dal sindaco nella vicenda AGEC, si voglia portare lo stesso dinamismo anche nell’analisi di atti amministrativi adottati dalla Fondazione Arena .In caso contrario si potrebbe sospettare che qualcuno a Palazzo Barbieri soffre di amnesie a corrente padana alternata.

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