Ad Arcole, Verona: asparagi, vino e paesaggio da scoprire

di admin
La stretta collaborazione fra Consorzio di Tutela dell’Asparago, Consorzi di Tutela del Vino di Arcole e di Merlara e Comuni dà ottimi frutti. Parte dal 6 maggio 2012 il progetto "ViNi, ViVi, BiCi", in occasione della Fiera dell'Asparago, che dura sino a tutto il 7 maggio. L' "Arcole nero"..., che vino

L’antica Arcole promuove se stessa, i suoi asparagi ed i suoi ottimi vini, anche attraverso l’invito alla scoperta di un paesaggio caratteristico, che ha molto da offrire e da proporre in fatto di prodotti tipici agricoli, di ambiente, di storia e, quindi, di cultura. Bisogna necessariamente trovarsi in situ per poter apprezzare quanto Arcole può offrire.
         La cittadina, situata fra Verona e Vicenza, più di 6200 abitanti, bagnata dal torrente Alpone, è nota per i suoi asparagi di qualità – produzione: da aprile a giugno, con tanto di “Fiera dell’Asparago” a maggio d’ogni anno – e per i suoi eccellenti vini, estratti dalle uve di vigneti, che fruttificano in terreno sabbioso, costituendo ciò una caratteristica particolare.
Ma, Arcole è, come si diceva, anche storia, non solo perché di antica origine paleoveneta e per edifici d’un tempo, ormai monumento, quale testimonianza di laboriose generazioni passate, ma anche per la nota battaglia, vinta da Napoleone Bonaparte contro l’Austria, fra il 15 ed il 17 novembre 1796 (purtroppo, con  4500 morti da parte francese e 7000 da parte austriaca…) e tuttora ricordata dall’obelisco originale, voluto dal Bonaparte stesso.       
                  Il 24 aprile scorso, un convegno, mirante alla promozione del bianco turione, dagli ottimi contenuti vitaminici, e del vino locali, si è tenuto ad Arcole a cura del presidente del Consorzio per la Valorizzazione dell’Asparago di Verona, Emidio Bedendo, pure produttore – che, fra l’altro, ha recentemente presentato i suoi eburnei ed apprezzatissimi asparagi presso la “Markthalle” (Mercato cittadino) di Innsbruck – e dell’attivo direttore dei Consorzi di Tutela dei vini di Arcole, di Merlara, di Soave e del Durello di Lessinia – con il suo nuovo spumante – Aldo Lorenzoni. Se sono state poste in evidenza le due importanti risorse agricole citate, non è stata dimenticata la valorizzazione dell’ottima dotazione paesaggistica di Arcole, la quale potrà offrire al visitatore aria pura in mezzo al verde, ma anche, come menzionato dianzi, prodotti tipici e tradizionali genuini (oltre all’asparago, la patata, la mela, il prosciutto, il radicchio rosso, vini ed altre specialità). Non solo: una tale iniziativa nobilita l’agricoltore – sottolinea Paolo Braggio – promuovendolo ad ideale e pratica sentinella dell’ambiente, in quanto egli, anche in previsione di possibili ospiti in visita, che certamente non mancheranno, lo seguirà e lo custodirà, nell’interesse comune.
         Il progetto "ViNi, ViVi, BiCi", creato da "AMEntelibera" –info@viaggiamentelibera.it o 045 7600128 – e sostenuto dai Consorzi menzionati e da diversi Comun – vuole portare i visitatori, muniti di bicicletta, da ottenersi anche a prestito in loco, nei territori dell’ "Arcole" e del "Merlara", per viverli nei loro diversi aspetti, da quello enogastronomico a quello storico, paesaggistico e naturalistico ambientale, per rendere fruibili a tutti gli elementi di particolare interesse, presenti su un territorio vitato di 3000 ettari. Turismo, dunque – sette selezionati percorsi, ciascuno di 25 km – anche per famiglie e a buon mercato, pur essendo di qualità, e atto creare occupazione e ricchezza. Si tratta di bere qualche bicchiere, di gustare primizie e di muoversi fra i vigneti, che lasciano spazio alla "Strada del Vino Arcole": si avrà modo quindi, di prendere visione, in un primo percorso (6 maggio), a titolo di esempio, dell’Obelisco e del Museo napoleonici, della Villa Pellegrini, dell’Arco dei Croati e di vecchi edifici in Arcole; continuando, nel Sambonifacese, si vedranno Villa Gritti,  l’Abbazia di Villanova, la Chiesa di San Pietro, la località Motta, ritenuta il nucleo più antico di San Bonifacio, la chiesetta romanica di Sant’Abbondio (anno 955) e Villa Scudellari. Percorrendo l’arginde dell’Alpone, si ritornerà ad Arcole. Gli altri percorsi partiranno da Montagnana (19 maggio), da Ronco all’Adige (10 giugno), da Roveredo di Guà (1 luglio), da Pressana (15 luglio), da Cologna Veneta (9 settembre) e da Belfiore d’Adige (7 ottobre), per passare in rassegna i fecondi meleti locali.
         Quanto ai vini, essi sono, a dire poco eccellenti. Segnaliamo, fra questi,  l’Arcole nero, l’Arcole Pinot Grigio Ramato, l’Arcole Chardonney, il Merlara Malvasia Frizzante, il Merlara Malvasia Spumante ed il Passito d’Arcole… L’ "Arcole nero" ne è la massima prova. Fa cambiare idea… Prodotto con Merlot e Cabernet Chauvignon e a taglio bordolese, le uve riposano per alcuni mesi su graticci, il loro succo è fatto invecchiare per dodici mesi in barriques di rovere e, quindi, per ottenerne l’affinamento, ulteriore stagionatura in bottiglia per sei mesi – corposo e straordinario, esso ha un volume del 13,50%. Per concludere un incontro in gloria, non potrà mai mancare, inoltre, un bicchiere di biondissimo, dolce e vellutato "Passito d’Arcole"!

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