215° anniversario delle “Pasque Veronesi”.

di admin
Grande successo della celebrazione del 10 giugno in piazza Bra. Una giornata di ricordi, radicati sulla grandezza di Verona e di Venezia. A dire il vero, Le “Pasque Veronesi”, ossia, la ribellione e la lotta dei veronesi contro la pesante presenza della truppe napoleoniche, che occupavano Verona, ebbero luogo fra il 17 ed il 25…

Si è svolta, invece, una grandiosa rievocazione, perfetta in ogni dettaglio, della battaglia – Verona faceva parte della Repubblica di Venezia dal 1405 – fra truppe veronesi, veneziane ed artiglieri imperiali, da una parte, e soldati franco-napoleonici occupanti, dall’altra. La battaglia, nella sua realtà storica, fu combattuta proprio in piazza Bra, durante la sollevazione prima cennata, il 17 aprile 1797. Organizzata dal Comitato per la Celebrazione delle Pasque Veronesi, Verona, info: pasqueveronesi@libero.it, la rievocazione ha lo scopo di fare conoscere quella storia troppo dimenticata, che è cultura per Verona, in cui per quattro secoli ha seguito il vento il gonfalone di quella Serenissima Repubblica di Venezia, che dominava sino alle Bocche di Cattaro, oggi Montenegro, ed in alcune isole dell’Egeo.
L’insurrezione veronese contro l’invasore napoleonico scoppiò, come già segnalato, il 17 aprile 1797 e ad essa presero parte cittadini e numerosi uomini della provincia, a tutela di Verona e di Venezia, dei propri diritti, civili e religiosi, che venivano soppressi con la baionetta. Si combatté casa per casa, in diverse zone di Verona, per nove giorni. I veronesi ed i militi veneti, in un primo tempo ebbero la meglio, ma Verona capitolò il 25 aprile 1797, più numerosi essendo i nemici. Rientrati a Verona il 27 aprile, i napoleonici saccheggiarono, imposero pesanti gabelle, depredarono opere d’arte. Se Verona vide cadere 350 cittadini, circa 1850 soldati della guarnigione veneziana, fatti prigionieri, furono lasciati morire di stenti in campi di detenzione francesi.
La rievocazione in piazza Bra è iniziata con l’assassinio di due donne, fatto al quale hanno risposto valorose truppe venete, avendo la meglio sui napoleonici, che hanno dovuto ritirarsi in Castel Vecchio… Per la storia, veronesi e veneti sradicarono, quindi, l’albero della libertà, simbolo della Rivoluzione francese, mentre veronesi, che parteggiavano per la Francia, distrussero la statua, dedicata a Venezia da Verona nel 1436, che si trovava al centro della piazza… Fra i morti civili e militari citati, le Pasque veronesi videro assassinati da mano napoleonica, quali capi dell’insurrezione, Giovanni Battista Malenza, Francesco degli Emilei, Augusto Verità, il frate cappuccino Luigi Maria da Verona (Domenico Frangini), Pietro Sauro, Andrea Pomari, Stefano Lanzetta e Agostino Bianchi. È seguito, quindi, l’alzabandiera, che ha fatto sventolare il glorioso gonfalone di San Marco, prima baciato e salutato dal comandante generale della piazza e da diverse unità militari, in uniformi caratteristiche della Serenissima.
Nel pomeriggio, davanti al Municipio di Verona, un ulteriore rassegna delle truppe venete, con relativo armamento, dettagliatamente descritte per formazione ricevuta, per provenienza (dai territori della Repubblica) e per competenza, ha offerto un quadro completo della storia militare della Serenissima, nei suoi 1100 anni di esistenza – l’ultimo doge, Ludovico Manin, abdicò il 12 maggio 1797. La straordinaria cerimonia è stata chiusa con un secondo alzabandiera, con la lettura dell’originale testo, steso il 23 agosto 1797, dal capitano veneziano Giuseppe Viscovich, gonfaloniere di Perasto, in Dalmazia, il quale ripiegò e, come prevedeva il suo compito, nascose il gonfalone stesso. L’ascolto delle addolorate parole, scritte dal Viscovich, e dell’inno nazionale della Serenissima (1716), redatto in dialetto veneziano e musicato da Antonio Vivaldi (1678-1741), nonché il rinnovato gesto del bacio al gonfalone del Leone, con tanto di inchino, da parte del comandante delle truppe venete presenti, sono stati momenti altamente commoventi, sentiti nel profondo del il cuore… Venezia vive ancora nella Verona fidelis, al grido di “evviva San Marco!”
“Pasque veronesi”: una grande manifestazione, una fra le migliori, che a Verona mettono in luce storia vera e che, come tali, fanno cultura.

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