Addio al presidente onorario di Confcommercio Giovanni Franzini: guidò l’“Asco” dal 1990 al 1996 facendo crescere l’associazione

di admin
Le battute in dialetto, al fulmicotone, erano disarmanti e il suo modo di rapportarsi diretto e immediato, bonario ma tutt’altro che ingenuo, portava l’interlocutore sul terreno a lui congeniale, quello del confronto schietto. Con Giovanni Franzini, scomparso domenica all’età di 80 anni, se ne va una delle figure più significative dell’associazionismo economico veronese.

“Giovanni Franzini, per gli amici “Nino” ci ha, silenziosamente, lasciati”, commenta commosso il direttore generale di Confcommercio Verona Giorgio Sartori. “Nino ha contribuito a fare un po’ della storia della città, della sua economia, della sua attività sindacale, della sua politica amministrativa. Dal dopoguerra si è sempre impegnato per il bene di Verona fintantoché la salute l’ha sostenuto”.
Nel 1990 era subentrato ad Enzo Erminero – di cui era stato vicepresidente a partire dal 1983 – nella carica di presiedente dell’AS.CO, oggi Confcommercio Verona, per passare successivamente il testimone nel 1996, per raggiunti limiti di mandato, a Paolo Campion.
In precedenza era stato a lungo presidente provinciale dei dettaglianti dell’alimentazione, rivestendo anche ruoli di responsabilità all’interno della Fida- Confcommercio nazionale.
“La sua presidenza veronese – ricorda Sartori – visse la delicata fase di transizione del Paese dalla prima Repubblica, trovando con le nuove realtà di Governo locale sempre e comunque punti di contatto e di condivisione”.
Sotto la guida di Franzini l’Associazione commercianti estende il proprio raggio d’azione come testimonia il cambio di nome avvenuto nel 1993, quando la storica “AS.CO.” diventa “Asco-Unione del commercio, del turismo e dei servizi”.
Oltre all’ampliamento dei settori rappresentati si assiste all’intensificarsi dell’attività sindacale e dell’assistenza ai soci con un rafforzamento della parte amministrativa, fiscale e della formazione, per assicurare un adeguato aggiornamento professionale agli imprenditori: nell’“era-Franzini” aumentano esponenzialmente il numero dei corsi, seguiti per la prima volta da un’apposita area.
L’associazione è in prima linea per difendere l’immagine dei commercianti e si batte per tutelare la categoria da una fiscalità sempre più opprimente: sono gli anni del concordato di massa e dell’iniziativa “Tax day” che coinvolge anche l’Asco-Unione veronese. Ma sono anche gli anni del primo sviluppo della grande distribuzione, dell’arrivo dei centri commerciali; la giunta esecutiva guidata da Franzini si fa portavoce, nei confronti delle amministrazioni locali, della preoccupazione dei piccoli negozi e cerca di far tutelare il dettaglio tradizionale.
Membro di Giunta della Camera di commercio e componente di varie commissioni d’esame per l’iscrizione al registro esercenti il commercio “è sempre stato un punto di riferimento per coloro che intendevano iniziare un’attività imprenditoriale”, sottolinea ancora Sartori.
“Franzini, insignito del prestigioso riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica, alla fine del suo mandato era stato nominato presidente onorario della nostra associazione, che ha voluto e saputo vivere da protagonista anche negli ultimi anni. Sempre gioviale, simpatico, empatico, ha tessuto rapporti con gli esponenti di tutti i partiti, convinto assertore che con il dialogo si potevano trovare le soluzioni ai problemi. Con la sua scomparsa Verona – conclude Sartori – perde un pezzo della sua storia ed un libro della sua biblioteca”.

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