NUOVO AFFONDO PER IL MERCATO DEI VEICOLI COMMERCIALI E INDUSTRIALI ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA

di admin
“Continua inesorabile l’affondo del mercato dei veicoli commerciali ed industriali in Italia, con una perdita di immatricolazioni che a maggio ha fatto registrare una percentuale in picchiata di oltre il 41% sia nel comparto dei commerciali leggeri fino a 3,5 t (-41,9%), sia in quello dei veicoli pesanti (-43,9%)”, così ha dichiarato Massimo Tentori, coordinatore…

“Continua inesorabile l’affondo del mercato dei veicoli commerciali ed industriali in Italia, con una perdita di immatricolazioni che a maggio ha fatto registrare una percentuale in picchiata di oltre il 41% sia nel comparto dei commerciali leggeri fino a 3,5 t (-41,9%), sia in quello dei veicoli pesanti (-43,9%)”, così ha dichiarato Massimo Tentori, coordinatore di Federauto Trucks – divisione che nell’ambito di Federauto raggruppa l’area di interesse dei concessionari italiani di veicoli commerciali ed industriali di tutti i brand – analizzando i dati europei di maggio, diffusi in data odierna dall’ACEA (Associazione Costruttori Europei di Automobili).

“A maggio la contrazione del mercato italiano è stata la peggiore dei principali mercati europei, con -27,4% della Spagna, -22,1% della Francia e -13,6% della Germania, e ben più grave del decremento medio in Europa, pari a -11,8%” – ha aggiunto Tentori – “L’ennesimo dato negativo conferma quindi la tendenza al ribasso del mercato, con i primi 5 mesi dell’anno che sfiorano nel Belpaese una flessione del 38%, le enormi difficoltà in termini di investimento soprattutto delle piccole e medie imprese italiane del mondo dell’autotrasporto ed il conseguente l’aumento del tasso di sofferenza delle nostre aziende, costrette ad assorbire questa continua depressione delle vendite”.

Ha concluso Tentori “Per poter dare respiro al settore dei veicoli commerciali e industriali, gravato di eccessivi oneri ed imposte, è necessario alleggerire la pressione fiscale che penalizza gli acquisti di questi veicoli, sostenere la capacità di investimento della clientela professionale, in particolare attraverso una più facile erogazione del credito da parte degli istituti bancari, e disincentivare la circolazione dei mezzi più obsoleti, pericolosi e meno rispettosi dell’ambiente”.

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