MA RENZI PUO’ ESSERE UNA SVOLTA? E PERCHE’ A VERONA?

di admin
A prima vista la folle corsa di Matteo Renzi ha del temerario: vuole governare l’Italia per cambiarla, in aperta sfida ai massimi dirigenti del suo partito. Un azzardo? Un’illusione? O risponde a una vera domanda di riscatto? E a Verona che seguito può avere?

Gli osservatori di ogni parte politica giudicano interessante la sua sfida, salvo, naturalmente, i diretti competitors del sindaco di Firenze. Tuttavia si mette più l’accento sull’immagine della campagna di Renzi, lasciando sullo sfondo la sostanza della sua proposta per vincere la crisi. E la sostanza appare più concreta di quanto non si voglia far credere. Parlando di Verona, ad esempio, non lascerà indifferenti la sua battaglia a favore del merito, contro le rendite di posizione così radicate anche nella nostra città. Ma a Verona Renzi troverà un terreno particolarmente fertile nel numeroso elettorato (oltre 30.000 veronesi) che negli ultimi 4 anni ha abbandonato il Partito Democratico nelle urne elettorali. Da qui lo spontaneo costituirsi dei Comitati per Renzi, liberamente creatisi anche al di fuori degli iscritti al PD. Anche questa è una novità, naturale conseguenza dello stile di indubbia semplicità del messaggio di Renzi, che ogni comitato si offre spontaneamente di veicolare. Con queste Primarie Verona vivrà una bella esperienza. Deve approfittarne, almeno questa volta, per capire se, come dice Renzi, è meglio tirare il rigore del futuro che ci attende piuttosto che starsene in panchina per paura di sbagliarlo.

Condividi ora!