Commenti sui 100 punti di programma di Matteo Renzi

di admin
1. Il bicameralismo dovrebbe essere così modificato: a) L'Assemblea dei delegati (ex-Camera dei deputati)- basta il titolo di “onorevole” rimasto ormai senza autorevolezza oltre che moralmente svilito!) avente funzione di proposizione e di ultima istanza legislativa, con approvazione definitiva (da inviare al Presidente della Repubblica per la promulgazione) qualora la proposta ottenesse la maggioranza assoluta.

In caso di maggioranza relativa, la proposta passa al Senato per l’approvazione definitiva. In caso di emendamenti, la proposta torna all’Assemblea per l’approvazione definitiva.
b) Senato delle Regioni avente funzione legislativa in seconda istanza, solo sulle proposte approvate dall’Assemblea a maggioranza relativa .
P.S. Oltre che organo di “revisione costituzionale” (vedi oltre).
1 BIS: Composizione :
a) Assemblea: 530 delegati, eletti come segue:
– 120 con sistema maggioritario “spurio” ovvero tra 2 o 3 o 4 candidati per ogni lista; uno per ognuno dei 120 collegi . Viene eletto il più votato della lista più votata nel collegio.
– 300 con sistema proporzionale con collegi regionali, in base alle preferenze e ai voti espressi per ciascuno dei collegi coincidenti con le provincie. Ad ogni lista vengono attribuiti i voti ottenuti nei collegi provinciali; per ogni lista vengono eletti i candidati in base ai voti di preferenza riportati nei collegi provinciali.
– 100 in un “listone nazionale, con sistema proporzionale puro, con conseguente sbarramento al uno per cento, dove affluiscono i candidati NON già eletti (120+300), con le loro preferenze .
– 6 per Italiani all’Estero.
– 4 nominati dal Presidente della Repubblica per la durata del suo mandato. (NON a vita!)

b) Senato: 275 senatori, eletti come segue:
– 120 con sistema maggioritario puro (simile all’ex-mattarellum) ; uno per ogni collegio.
– 50 in un “listone nazionale”, con sistema proporzionale puro, con conseguente sbarramento al due per cento, dove affluiranno i “NON eletti” nei collegi, con le rispettive preferenze.
In aggiunta, quali membri di diritto:
20 sindaci delle venti città più popolose.
20 presidenti delle venti regioni ( i “Governatori”).
60 rappresentanti delle Regioni: tre per regione, eletti dai Consigli regionali (due di Maggioranza, uno di Minoranza) con l’eccezione di Val d’Aosta e Molise: un rappresentante. Lazio quattro rappresentanti; Lombardia sei rappresentanti.
5 nominati dal Presidente della Repubblica per la durata del suo mandato (NON a vita!).
P.S.: con la partecipazione diretta di sindaci, di Governatori e di rappresentanti delle Regioni si dovrebbe attenuare la conflittualità tra Governo centrale e Conferenza delle Regioni e ANCI, riscontrata negli ultimi tempi a seguito di provvedimenti governativi NON concertati preventivamente con i rappresentanti del Territorio.

2. Le elezioni diano potere ai cittadini ………
I 120 collegi come sopra proposto sono in parte uninominali (con candidati scelti dai partiti), ma anche con possibilità di esprimere preferenza tra un limitato numero di candidati (mediamente tre).
Tali collegi dovrebbero essere determinati facendoli coincidere con le attuali provincie, oppure con parti di esse per le più estese oppure con accorpamento di più provincie per le meno estese, in modo che i collegi alla fine comprendano mediamente 500.000 abitanti (minimo 250.000, massimo 750.000). Ad esempio Verona, che se accorpata con Rovigo totalizzerà più di un milione di abitanti, dovrà essere suddivisa in due o tre collegi: 1. Verona città+lago+collina; 2. Verona pianura; 3.Verona Rovigo+ mare.
I 300 candidati per l’Assemblea vengono suddivisi tra le venti Regioni in base al numero di voti espressi, comprese schede bianche o nulle (NON in base alla popolazione residente!).
La suddivisione tra le varie liste avverrà su base regionale, ottenendo così degli sbarramenti variabili localmente a seconda delle popolazioni delle singole Regioni, ma mediamente di circa il 7 per cento.
I candidati NON eletti affluiscono nel “listone nazionale” in ordine di preferenza ottenute. Per ciascuna lista vengono eletti (100 all’Assemblea; 50 al Senato) in ordine di preferenze ottenute.
P.S. La proposta sopra espressa si ispira parzialmente al modello tedesco, misto tra proporzionale con sbarramento e maggioritario per collegi. Peraltro introduce una possibilità, pur blanda e limitata, di esprimere preferenze, come richiesto attualmente dall’Opinione Pubblica, dopo anni di vituperato “porcellum”.
Inoltre introduce parzialmente il principio di attribuzione seggi alle varie regioni sulla base dei voti espressi, al fine di spingere l’elettorato ad “andare a votare”, oltre che a premiare, le regioni con più alta percentuale di votanti, ovvero con maggior senso di civismo .

