Agriturismo “alle Torricelle”, Verona.

di admin
Ospitalità, enogastronomia rigorosamente locale, canto del noto Coro veronese "La Parete", cultura e beneficenza. Il tutto, sotto "'na pèrgola", al lume di luna e osservando una spettacolare visione di Verona.

La voce “economia” raggruppa in sé diversi valori, come quello importantissimo della “multifunzionalità in agricoltura”. Multifunzionalità che – spiega Paolo Ugo Braggio, esperto nel settore agrituristico – significa utilizzo di edifici rurarli abbandonati, trasformandoli in attivi agriturismo, valorizzando quindi gli stessi, l’ambiente che li circonda, coltivandone il suolo, allevando bestiame e, non ultimo, monitorando il paesaggio stesso, in cui l’agricoltore svolge, in tal modo, un’attività remunerativa e, al tempo, attività di sentinella, ossia, di attento custode, del complesso naturale, che lo circonda.
Ciò premesso, va posto in luce anche il fatto che l’agriturismo, oltre ad essere elemento fondamentale per la rinascita di molti fondi, altrimenti abbandonati e, quindi, motivo per trattenere i giovani agricoltori sulla loro terra, con remunerazione adeguata, è anche, molto spesso, luogo d’incontro per eventi culturali e d’intrattenimento, che completano e migliorano sicuramente quanto può offrire l’agriturismo, che, ovviamente, d’estate, dispone di ampli spazi salutari all’aperto.
È il caso di quanto verificatosi felicemente lo scorso giugno 2012, presso l’Agriturismo “alle Torricelle” – gestito da Fiorella Dal Negro sulla collina veronese e dove, oltre a possibilità di pernottamento, la gastronomia, basata esclusivamente su prodotti unicamente locali e, particolarmente, sull’impiego di erbe spontanee, con spuntini volutamente non troppo elaborati. Alla presenza di circa duecento persone, infatti, un incontro di amicizia, di socialità e di beneficenza (a favore di un centro di aiuto in Brasile) ha avuto felicemente luogo, onorato dalla presenza, significativa per il settore della gastronomia, di Giovanni Rana. Il quale, per la sua produzione, impiega appunto, diverse erbe, dalla sua stessa azienda prodotte.
Ha rallegrato l’incontro serale un complesso di cante – espressione, dell’animo popolare, della sua tradizione e della su storia – eseguite con massima cura dal Coro veronese “La Parete”, colà voluto dall’imprenditore veronese, pure animatore e cantore, Mario Cozza, e presentato, con finissimo tatto, da Paolo Ugo Braggio. Si è fatta cultura botanica anche, a seguito di un attento esame, da parte dei presenti, di diverse piante officinali, completando la manifestazione un’esposizione di dipinti e di sculture, nonché la presentazione di una nuova rivista veronese.
È questo un esempio tangibile di quanto può offrire un agriturismo: un ambiente rurarle abbandonato rinasce, porta vita, cultura ed occupazione, offrendo alimentazione semplice, legata alla produzione locale, e proponendo aria pura, in ambiente che esclude il cemento.

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