Italia – Repubblica di San Marino Emissione congiunta, celebrativa dell’80° anniversario della Ferrovia Rimini-San Marino…

di admin
Da non dimenticare: la Repubblica del Titano non è solo storia e turismo, ma anche agricoltura – con ottimi vini –, ospitalità, industria, commercio e, non ultime, filatelia e numismatica.

Si sapeva, di massima, di un collegamento ferroviario fra Rimini e San Marino; se n’è sentito parlare qualche volta; qualcuno parla di un trenino… Niente, comunque, di chiaro, che desse o dia certezza storica…, a quella che, per molti, poteva sembrare una favola… La favola d’una ferrovia, d’un trenino elettrico, che non c’è più, ma che è magnificamente ricordata da quattro francobolli sammarinesi (20 cent., 50 cent., 1,25 lire e 5,00 lire), usciti nel 1932. Quando si parla di San Marino, la più antica Repubblica del mondo – fu fondata nell’anno 301 dal cristiano Marino, oggi, Santo, fuggito dalla Dalmazia per sottrarsi al terribile imperatore Diocleziano (che governò dal 284 al 305) – si pensa ai soli suoi 61 kmq, ma anche alla sua efficienza e a una terra, in cui sono garantite giustizia e libertà, per i suoi 26.266 cittadini, da 711 anni…! San Marino, situata ad una media di 700m sul livello del mare, dista solo 24 km da Rimini…
Oggi, sappiamo qualcosa di più sulla favola del trenino – che tanto interessa molti e lo scrivente – grazie a due emissioni filateliche recenti. La filatelia, i francobolli, le cartoline e le buste commemorative, infatti, hanno sempre un messaggio importante da trasmettere a chi le esamina, le riceve o le pone nell’album da collezione… Da Posteitaliane e dall’Amministrazione Postale di San Marino sono state poste in circolazione due buste commemorative: una da parte dell’Italia ed una da parte del Titano, ambedue con il francobollo a stampa da € 0.60 e, quindi, già pronte per la spedizione. Scopo dell’emissione è di fare sapere che 80 anni orsono, nel 1932, il 12 giugno, furono inaugurati 32 km di linea ferroviaria, a scartamento ridotto, che congiungevano Rimini a San Marino. La costruzione dell’opera, finanziata dall’allora Regno d’Italia – la relativa convenzione con San Marino fu firmata il 26 marzo 1927 – ebbe inizio il 3 dicembre 1928, con la posa della prima pietra della Stazione di San Marino-Città e la linea fu inaugurata, appunto, 80 anni orsono, il 12 giugno 1932, dopo tre anni e mezzo di lavori. Per rendere possibile il percorso ferroviario, dati il terreno instabile e la forte inclinazione di alcune zone, fu necessaria l’apertura di 17 gallerie, l’erezione di 3 ponti e di 8 viadotti, di un cavalcavia e di un sottopasso. Nove erano le stazioni e l’altezza massima sul livello del mare raggiunta, dopo 32 km di percorso, era di circa 542 metri, a San Marino-Città, che si raggiungeva da Rimini in n’ora. L’opera fu realizzata dalla Società Veneto-Emiliana di Ferrovie e Tramvie – SVEFT, che impiegò 3000 collaboratori. Il materiale rotabile era costituito di quattro elettromotrici, sei carrozze e diciotto carri merci. Un’infrastruttura valida, d’avanguardia per il suo tempo e motivo di migliori relazioni fra Italia e Titano.
Purtroppo, l’arteria ferroviaria fu bombardata sino dalla fine del 1943, le sue gallerie furono adibite a rifugio antiarereo e fu utilizzata l’ultima volta il 26 luglio 1944, per il trasporto di numerosi sfollati, provenienti da Rimini, quasi a testimoniare il grande concetto di ospitalità e di buone relazioni, che San Marino coltiva da sempre. Più tardi, ancora in tempo di guerra, alcune carrozze furono usate, come ricovero per diversi ammalti di tifo. Nonostante tentativi di riapertura dell’interessante percorso, in parte poi utilizzato per la costruzione della nota superstrada Rimini-San Marino, della romantica ferrovia rimane solo il ricordo e la storia. Una storia che riemerge sulle buste celebrative sopracitate e che riproducono in un francobollo la Stazione di Rimini (1932), avente sul primo binario una motrice elettrica, e, in altre piccole fotografie a colori, sia un vagone bianco-azzurro (i colori della bandiera dell’antica Repubblica), altri aspetti delle zone a suo tempo toccate dalla linea e, nello sfondo, l’orario ferroviario. Tali buste hanno, fra l’altro, una caratteristica importante: non hanno bisogno d’essere affrancate e sono prodotte in carta consistente…
Una bella iniziativa quella delle Aziende Postali Sammarinese ed Italiana di ricordare un grande lavoro d’alto livello ingegneristico, ma resta il dispiacere in chi ama il bello, lo storico ed il romantico di non potere partire dalla Città romagnola con un trenino, tinto di bianco e di azzurro – i colori sammarinesi, si diceva – che passando fra rocce ed alberi, raggiungesse San Marino e, quindi, riportasse il visitatore a toccare l’acqua dell’Adriatico!
La linea ferroviaria descritta aveva una sua chiara giustificazione, perché San Marino non è solo storia e turismo, ma anche agricoltura – ottimi i suoi vini –, ospitalità, industria, commercio e, non ultime, filatelia e numismatica. Un mondo particolare ed attraente, che merita attenzione ed una visita. Meglio, tuttavia, se vi fosse ancora il trenino bianco-azzurro…! Che, fra l’altro, costituirebbe motivo d’immersione in un antico, capace di forte attrazione, e, comunque, straordinariamente inserito nel bello del Monte Titano.
Cogliamo l’occasione, per segnalare che le Poste di San Marino hanno emesso pure un francobollo da 1€, in foglietti da otto pezzi, per la raccolta di fondi, destinati alla terremotata Emilia-Romagna, strettamente legata, per storia e per geografia, alla Repubblica di San Marino. Da notare: il francobollo serve ottimamente anche a questo!

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