2 bis. Le elezioni sia politiche che amministrative dovrebbero essere fissate in un unico “election day” , il due giugno di ogni anno, con orario dalle 8 alle 20, e con introduzione di sistemi elettronici di scrutinio, già in atto nei più progrediti paesi europei. P.S. Eventuali elezioni suppletive autunnali con “election day” il 2 novembre.

2 ter. Per la prossima legislatura il Senato potrebbe funzionare anche come
“Organo di revisione costituzionale”, in quanto l’attuale testo costituzionale, vecchio di oltre sessantanni deve essere adeguato ai nuovi tempi, con la presenza dell’Italia nella Comunità europea, con maggiori autonomie locali e con maggior partecipazione popolare, al fine di passare dalla ”Democrazia rappresentativa” prevista dai nostri Padri Costituenti del 1947 alla “Democrazia partecipativa” resasi necessaria dal deludente comportamento dei nostri “rappresentanti”.
Il testo così revisionato dal Senato andrebbe sottoposto al parere, obbligatorio ma non vincolante, alle “alte magistrature” (Corte Costituzionale, Corte di Cassazione, Corte dei Conti) e agli organi ausiliari dello Stato (Consiglio di Stato, Consiglio Superiore della Magistratura, Consiglio dell’Economia e del Lavoro), poi approvato anche dall’Assemblea dei Delegati e quindi dal Popolo mediante “Referendum costituzionale”.

3. Politica e privilegi. …….
Bisognerebbe anche introdurre nel testo costituzionale i principi di determinazione del compenso ai membri del Parlamento (e anche delle Regioni) , sottraendolo quindi al Regolamento interno dei singoli istituti.

3. bis : I cosi detti vitalizi, se giudicati come indennità di reinserimento, dovrebbero inoltre essere calcolati sulla base degli anni prestati quale membro di Parlamento (o di Consiglio regionale). Ad esempio farli di durata pari alla permanenza in carica: cinque anni se una legislatura, dieci anni se due legislature, ecc.Comunque dovrebbero cessare al 67° anno di età, sostituiti dal trattamento pensionistico su base contributiva, quindi comprendente anche i contributi versati sull’indennità parlamentare.

4. Un costo standard per tutte le Regioni, comprese quelle a Statuto speciale. Inoltre anche i compensi di Presidente, assessori e consiglieri, dovrebbero essere proporzionali al numero di elettori. Es : se in Veneto ci saranno 4.000.000 di elettori: 40.000 Euro annui per i consiglieri, 80.000 Euro per gli Assessori, 120.000 per il Presidente-Governatore.

5. Le Provincie dovrebbero esser ridotte di numero in modo che abbiano una popolazione NON al disotto di 250.000 abitanti.

5. Bis. Oltre che ridurne il numero , bisognerà chiarirne le competenze, in modo da aumentarne l’efficienza.

6. I Comuni dovranno essere accorpati, in misura diversa a seconda delle loro caratteristiche storico- geografiche e demografiche.
Grazie allo sviluppo delle comunicazioni, sia stradali che on-line, NON si necessita più di uffici municipali in larga diffusione sul territorio.

7. I partiti pur NON essendo enti pubblici, sono però indispensabili per il corretto svolgersi della Democrazia.
Fermo restando il principio della deducibilità fiscale delle donazioni ai partiti (nel 5 o addirittura nell’ otto per per mille), si potrà introdurre un limitato compenso elettorale sia regionale che statale, sulla base dei voti ottenuti. Ad esempio un Euro per ogni voto ottenuto per i consigli regionali più un Euro per ogni voto ottenuto per il Parlamento.
Si potrebbe limitare il rimborso alle liste che hanno almeno un seggio, in Regione o in Parlamento. Nessun rimborso alle liste che non attenuto nemmeno un seggio.

8. La stampa di partito dev’essere considerata già sovvenzionata solo con il rimborso elettorale previsto al precedente articolo. Per contro i giornali in generale dovranno essere in qualche modo sovvenzionati, in quanto colonne portanti della Democrazia.

9. Le camere di commercio. No comment sul testo già in essere.

10. Il CNEL, dimostratosi inutile così com’è potrebbe venire abolito, Oppure potrebbe venire riformato e strutturato come organo di parere obbligatorio nelle materie di natura economica, evitando così la litigiosità sindacale sui provvedimenti presi senza “consultazione delle parti”.
Inoltre, se funzionante realmente, potrebbe essere considerato come “camera del lavoro”. Come tale dovrebbe partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica (vedi oltre).

11. Aziende partecipate. No comment sul testo già in essere.

12. Agevolazioni pubbliche alle organizzazioni di interessi.
No comment sul testo già in essere.

13. Classe politica corrotta. D’accordo sul testo già in essere.

14. Missioni italiane all’estero. D’accordo sul testo già in essere.

15. Strategia per il Mediterraneo. D’accordo sul testo già esistente, con l’aggiunta:…..aprendo “uffici di pre-accoglienza, dove fornire nozioni basilari di lingua e di educazione civica italiana ai profughi che intendano trasferirsi in Italia (per evitare “i barconi”) eventualmente da ampliare con scuole professionali nei mestieri più richiesti in Italia (bracciantato in agricoltura, manovalanza in edilizia, ecc.).

