CONCORSO PER LE SCUOLE

di admin
Cosa significa “Resistenza” per un ragazzo delle medie superiori e a cosa – e perché - lui ritiene si debba “Resistere” oggi? Su cosa bisogna impegnarsi; cosa ne vale la pena?

E’ questo il tema di un concorso – ma anche di un sondaggio – organizzato in comune da associazioni partigiane e studentesche su iniziativa dello Spi Cgil (sindacato pensionati) che ne è l’ideatore ed il motore.
Vi possono partecipare, sia con testi scritti che con foto, tutti gli studenti delle superiori inviando – entro il 23 dicembre – gli elaborati a bandoresistiamo2012@veneto.cgil.it o spedendoli per raccomandata a Cgil Veneto Commissione Giudicatrice Noi Resistiamo, via Pechiera 5, 30174 Mestre. Bando e scheda di partecipazione sono reperibili nei siti veneti di Cgil, Spi, Flc, Rete degli Studenti Medi, Anpi, Proteo, Resistenze, Centro Luccini. Saranno inoltre reperibili nelle principali biblioteche cittadine e nelle scuole grazie alla disponibilità dell’Ufficio Scolastico regionale che ospita il bando anche nel proprio sito.
Sono messi in palio tre premi di 500, 300 e 200 euro in buoni libro (anche di testo) per la sezione di scrittura e altrettanti premi di analogo importo, ma in buoni per l’acquisto di materiale grafico, per la sezione fotografica.
L’idea – come spiegano i promotori del concorso – è quella di sviluppare un rapporto con le scuole per aiutare economicamente gli studenti premiati, ma anche per stimolare riflessioni e captare tra i banchi sensibilità, interessi, paure che emergono dalle nuove generazioni fino a valutarne i risultati e produrre una pubblicazione.
A cappello del tutto, il brano di una lettera agli amici di un partigiano ventenne, catturato e condannato a morte dalle brigate nere: “non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere”.
“L’insegnamento – hanno detto gli organizzatori – non va inteso come semplice trasmissione dal docente allo studente, ma acquista forza e valore in quanto fondato su una rete relazionale. Siamo convinti che iniziative come questa servono anche a far crescere la capacità di ascolto nelle scuole e al di fuori di esse.
Per quanto ci riguarda, terremo conto di quello che emergerà per formulare proposte a sostegno delle politiche giovanili nel Veneto. Soprattutto consideriamo questa esperienza come l’avvio di un percorso comune su cui costruire una lunga stagione di iniziativa, con buona pace di chi vorrebbe usare la contrapposizione generazionale per abbassare il livello dei diritti sia dei giovani che degli anziani e ridimensionare il modello sociale.”

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