TURISMO ACCESSIBILE. FINOZZI: SERVE UNA RISPOSTA CULTURALE CHE CREERÀ ECONOMIA

di admin
“La disabilità non è nelle persone, ma nei territori e nelle strutture quando non vengono rese accessibili. La risposta è prima di tutto culturale e informativa: se siamo pronti dentro di noi ad accogliere la disabilità, siamo anche in grado di eliminare gli impedimenti”.

Lo ha ribadito oggi Marino Finozzi, assessore al turismo del Veneto – regione capofila nell’Unione Europea per la promozione del turismo accessibile e prima in Italia nel settore dell’ospitalità, con quasi 64 milioni di presenze delle quali il 62 per cento straniere –, intervenendo a Treviso al seminario internazionale “Turismo Accessibile, una nuova sfida / Accessibility, a new challenge for inclusive tourism”. L’iniziativa, svoltasi nell’Auditorium “Sant’Artemio” della Provincia di Treviso, è stata promossa dal Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, dalla Commissione Europea, dalla Regione del Veneto, dall’Amministrazione provinciale trevigiana e dal Comune di Ponzano. Ai lavori sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della provincia Leonardo Muraro e il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo; Paolo Valentini Pucitelli della Commissione risorse naturali del Comitato delle Regioni; Renè Souchon, presidente del consiglio regionale d’Auvergno (Francia); Jan Frydman, direttore dell’Unità “Turismo e Strumenti culturali” della Direzione generale impresa e industria della Commissione Europea; Josè Ramon Bauza Diaz, presidente delle isole Baleari; Flavia Maria Coccia, coordinatore della struttura di Missione per il rilancio dell’Immagine dell’Italia del Ministero delle regioni e del turismo. Insieme a loro, amministratori locali, europei, esperti, tecnici.
Il dibattito, articolato in più sessioni, ha tracciato un affresco a tutto campo sul problema del turismo per tutti, che non riguarda solo i “tradizionali” portatori di handicap ma ogni persona che abbia problemi di tipo fisico, sensoriale, alimentare o di altro tipo. Nella sola Europa si tratta di circa il 16 per cento della popolazione: anziani, bambini piccoli, donne incinte, persone temporaneamente o definitivamente con disabilità fisiche, ipovedenti, con difficoltà di udito, celiaci e così via. Per contro, sono relativamente poche le strutture, ricettive o da visitare, che sono in grado di dare le risposte delle quali queste persone hanno bisogno per essere “turisti” come tutti gli altri. “La stessa Italia è difficilmente accessibile – ha riconosciuto la dottoressa Coccia – e la risposta non può essere una camera pensata per un ammalato, mentre una camera correttamente accogliente è per tutti”. Il problema investe anche le strutture, ma soprattutto le conoscenze e la formazione degli addetti, la diffusione di notizie corrette e aggiornate sull’accessibilità e sulle strutture accessibili, “adattando spazi e comportamenti”, ha ricordato Souchon, il quale ha sottolineato che un quinto della popolazione europea costituisce il “Tourisme argentè”: quello delle persone anziane che magari hanno anche più disponibilità di tempo e voglia di muoversi di altri.
Il Veneto sta progettando la “Regione accessibile”, ha ricordato ancora Finozzi, che si realizza anzitutto quando ciascuno sa, conosce e fa la propria parte, sapendo che turismo significa appunto accogliere tutti. L’assessore regionale ha ricordato anche la rassegna “Gitando All”, la cui prossima edizione si svolgerà a Vicenza a fine marzo, “dove metteremo a confronto le esperienze mondiali di turismo per tutti”, mentre nel frattempo verrà realizzata una mappa dell’accessibilità del territorio Veneto”. “Anche alla prossima Bit avremo una sezione sul turismo accessibile – ha ricordato dal canto suo la dottoressa Coccia – e pubblicheremo le linee guida di questo segmento, con obiettivi a breve, medio e lungo termine”.

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