16. Il canone RAI va abolito, in quanto costituisce una sorta di “poll tax” di stile tatcheriano dato che ormai tutti hanno la televisione, che anzi diventa un servizio sociale per gli anziani con pensioni minime che non hanno altro mezzo di contatto verso il mondo.
Il finanziamento pubblico alla Rai è quindi un servizio pubblico, come sanità, trasporti, scuola, ecc. che dev’essere coperto con la fiscalità generale, la quale è a sua volta coperta dalle imposte progressive, secondo il dettato costituzionale.
Inoltre vanno verificati superstipendi dei vari dirigenti di rete, di programma, di sevizio, ecc.

17. Rapporto partiti/RAI: No comment sul testo proposto.

18. Rapporto debito/PIL : Oltre i rimedi indicati nel testo, che sostanzialmente saranno dei palliativi, bisognerà decidere una drastica misura: il prestito forzoso a tassi inferiori a quello dei “mercati” attuali, ovvero con spead simile a quello francese, attorno ai 100 punti (come faceva la Repubblica di Venezia nei momenti di grave pericolo, come pestilenze o guerre contro i Turchi contro Genova). A tale prestito forzoso dovranno essere chiamati coloro che manifestano una “notevole” capacità contributiva: es.
a) stipendi e pensioni oltre i 100.000 Euro annui (compresi compensi ai politici);
b) seconde case
c) supercilindrate.
Con tale misura (incidente annualmente per 1 o 2 per cento del Debito Pubblico) si otterrebbe una graduale “italianizzazione” del Debito, per arrivare tra una cinquantina d’anni, ad una situazione simile al Giappone che pur con un rapporto 180/100 non ha però problemi di spread perché NON dipendente dai “mercati” in quanto tutto il debito viene sottoscritto e rinnovato dal mercato interno giapponese.
19. Il sistema pensionistico dovrà essere unificato secondo il metodo contributivo puro, ovvero il trattamento sarà calcolato secondo i contributi versati nel corso di tutta la vita lavorativa e secondo la speranza di vita al momento della domanda di pensione.
Si potrà andare in pensione a qualsiasi età, con l’unico vincolo di aver realizzato un”montante” ovvero un “capitale previdenziale” sufficiente per pagare almeno la pensione minima per gli anni di sopravvivenza statisticamente prevista. Si potrà comunque iniziare la pensione a 67 anni (uomini e anche donne, però con un anno di anticipo per ogni figlio messo al mondo !) anche se non si sarà realizzato un montante sufficiente a pagare la pensione per gli anni si sopravvivenza prevista in base alle statistiche demografiche. La differenza per l’ottenimento del trattamento minimo (un po’ più dignitoso di quello attuale) verrà integrata dalla fiscalità generale.

20. Il cumulo delle pensione sarà evitato automaticamente perché tutti i contributi saranno versati ad un unico ente (INPS).
Per contro sarà possibile il cumulo tra pensione ottenuta con il metodo contributivo e retribuzioni anche oltre il pensionamento. Decaderà il “divieto di lavorare”. Anche i pensionati potranno lavorare, così eviteranno di “lavorare in nero” per integrare le pensioni “da fame”.
Ogni due anni il trattamento potrà essere aggiornato aggiungendovi gli ulteriori contributi versati dopo l’inizio del trattamento.
P.S. Dovranno essere aumentate le deduzioni fiscali per “previdenza complementare” sia individuale che aziendale o sindacale.

21. Rivoluzione per il fisco:

A) riduzione delle aliquote degli scaglioni più bassi, con contemporaneo incremento delle aliquote per scaglioni più alti. Ad esempio:
15 per cento fino a 30.000 Euro.
30 per cento fino a 60.000 Euro.
45 per cento fino a 90.000 Euro.
50 per cento oltre 90.000 Euro.
b) Aumento delle deduzioni d’imposta per contributi volontari, somme in beneficenza e trattamento famigliari disabili.
c) Aumento delle attuali detrazioni per istruzione, mutui, spese sanitarie.
d) Detrazione decennale fino al 90 per cento delle spese per risparmio energetico.
B) Rimodulazione delle aliquote IVA in funzione della necessità di certi beni (latte, frutta e verdura, energie rinnovabili, ecc.) e della dannosità di altri (es. alcoolici, consumi energetici inquinanti, ecc.).
C) Esenzione IMU sulla prima casa fino ad una superficie correlata al numero di soggetti del nucleo famigliare residente, con corrispondente incremento di tassazione su altri immobili non necessari (es. grandi superfici o seconde case.)
D) Rielaborazione del catasto, assumendo all’uopo a termine giovani laureati, garantendo così un “primo semestre lavorativo” ai giovani attualmente precari.
E) Tassazioni delle rendite finanziarie, differenziando l’aliquota tra investimenti a lungo termine (dei cosidetti “cassettisti”), oltre i cinque anni, aventi funzione di risparmio, talvolta previdenziale, ed investimenti speculativi, inferiori all’anno, aventi funzione di pura speculazione, ad esempio il “giocare in borsa”.

