IX settimana nazionale della conciliazione: i risultati dell’Organismo di mediazione della Camera di Commercio di Verona

di admin
“Il bilancio è nel complesso positivo – afferma il Segretario Generale della Camera di Commercio, Cesare Veneri – perché la struttura, dopo la buona performance del 2011, che ha fatto registrare un incremento di più del 50% delle procedure gestite, ha retto anche l’impatto derivante dall’introduzione dell’obbligatorietà nelle due nuove materie, condominio e rc auto,…

Nonostante questo incremento, i tempi di gestione si sono mantenuti contenuti (72 giorni in media per chiudere una procedura) e molto inferiori ai 120 giorni previsti dalla legge per chiudere il tentativo di mediazione ed ai 393 giorni (rapporto CEPEJ – Commission européenne pour l’efficacité de la Justice – 2012) necessari in media per ottenere in Italia una sentenza di primo grado”.
“Le Camere di Commercio stanno gestendo una gran parte delle mediazioni in Italia – continua Alessandro Bianchi, Presidente della Camera di Verona – ma non dobbiamo nasconderci le difficoltà che stiamo incontrando: permangono ancora molte resistenze, presso una parte dei professionisti della giustizia, nei confronti di questo nuovo istituto, e lo sperimentiamo nell’attività quotidiana del nostro Organismo; riteniamo però che buona parte di queste difficoltà potrà essere superata man mano che professionisti e imprese avranno la possibilità di sperimentare nella pratica in cosa consiste una mediazione: per i nostri mediatori è una grande soddisfazione quella di poter “facilitare” la soluzione di controversie spesso molto risalenti nel tempo o vedere come cambi radicalmente, nel corso della procedura, l’atteggiamento che le parti (spesso legate da parentele o rapporti di vicinato) o i loro rappresentanti dimostrano l’una nei confronti delle altre o del mediatore: è la prova che conciliare si può. ”.
E si deve. “E’ un fatto – continua il Presidente Bianchi – che il sistema della giustizia non riesce a gestire in modo efficiente l’enorme numero di cause presentate e questo determina una perdita di competitività per le nostre aziende, che non riescono ad avere la certezza di una difesa efficace e veloce dei propri interessi. Siamo convinti che rientri tra i nostri compiti istituzionali di promozione del sistema economico locale anche lo sviluppo di un servizio che consenta a imprese, cittadini e consumatori di gestire da sé le proprie controversie, stimolando la ricerca di soluzioni che rispondano alle effettive esigenze delle parti coinvolte: la mediazione, infatti, non è un processo e il mediatore non è un giudice ma gestisce un conflitto, aiutando le parti a concentrarsi sugli interessi, piuttosto che sui diritti. Le Camere di Commercio hanno dimostrato finora di essere in grado di porsi come sistema di riferimento a livello nazionale nella diffusione della cultura della giustizia alternativa. Il nostro obiettivo è quello di permettere alle imprese del territorio, soprattutto in questo momento di difficile congiuntura economica, di fruire di un servizio i cui costi rimangono estremamente contenuti, se si considera che in media ogni conciliazione costa quasi dieci volte di meno di una causa che finisca in tribunale (3% del valore della controversia a fronte del 29,9% di una causa legale)”.
“Siamo consapevoli che per far sì che la mediazione si affermi è necessario farla conoscere sia ai professionisti che alle imprese ed ai privati – afferma Riccardo Borghero, Responsabile dell’Organismo di mediazione camerale – e questo sarà il nostro obiettivo per i prossimi mesi: intendiamo favorire la creazione di una rete dei mediatori professionali che operano in provincia, per sviluppare il confronto sulle problematiche che emergono nella gestione delle procedure e la condivisione di prassi operative; lavoreremo poi con le associazioni di categoria e con le associazioni dei consumatori per promuovere, attraverso iniziative seminariali, la conoscenza della procedura e delle sue potenzialità e continueremo, unico Organismo tra quelli operanti nella provincia di Verona, la diffusione periodica dei dati sulle nostre attività e sui nostri risultati, convinti che anche il confronto, nella massima trasparenza, sia sui successi che sulle criticità possa contribuire a sviluppare, sia tra gli operatori che tra i cittadini, un dibattito costruttivo sull’istituto”.
Nel periodo gennaio – settembre 2012 l’Organismo ha gestito 402 procedure (a fronte delle 287 dello stesso periodo dell’anno precedente), con un andamento molto simile a quello del 2011, ossia con un trend crescente nei primi mesi dell’anno (ed un picco nei mesi estivi) e decrescente nella seconda parte. Per la maggior parte (86%) si tratta di domande che riguardano le materie oggetto di obbligatorietà (diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, condominio, risarcimento del danno da responsabilità medica, da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, da circolazione di veicoli o natanti, contratti assicurativi, bancari e finanziari), con una prevalenza delle domande in materia di contratti assicurativi (18%), di circolazione di veicoli e natanti (12%), di locazione e di diritti reali (rispettivamente 13% e 12%).

La modifica della composizione delle domande presentate (con l’incremento delle procedure in materia di Rc auto, praticamente assenti nel 2011, e di contratti assicurativi, quadruplicate rispetto al 2011) ha avuto delle ripercussioni anche sui risultati generali dell’Organismo: in queste materie infatti, che rappresentano il 30% delle procedure gestite, è altissimo il tasso di mancata adesione della controparte (64% per rc auto e 77% per i contratti assicurativi in genere) e questo ha contribuito a far sì che l’incidenza percentuale delle mancate adesioni nel 2012 aumentasse considerevolmente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 78% sul totale delle procedure concluse, rispetto al 61% del 2011.
Sempre con riferimento alle procedure già concluse, le materie dei diritti reali, delle divisioni e delle successioni ereditarie sono quelle con il più alto tasso di accettazione della procedura (rispettivamente 38%, 35% e 30%) e per le quali quindi si arriva all’incontro di mediazione.
La materia dei diritti reali è quella che fa registrare, finora, il più alto tasso di accordi raggiunti (67%).
Il valore medio delle controversie gestite è pari a € 54.611,80 (a fronte degli € 79.434 del 2011), cui corrisponde un costo medio a carico di ciascuna parte, nel caso in cui si arrivi all’incontro di mediazione per una procedura in materia obbligatoria, di € 806; si consideri però che si tratta di un costo in parte deducibile fiscalmente (fino a € 500 in caso di mediazione riuscita e fino alla metà nel caso di mediazione non conclusa), per cui in realtà gli oneri a carico delle parti sono molto più contenuti.

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