La “Patata dorata” ha la sua fiera. La festeggia per la 16ª volta Roveredo di Guà, Verona.

di admin
Territorio di natura feconda, quello di Roveredo, a suo tempo coperto da querce e bagnato, come oggi, dal Fiume Guà. A cinquanta chilometri da Verona, esso merita d’esse visitato, essendo parte di quella pianura scaligera, in cui la bellezza del paesaggio è attraente e forte è la laboriosità della sua gente.

Il terreno, creato dalle acque a volte impetuose del Guà, si presta ottimamente alla coltivazione di verdure e, in particolare di patate, nella prima parte dell’anno, e, quindi, di Radicchio rosso di Verona, da raccogliersi da dicembre a marzo. Due produzioni importanti, specie quella del radicchio, essendo esso fonte importante di occupazione, in un periodo, in cui di norma la campagna dorme. I raccolti parlano da soli: circa 400.000 quintali di patate e 350.000 di radicchio rosso, con cifre in forte calo, oggi, per la disaffezione, che le basse quotazioni di mercato creano nell’agricoltore. Il quale, a conti fatti, lavora dalle sei del mattino sino alle ventidue, senza ottenere quella soddisfazione, che dovrebbe onorare il duro lavoro della terra. L’agricoltura, che è alla base della vita dell’uomo, come fornitrice dei suoi alimenti, richiede abbondante impegno, alta spesa, ma offre scarso reddito. Per questo, essa va sostenuta, con ogni mezzo, diffondendo anche il concetto di multifunzionlità, che comprende, fra l’altro, la creazione di agriturismi e l’affidamento all’agricoltore dell’importante compito di monitorare il territorio ed suo paesaggio, come con giusta insistenza, sostiene il dr. agr. Paolo Ugo Braggio. Roveredo di Guà, comunque, propone orgogliosamente, grazie all’attività di una trentina d’aziende agricole, sei valide varietà di patata: agata, actrice, carrera, jarla, primura ed universa, ovviamente con polpa a colori diversi, come giallo, bianco e rosso e, ovviamente, con sapori vari. Non manca, quindi, la specializzazione, alla quale collaborano, ovviamente, anche le aziende di confezionamento e di commercializzazione. Le varietà di patata oggi preferite sono jarla e primura.
In questo grande quadro, assai confortante, se si guarda all’impegno dell’agricoltura locale e alla volontà di valorizzare il suo prodotto, in un momento, come l’attuale, di grande crisi e di diminuzione dei consumi, è lodevolissimo l’intento del sindaco, Claudio Cioetto, e della Pro Loco di Roveredo di Guà, di rinnovare con tenacia la “Fiera della Patata dorata”, che è quest’anno alla sua felice 16ª edizione.
All’inaugurazione della Rassegna erano presenti l’assessore all’agricoltura della Provincia, Gigi Frigotto, esperto viticoltore e sostenitore d’una politica, atta a valorizzare al massimo il prodotto agrario e a dare il migliore sostegno all’agricoltura, e il presidente del Consiglio provinciale, Antonio Pastorello, che ha sottolineato l’importanza della Fiera, che propone diverso materiale e macchine agricole.
In occasione dell’inaugurazione dell’evento fieristico in parola, Loris Danielli, amministratore di Provincia di Verona Turismo srl, ha presentato la meravigliosa brossura “…in Verona, Amore a prima vista!” che, in 45 pagine, con straordinarie fotografie e descrizioni in italiano, inglese, tedesco e francese, presenta al turista Verona-città e la sua provincia, nonché l’elenco degli uffici turistici a disposizione del visitatore, sul territorio.
La Fiera della Patata di Roveredo, nota anche come “sagra di San Pietro”, l’Apostolo patrono della cittadina, dura, con diversi eventi, fino al 3 luglio 2012. Essa è spesso allietata, di tanto in tanto, anche da uno speciale concerto di campane, proveniente dal bel campanile parrocchiale, concerto che anima e che rasserena.

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