22. Abolizione dell’IRAP , trasferendo alle Regioni una percentuale delle imposte statali, attuando così un vero federalismo fiscale; NON come quello di adesso consistente in continue nuove tasse a livello locale, senza diminuire in corrispondenza quelle statali !

23. Uscire dal sommerso. D’accordo con il testo già in essere, aggiungendo: “Accordare un ammortamento anticipato fino al 50 per cento per i primi due anni sull’acquisto di beni strumentali, in caso di NON diminuzione del numero degli occupati. Tale percentuale di ammortamento può essere aumentata nel primo anno fino al 100 per cento, nella stessa percentuale in cui si sono creati nuovi posti di lavoro”

24. Procedure per la crisi d’impresa: No comment sul testo già in essere, salvo aggiungere: “Gli amministratori di aziende in procedura fallimentare sono tenuti al rimborso del 90 per cento dei compensi ricevuti a partire dall’esercizio in cui è stata rilevata la perdita , destinando tali somme al pagamento degli stipendi dei dipendenti in ritardo nel percepimento della loro retribuzione”.

25. No ai condoni. D’accordo con il testo già in essere.

26. Riformare gli ordini professionali. No omment sul testo già in essere.
27. Liberalizzare i servizi pubblici locali. D’accordo sul testo già in essere, aggiungendo che i Consigli di Amministrazione delle aziende municipalizzate devono includere, con funzioni ispettive, anche rappresentanti delle associazioni dei consumatori, dei sindacati e delle categorie professionali del settore (es. Trasporti, raccolta rifiuti, fornitura energia, ecc.).
Basta con Ca’ del Bue gestita dagli spagnoli del Real Madrid o con finanziamento all’Hellas tramite aumento delle bollette AGSM !

28. Antitrust obbligatorio. No comment sul testo già in essere.

29. Liberalizzare le assicurazioni su infortuni e malattie.
No comment sul testo già in essere, salvo necessità di chiarire se in quest’articolo si tratta solo di malattie professionali, coperte oggi dall’INAIL, o anche di malattie in generale, coperte dall’ex-INAM-INPS.

30. Ridurre il numero delle norme.
D’accordo sul testo già in essere, con l’aggiunta di evidenziare la necessità di elaborare dei “Testi Unici” in collaborazione con le Regioni e con le associazioni professionali e sindacali.

31. Mettere in competizione il pubblico con il pubblico. No comment sul testo già in essere.

32. Delivery Unit sul modello UK. D’accordo sul testo già in essere, con l’aggiunta di precisare che il Primo Ministro, eletto dal popolo, (°) dev’essere responsabile degli obiettivi strategici di ciascun ministro, nominato dallo stesso Primo Ministro, a cui innanzitutto deve il ministro deve render conto del proprio operato.
(°) Il Primo Ministro dovrebbe essere eletto, similmente agli attuali Sindaci ma a turno unico, collegando la sua candidatura a quella di una o più liste.

P.S. Il Presidente della Repubblica, in quanto NON più solo rappresentante dei partiti, bensì anche rappresentante della Nazione, custode della Costituzione e quindi Supremo Magistrato, ovvero garante del vivere civile della Comunità, dovrebbe venire eletto:
a) dai membri dell’Assemblea e del Senato. (comprendente anche sindaci, governatori e rappresentanti delle Regioni).
b) I membri del Consiglio di Stato, del Consiglio dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e del Consiglio Superiore della Magistratura (CMS).
c) I membri della Corte Costituzionale, della Corte dei Conti, della Corte di cassazione.

33. Dirigenti a termine nelle aziende pubbliche.
No comment.

34. Mezzogiorno: investire solo sullo sviluppo.
D’accordo sul testo già in essere.

35. Superare il precariato attraverso….
Il primo esempio dovrebbe essere dato dalla Pubblica Amministrazione, come nell’assunzione a termine di giovani per progetti urgenti come il Catasto e la protezione del Territorio.

36. Riformare gli ammortizzatori sociali. D’accordo con il testo già in essere, integrandolo con la precisazione che gli importi erogati per cassa integrazione, dovrebbero venir dedotti dal montante previdenziale personale, su cui si calcolerà il trattamento pensionistico al momento della richiesta di pensione di vecchiaia.

