A Verona la lirica in mostra. “Arena MuseOpera”- AMO, quale fonte di cultura e di studio per chi ama l’opera lirica e la storia del melodramma nell’Arena di Verona.

di admin
Un appassionato di opere liriche, che frequenti l’Arena di Verona, non può fare a meno di visitare AMO-l’Arena MuseOpera, ufficialmente inaugurato a palazzo Forti, nel centro di Verona, il 23 giugno scorso. Un’istituzione saggiamente creata da Fondazione Arena, per dare visibilità ad una documentazione importante, che se riguarda la vera musica, è al tempo, storia…

L’inaugurazione di AMO non è avvenuta a caso, il 23 giugno, ma volutamente e giustamente in occasione della prima edizione di “Aida” della stagione 2012. La nota opera di Giuseppe Verdi ha avuto luogo, infatti, nell’anfiteatro veronese, la sera dello stesso giorno, sotto la regia di Franco Zeffirelli. Il quale, per tale “Aida”, ha realizzato quella spettacolarità, che l’opera verdiana ebbe nella sua prima del 10 agosto 1913, su iniziativa del veronese tenore Giovanni Zenatello (1876-1949). Per la sua inaugurazione – avvenuta alla presenza del sindaco Flavio Tosi, del presidente della Fondazione Cariverona, Paolo Biasi, e del sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini – era visitabile solo una parte di AMO, il quale sarà completato, nella sua migliore complessità, entro il giugno 2013, quando si festeggeranno i 100 anni, come citato, dell’introduzione dell’opera lirica in Arena.
Se “museo” significa presentazione di quanto di meglio può servire a creare un’idea esatta di un determinato settore storico-culturale, Arena MuseOpera ha lo scopo di valorizzare e divulgare la cultura operistica italiana, attraverso documenti originali, anche con l’utilizzo dell’informatica, e tali da raccontare il percorso creativo ed imprenditoriale italiano – nel nostro caso, veronese – in quest’ambito, che tutto il mondo giustamente ci invidia.
È la prima volta che partiture autografe, lettere, appunti di grandi compositori – Bellini, Donizetti, Puccini, Rossini e Verdi –, costumi, scenografie, bozzetti e fotografie sono presentati al pubblico, in un ambiente, degno d’ospitare tale materiale e di grandiosa accoglienza, con tende in velluto rosso-porpora (e tulle), che richiamano stilisticamente al teatro d’opera tradizionale ed isolano acusticamente i locali, nei quali tutto è finalizzato a farsi conoscere ed a coinvolgere e ad appassionare il visitatore. Si tratta di prezioso materiale dal contenuto storico-documentaristico, proveniente dagli archivi delle antiche Edizioni Ricordi e della Fondazione Arena di Verona e tale da accompagnare l’interessato dal primo schizzo alla rappresentazione teatrale, dalla stesura del libretto a quella della partitura, dal disegno delle scenografie e dei costumi alla preparazione dei cantanti, sino all’effettiva produzione teatrale.
Sette sono le macrosezioni del Museo, cui sono dedicate quindici sale di palazzo Forti, costruito in epoca medievale e ampliato ed abbellito sino all’Ottocento: libretti; partiture – delle quali, sei autografe di Giuseppe Verdi e due di Giacomo Puccini; bozzetti, compreso quello di Ettore Fagiuoli, per l’edizione di Aida, eseguita nel 1913; scenografie; voci, ossia, grandi arie, che il visitatore può ascoltare, anche a scelta; costumi e rappresentazioni, realizzate nelle passate stagioni liriche e visibili su schermo. Ci siamo ripetuti, forse, ma il richiamo ci voleva, perché grande è il contenuto esposto…
L’iniziativa è di grande importanza perché mira a creare cultura, non solo in Verona, in un settore della musica, che va curato, valorizzato e diffuso, per il suo particolare stile e per quanto esso fa conoscere al mondo moderno, sottolineando che il passato, nei suoi contenuti, era meglio, più sensibile del presente e che tali contenuti, particolarmente quelli musicali, erano l’espressione sentita di animi, la cui produzione è irripetibile. AMO, Arena MuseOpera è anche un qualcosa d’attraente, che suggerisce al visitatore estero, una volta ritornato in Patria, di raccontare la fantastica storia delle opere liriche, che l’Arena veronese offre, invitando a rendersene personalmente conto, prendendo la via per la Verona della musica e dell’arte.

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