IL NUOVO OSPEDALE DI PADOVA NON E’ UNA PRIORITA’. LO AFFERMA LA CGIL DEL VENETO CHE INVITA PIUTTOSTO AD INVESTIRE SUL TERRITORIO.

di admin
Questa la presa di posizione della Segreteria regionale della Cgil: “La Cgil del Veneto ritorna sul tema della sanità, dopo che nei giorni scorsi vi è stata l’approvazione in Regione del Piano Socio-Sanitario Regionale, e lo fa partendo dalle dichiarazioni degli ultimi giorni del Governatore Zaia in merito al possibile “nuovo Ospedale” che si dovrebbe…

La Cgil del Veneto sottolinea nuovamente la propria contrarietà ad una scelta così azzardata e propagandistica, in cui si privilegia l’Ospedale al territorio (in contraddizione con il Piano Socio-Sanitario approvato), la finanza di progetto al ruolo del pubblico, non favorendo lo sviluppo e la diffusione di servizi territoriali di prossimità.
A nostro avviso è una situazione politica contraddittoria quella che si sta verificando, vista la posizione dello stesso Assessore Regionale che dichiara, in contrapposizione con lo stesso Governatore Zaia, che in questo momento non vi sono le risorse per un progetto così dispendioso come quello del “nuovo Ospedale” di Padova.
Chiediamo alla Regione come pensa di affrontare la nuova situazione di emergenza che si determinerà in relazione al provvedimento di Spending Review e le ricadute che vi saranno nel nostro territorio, e in che modo nuove opere faraoniche, come quella dell’Ospedale di Padova, si inseriranno nella revisione economica della situazione socio-sanitaria del nostro territorio regionale.
Come CGIL del Veneto chiediamo nuovamente con forza che non si lancino promesse di nuove opere che non sono prioritarie per la salute dei cittadini e di conseguenza ci opponiamo a tagli lineari, oltre a quelli già fatti sia nei servizi che nei confronti del personale.
Le priorità a nostro avviso sono ben altre; chiediamo con forza che si definiscano con urgenza le schede di dotazione ospedaliere e territoriali e i nuovi standard delle dotazioni organiche del personale, avviando la realizzazione concreta delle Case della Salute. Inoltre, si deve riqualificare la medicina specialistica territoriale, dare una vera attuazione della Legge n.30 del 2009 e l’esigibilità delle prestazioni per i disabili e i non autosufficienti. E’ necessario un coinvolgimento di tutte le professionalità coinvolte sanitarie, sociali e assistenziali, per un vero riconoscimento del ruolo professionale e di utilità sociale di questi lavoratori.
A nostro avviso la nostra Regione ha bisogno di questo e richiediamo con forza l’apertura di un tavolo che metta al centro il ruolo del pubblico, lasciando da parte strategie finanziarie che inseriscano interessi privati nel tema della salute, diritto inalienabile previsto dalla nostra Costituzione”.

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