37. Contratti aziendali contro i salari poveri.
Bisognerebbe innanzitutto che i lavoratori si rendessero conto di quanto costano al datore di lavoro, oltre il netto in busta. Tutte le paghe dovrebbero quindi essere aumentate dei contributi previdenziali e ammenicoli vari, restando a carico dell’azienda solo l’INAIL in quanto le aziende dovrebbero essere spinte a migliorare le condizioni di sicurezza.
Le trattenute previdenziali (INPS), alla pari di quelle fiscali (IRPEF) dovrebbero essere versate dal datore di lavoro con trattenuta sullo stipendio lrodo come sopra esplicitato. In caso di mancato versamento denuncia per “appropriazione indebita”. Basta con “condoni previdenziali” a favore di datori che NON hanno versato puntualmente i contributi !
Per i salari “più poveri”, (giovani, immigrati, ecc.) invece di crescere il trattamento previsto dai contratti collettivi, provocando quindi un aumento dei costi di produzione nelle aziende già sovrastate dalla concorrenza internazionale (con contributi sociali più bassi) ,bisognerebbe diminuire i contributi sociali per i lavoratori con salari minimi, per poi aumentarli gradualmente man mano che il lavoratore incrementa il proprio reddito con gli scatti di anzianità o di carriera.

38. Aliquote (ovvero quote) rosa.
No comment.

39. SANITA’ – Immediata introduzione dei costi standard.
D’accordo con il testo già in essere, con l’aggiunta che all’interno dei CDA delle aziende sanitarie vi siano rappresentanze di sindacati e di associazioni territorialmente significative.

40. Riorganizzazione della medicina sul territorio. No comment.

41. Far lavorare “in rete” gli ospedali. No comment.

42. Chiudere tutti gli ospedali con meno di 100 posti letto….
No comment.

43. Creazione di percorsi diagnostici terapeutici su base regionale.
No comment.

44. Esternalizzare ma non per pagare di più.
No comment.

44 bis. Poiché la Sanità italiana è gestita dalle Regioni, prescrivere, come obbligatorio, l’aggiornamento degli operatori sia amministrativi che sanitari, con “anni sabatici” in altri Paesi della Comunità europea, al fine di un aggiornamento continuo nelle strutture organizzative e nelle prestazioni alla Cittadinanza.

45. Un fondo nazionale per la ricerca…. No comment, salvo prevedere esplicitamente un continuo contatto con le strutture di ricerca presenti negli altri Paesi europei, al fine di internazionalizzare e sprovincializzare la ricerca .
46. Incentivi fiscali per contributi alla ricerca universitaria. No comment.

GIUSTIZIA.
47. Una terapia d’urto per la giustizia civile.
D’accordo con il testo già in essere, aggiungendovi l’introduzione dell’obbligo di presentare i ricorsi alla Giustizia in forma informatizzata, almeno quando il ricorrente è un’impresa commerciale.

48. Avvocati pagati solo su preventivo. No comment.

49. Entri (più spesso) la corte . D’accordo.

50. Accorpamento delle sezioni giudiziarie staccate. D’accordo.

51. Entri l’informatica nel tribunale. D’accordo.

52. Il merito in tribunale. D’accordo, introducendovi anche il concetto di “valutazione della congruità delle sentenze”, gratificando i giudici per le sentenze confermate dai gradi successivi e penalizzandoli con “punti di demerito” per le sentenze ribaltate o sostanzialmente modificate nei gradi di appello successivi.

53. Giustizia penale nei tempi giusti. D’accordo, con le aggiunte:
a) Per ridurre l’incidenza della carcerazione preventiva, che in caso di innocenza rappresenta un’ingiustizia anzi una barbarie, prevedere la possibilità di sostituirla con “lavoro coatto”, retribuito in modo che il detenuto abbia di che vivere all’uscita dal carcere.
b) Prevedere per i reati meno violenti, la “libertà su cauzione” “all’americana”. Per coloro senza possibilità finanziarie per la cauzione, dare possibilità di prestazioni di lavoro coatto in modo da accorciare i termini della detenzione preventiva.
c) Le pene comminate devono essere eseguite nella loro interezza salvo riduzioni di pena detentiva sulla base dei giorni di “lavoro coatto” eseguiti; ad esempio un giorno in meno di detenzione per ogni giorno di lavoro coatto eseguito.
Il lavoro coatto deve essere retribuito in parte durante la detenzione (così i detenuti possono inviare delle sovvenzioni alle loro famiglie, spesso in precarie condizioni economiche), in parte all’uscita dal carcere, così i detenuti senza lavoro e senza rapporti sociali, non saranno portati a delinquere nuovamente per guadagnarsi qualche soldo.
d) poiché la Costituzione prevede che la pena deve essere rivolta innanzitutto alla rieducazione del reo e poiché molti reati sono consumati per mancanza di “voglia di lavorare “ del criminale, l’educazione al lavoro dev’essere opera fondamentale nel periodo di detenzione. Per gli immigrati inoltre, dovranno essere previsti anche corsi di lingua italiana e di educazione civica, conteggiandone il risultato con profitto come riduzione del periodo detentivo.
Basta con le prigioni vendicative ed incivili, dove i detenuti escono con la necessità di ricominciare a delinquere perché di nuovo disinseriti dal tessuto sociale italiano !
Per i detenuti a seguito reati di criminalità organizzata, ovvero per mafia e similari, potranno essere previsti dei centri di accoglienza in regioni lontane da quelle di provenienza, al fine di evitare il ritorno dei rei nelle stesse condizioni che hanno determinato la pratica delinquenziale. I centri dovranno essere finanziati con il lavoro coatto degli stessi detenuti.

