La veronese “Compagnia del Listón” a Bolzano ed a Merano, alla ricerca di tradizioni e di cultura.

di admin
Il presidente Tiziano Zampini annuncia la creazione di una “maschera” ad hoc, che dovrà ufficialmente rappresentare, come da poesia-statuto, la Compagnia nelle manifestazioni carnevalesche veronesi.

  Essere “compagnia” è molto semplice: basta incontrarsi di tanto in tanto, passeggiando tranquillamente in piazza Bra, sedersi ad un tavolo, gustare buoni piatti, “béar ‘n bòn bicér e fàr quàtro ciàcole, parlàndo ‘n veronese”… Ma questo, alla “Compagnia del Listón” non basta. Occorre coronare l’amicizia e la compagnia con tanta cultura e sapere, anche dal punto di vista economico e culinario, senza trascurare, quindi, tradizioni, usi e costumi.
      In tale quadro, la scelta del presidente Zampini dell’uscita in Alto Adige o, in tedesco, Südtirol, se è servita a momenti di serenità e di quiete, ha pemesso anche di conoscere da vicino il paesaggio, cominciando da quello della Vallagarina, visto che, per raggiungere Bolzano e Merano, si transitava sull’autostrada del Brennero. Procedendo, si è entrati a contatto con il territorio delle due città altoatesine, con le relative caratteristiche geologiche ed economico-agricole della vasta zona prealpina, nonché con la storia, che, dovutamente chiarita, introduce il visitatore, una volta superato Trento, in un mondo particolare, attraente e piacevole, per genti, lingua e tradizioni… Mondo, quindi, nuovo, per chi, per la prima volta, prende contatto con lo stesso. Lo stile dei monumenti, degli edifici – il grande Duomo di Bolzano con il tetto accuratamente dipinto come quello del Duomo di Santo Stefano di Vienna – i diversi tipi di merci in vendita, l’arredo romantico di birrerie e di ristoranti lo confermano: in alcuni dei quali domina ancora, l’antico simbolo della Fede cattolica, così com’è ancora in Austria ed in Baviera, il Crocifisso. Esso, guarda caso, bene appariva nel centro d’una sala dello stesso ristorante meranese “Engele”, nel quale, a proposito di tradizione, di quella dura a morire e bella e, questa volta, gastronomica, è stato dato  d’assaporare ottimi canederli (d’origine trentino-altoatesina), saporitissimo Gulasch (d’origine ungherese) ed uno speciale “strudel”…
          Il lato geologico ed agricolo del paesaggio – con particolare attenzione alla produzione vitivinicola altoatesina, caratterizzata da importanti vini locali, quali il Blauburgunder (rosso), il Cabernet Sauvignon, il Chardonnay, il Gewürztraminer o Termeno, il Lagrein (rosso), il Müller-Thurgau, il Pinot grigio,  il Santa Maddalena (da uva “Schiava”), Sylvaner, il Weissburgunder (bianco) , tutti derivanti da uve curate in zona montana e, quindi, di difficile coltivazione – è stato dettagliatamente spiegato dall’esperto Paolo Braggio. Il quale ha pure evidenziato come una tale gita sia stata alto motivo di aggregazione, di affinamento di relazioni umane, di conoscenza del territorio e di cultura.
          Come accennato nell’introduzione, il presidente Tiziano Zampini ha annunciato la creazione di una “maschera” carnevalesca, che a partire dal febbraio 2013, rappresenetrà la “Compagnia del Listón” nel Carnevale veronese. Essa impersonerà un immaginario “Marchese Taquìn Dei Sènsaschèi”, peraltro, sempre accompagnato da una dama e da un maggiordòmo, tutti in elegante costume rigorosamente goldoniano, come prevede la poesia redatta per l’occasione. Una maschera, quindi, che, pur frutto di fantasia, trova le sua radici nel grande teatro di Carlo Goldoni, confermando, ancora una volta, che la “Compagnia del Listón” vuole essere passatempo, ma anche, contemporaneamente, cultura.

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