CULTURA E TERRITORIO.
54. Le città rinnovabili. D’accordo.

55. Incentivi rinnovabili. D’accordo, con l’aggiunta della facoltà per le Amministrazioni comunali NON in deficit strutturale di concedere ulteriore riduzione dall’IMU, fino al 100 per cento delle spese per risparmio energetico, attualmente deducibile dall’IRPEF solo fino al 55 per cento.

56. Ammodernare la rete elettrica……… D’accordo, con l’aggiunta di poter costruire centrali per energia rinnovabile es. idroelettrica, dando facoltà alle Regioni o a più provincie dello stesso bacino fluviale di costruire dighe aventi funzione oltre che di produzione elettrica, anche di prevenzione alluvioni ed in generale per regimentare il deflusso delle acque di superficie.
Al fine di NON sottrarre all’agricoltura terreni fertili, concentrare la creazione di campi di pannelli solari in zone impervie non altrimenti utilizzabili, es. pietraie o paludi.

57. Rifiuti da problema a risorsa
D’accordo anzi d’accordissimo, ma con l’aggiunta che gli inceneritori, il cui impiego verrà ulteriormente limitato in caso di raccolta differenziata da parte dei Comuni, vengano installati in zone scarsamente abitate, al fine di evitare il dramma e la conseguente “sceneggiata” di Cà del Bue, situata in zona San Giovanni Lupatoto, in prossimità di alta densità edilizia residenziale e artigianale, centri commerciali ed industrie alimentari d’eccellenza. Ora con la “superprovincia” Verona-Rovigo si potrà concentrare il trattamento dei rifiuti NON differenziati lungo i pioppeti delle rive del Po o addirittura nel Polesine, così a respirare l’aria inquinata dal trattamento delle immondizie, saranno qualche pioppo o tuttalpiù qualche airone, ma NON esseri umani !

58. Agribusiness italiano. D’accordo , con in più per demotivare l’abbandono della terra ed anzi per favorirne un ritorno anche delle nuove generazioni, instaurare delle misure previdenziali per gli agricoltori sulla base delle quantità e dei valori prodotti e venduti. Uno dei motivi di abbandono della terra è stato infatti lo scarso importo dei trattamenti pensionistici di vecchiaia. Dovremo quindi effettuare dei versamenti figurativi sul “montante previdenziale” dei singoli agricoltori, sulla base delle produzioni agricole messe sul mercato durante tutta la loro vita lavorativa; ad esempio accreditare sul conto previdenziale l’importo dell’IVA incassata dalla vendita dei prodotti agricoli.

59. Non auto blu, ma solo auto verdi.
D’accordo, anzi d’accordissimo. Con l’aggiunta di autorizzare i Comuni con centri storici più inquinati o più trafficati (es.Verona) di istituire ticket d’entrata o “vignette”, con tariffe differenziate a seconda del tipo di carburante dei veicoli, differenziando anche se i proprietari sono residenti o meno.

60. Puntare su Internet. D’accordo.

61. E&Open Government. D’accordo.

62. Mai meno del 1 per cento. D’accordo.

63. La funzione civile del bello.
D’accordo, con l’aggiunta di mobilitare le nuove generazioni dal lavoro in gran parte precario, in “semestri di lavoro garantito” all’uscita dall’Università, prima di entrare nel mondo del Lavoro. Creeremo così non solo dei cittadini più colti , ma anche dei futuri amministratori più consapevoli del tesoro artistico e culturale della nostra Nazione.

64. Defiscalizzare i contributi per la cultura. D’accordo.

65. Autonomia ai musei. D’accordo, con l’aggiunta che il Museo può adempiere a due ulteriori funzioni:
a) essere occasione di lavoro sia per pensionati part-time che per cassa-integrati, liberandoli dall’ignavia e dalla pigrizia ed arrotondando i loro compensi che saranno sempre più bassi, per ragioni di quadratura dei bilanci statali.
b) essere occasione di “orgoglio culturale” per le Comunità locali e quindi mobilitare le forze volontaristiche e giovanili del Territorio, in modo che i Musei vengano sentiti NON come qualcosa di “romano” ovvero di lontano, perché di proprietà e di gestione statale. Allo Stato dovrebbe restare solo il controllo su gestione e bilanci.

66. Un’agenzia internazionale per i musei italiani. No comment.

67. Coordinare il marketing turistico.
Il Ministero dei Beni culturali dovrà essere l’organo di promozione internazionale e di controllo del patrimonio museale delle Regioni, alle quali dovrà spettare sia la gestione che un coordinamento di marketing con altre attrazioni turistiche locali, ad esempio manifestazioni sportive, gastronomiche e di valorizzazione dell’Ambiente da cui i beni museali scaturiscono.
Le “settimane di gemellaggio” con altre Regioni europee, americane o asiatiche (es i Laender tedeschi o gli States americani o le Provincie cinesi (da cento milioni di abitanti!) saranno delle occasioni di attrazione turistica internazionale che dovranno essere promosse in sintonia tra Stato e Regioni. Oltre che un’occasione di apertura culturale per la nostra gioventù, in precedenza coinvolta nella gestione del Museo, che a maggior ragione dovrà essere sentito come “bene proprio” della Comunità locale.

68. Rivisitazione delle competenze delle Soprintendenze.
I Comuni sono talvolta soggetti ad infiltrazioni di “malavita organizzata” sopratutto nel settore immobiliare. Inoltre gli interessi locali “palazzinari” influenzano fortemente i sindaci e i bilanci comunali. Talvolta quindi i comuni sono portati a “svendere” il proprio Paesaggio e il proprio Territorio pur di NON imporre nuove tasse comunali. Vedi l’esempio del Comune di Negrar che nel corso degli ultimi decenni ha dato battesimo alla “negrarizzazione”, ovvero ad un’edilizia “selvaggia” cioè NON pianificata ed oltretutto depauperatrice di Paesaggio e Territorio con conseguente danno al turismo di tipo “ambientalista” e paesaggistico.
La Sovrintendenza dello Stato dovrà quindi essere rafforzata, avente la funzione essenziale di “tutela della Repubblica”, prevista dall’articolo 9 della Costituzione, sui beni naturali, culturali ed artistici, in quanto questi sono l’espressione della nostra anima collettiva della Nazione Italiana.

69. Una sola voce per la cultura italiana all’estero.
Gli enti statali di cultura all’estero dovranno essere fusi in un solo organismo. Come tale avrà il compito di promuovere sia i Beni dell’Italia intesa come “corpo culturale unitario”, ad esempio in campo linguistico, sia come espressione delle realtà, storiche e attuali, localmente significative, come ad esempio la Storia millenaria della Repubblica di San Marco, che sono riflesse anche nell’architettura storico-turistica, o il patrimonio teatrale e musicale napoletano, che si riflette anche nella promozione turistica dei siti archeologici della regione Campania.

70. Ambasciatori per la globalizzazione.
D’accordo, sopratutto ora che la diplomazia sembra trattata a livelli sempre più europei e quindi “più alti” delle ambasciate, che potrebbero invece diventare tramite di promozione commerciale e culturale, oltre che adempiere a funzioni organizzative dei flussi immigratori per gli extra-comunitari, prima che entrino nel territorio italiano, ed emigratori per i nostri giovani che cercano impieghi qualificati in altri Stati più progrediti del nostro.

71. Scegliere le grandi opere che servono davvero.
D’accordo aggiungendo che: Le regioni che hanno surplus di bilancio o che ottengono finanziamenti dai privati possono intraprendere opere pubbliche di interesse prevalentemente locale ma di rilevanza anche nazionale. Ad esempio autostrade Pedemontana in Veneto, Direttissima Brescia -Milano Linate in Lombardia, ecc. P.S. Ricordiamoci che per il passante di Mestre abbiamo aspettato trent’anni e per la tangenziale ed il treno diretto per l’aeroporto della Malpensa stiamo ancora aspettando, dopo vent’anni dall’inizio dei lavori alla Malpensa ed intanto l’Alitalia è fallita perché per transitare sulla tangenziale di Milano Nord ci si impiega come per andare a New York! Così come “hub” meglio usare Monaco o Francoforte o Zurigo o Parigi!
72.
Semplificazione delle norme sulle gare d’appalto.
No comment.

73. Liberalizzazione del trasporto pubblico regionale.
D’accordo con l’aggiunta di : favorire l’utilizzo di linee ferroviarie dismesse per riconvertirle in “metropolitane di superficie” (sull’esempio della cintura di trasporti da e per e attorno a Londra).

DARE UN FUTURO A TUTTI.

74. Istituire gli “affitti di emancipazione” .
D’accordo sopratutto perché con tale provvedimento si potrebbero utilizzare le migliaia di appartamenti sfitti giacenti inutilizzati attorno alle nostre città: centomila nel solo Veneto, regione di cinque milioni di abitanti. Stesso rapporto della Spagna che con cinquanta milioni di abitanti ha un milione di appartamenti vuoti, malgrado le offerte “paghi uno, prendi due”.
Bisognerebbe però aggiungere che l’importo erogato dallo Stato (o dalle Regioni) per tali “affitti” verrà rimborsato dai giovani beneficiari quando andranno in pensione, mediante una corrispondente riduzione del “montante previdenziale” (tra quaranta/cinquantanni).

75. Consentire a tutti gli studenti universitari di finanziarsi gli studi e le tasse.
D’accordo, con l’aggiunta che lo studente avrà possibilità di rimborsare le sovvenzioni ricevute durante tutta la sua vita lavorativa e che le somme NON rimborsate verranno detratte dal “montante previdenziale” al momento della domanda di pensionamento (dopo quaranta/cinquantanni).

76. Premio ai laureati meritevoli da investire in formazione. D’accordo.

77. Regolamentazione dei contratti di lavoro per gli studenti.
No comment.
78. Cominciare giovani, cominciare bene. No comment.

79. Diritto di voto a 16 anni. No comment.

80. Valutare le Università e sostenere quelle che producono le ricerche migliori. No comment.

81. Distinguere tra Università…….D’accordo.

82. Abolizione del “valore legale” del titolo di studio. No comment.

83. Restituire prestigio e reddito agli insegnanti capaci. D’accordo.

84. Eliminare la formazione che serve solo ai formatori. D’accordo.

85. Ebook per tutti. D’accordo.

86. Inglese sin da piccoli. D’accordo anzi d’accordissimo !
Le nuove generazioni di Italiani devono poter viaggiare in tutto il mondo. I turisti di tutto il mondo devono passeggiare per le strade italiane, potendo chiedere informazioni sulle nostre città a qualsiasi cittadino italiano!

PER UNA SOCIETA’ SOLIDA E SOLIDALE.

87. Introdurre il quoziente famigliare. No comment.

88. Detrazione della spesa famigliare. D’accordo, aggiungendo che il limite massimo delle deduzioni e detrazioni per le spese famigliari deve essere notevolmente elevato rispetto a quello stabilito attualmente. Dev’essere portato ad almeno 6.000 Euro più 1.000 Euro per ogni famigliare a carico, in quanto tali importi sono quelli minimi per poter vivere attualmente in Italia.

89. Una regolamentazione delle unioni civili. No comment.

90. Promuovere la natalità. D’accordo.

91. Adozioni internazionali. D’accordo.

92. Più nidi e avvisi d’infanzia. No comment.

93. Progetto DAVID per la sicurezza stradale.
D’accordo con l’aggiunta che i Comuni devono dare priorità, nelle loro manutenzioni e nei nuovi investimenti stradali, all’eliminazione di situazioni di pericolo e di maggior frequenza di incidenti stradali, quali installazione di dossi dissuasori di velocità e di rotatorie stradali al posto di incroci ed innesti con STOP.

94. Adozione dello jus soli. No comment.

95. Immigrazione intelligente. D’accordo.

96. Regolare? Permesso veloce. D’accordo, con l’aggiunta che in caso di disoccupazione prolungata e di permesso scaduto l’immigrato deve chiedere l’aiuto della Pubblica Assistenza per il reinserimento in altra occupazione.
Dobbiamo evitare, come d’altronde tutti gli altri Paesi europei, il vagabondaggio, creatore di occasione di atti delinquenziali ed di insicurezza per i residenti.
Nel contempo l’immigrazione NON regolare deve essere prevenuta sin dalle origini, con un più assiduo controllo delle frontiere sia terrestri che marittime.

97. Fai diventare legge il 5 per mille. D’accordo.

98. Un secondo 5 per mille……… D’accordo.

99. Servizio civile obbligatorio. D’accordo sui fini, precisando però che il servizio civile può esplicitarsi anche nella cura del Territorio, sopratutto quello vicino alla propria casa.
Inoltre esso dovrà fornire dei punteggi nei concorsi pubblici e in altre graduatorie per l’ottenimento di servizi sociali, ma NON dovrà essere forzoso e obbligatorio, come il vecchio “servizio di leva”, vessatorio verso la libertà individuale dei Cittadini.

100. Sequestrare più rapidamente, gestire meglio,…..
D’accordo precisando che il sequestro dei beni mafiosi è solo uno dei provvedimenti contro le mafie.
Principale obiettivo della lotta per l’Ordine Pubblico è la creazione di posti di lavoro.

100 bis. Per togliere “humus” alle organizzazioni di criminalità organizzata, occorre instaurare un “semestre garantito di lavoro” a tutti i giovani che escono dall’Università e dalle Scuole superiori, da impiegare innanzitutto nella riforma del Catasto e nella protezione dell’Ambiente.
Saranno i giovani a darci un esempio di coraggio nella lotta alle mafie, per sé, per i loro figli e anche per noi “vecchi”.
Anche noi “vecchi” dobbiamo però dimostrare un po’ di coraggio, cioè un po’ meno di egoismo generazionale, nel mettere a disposizione adesso le risorse finanziarie per “il semestre di lavoro garantito”, che comunque verrà rimborsato dai giovani ora beneficiari, quando andranno in pensione tra quaranta/cinquanta anni, con una corrispondente riduzione del “montante previdenziale”.
Per trovare tali risorse finanziarie, in un paese come l’Italia con miliardi di evasione fiscale, l’unica via oltre ad un prestito forzoso sulle quote più alte delle “pensioni d’oro” compresi i vitalizi ai politici, lo strumento principale sarà un’intensificazione dell’IMU sulle seconde case e sugli investimenti improduttivi, come le migliaia di immobili sfitti che depauperano le periferie delle nostre città, costruiti solo per speculazione finanziaria o peggio ancora per piazzare capitali di dubbia origine al fine di riciclarli o addirittura per ripulirli!

La “Politica” senza morale NON è più “arte” cioè espressione dell’animo.
E’ solamente avventura.
E di “avventurieri” in questo momento NON ne abbiamo bisogno!

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