TRASPORTO SANITARIO, ECCO LA LEGGE. SANDRI: “GLI ENTI VENETIIN UN REGISTRO CHE TUTELI IN PRIMIS LA QUALITA’ DEL SERVIZIO”

di admin
Un apposito elenco regionale stilato dalla Giunta nel quale inserire gli Enti e le aziende deputati ad esercitare l'attività di trasporto sanitario nelle Usl venete.

  Questa la "soluzione" al problema della qualità del servizio contenuta nel progetto di legge "bipartisan", che reca come primo firmatario il leghista Sandro Sandri e sottoscritto da altri 17 consiglieri di Carroccio, Pdl, Idv, Pd, a seguito della volontà espressa dall’aula ad ottobre 2011 di definire in tempi brevi i requisiti minimi per operare nel trasporto sanitario sul territorio veneto.
Il progetto normativo, che sarà discusso rapidamente e titolato "Disciplina del Sistema regionale di trasporti sanitari", prevede quindi la redazione da parte dell’esecutivo regionale di un apposito elenco di soggetti autorizzati ed accreditati a svolgere l’attività per conto delle Usl, perché rispondenti in toto ai requisiti qualitativi disposti dalle LR 22/2002. Le aziende sanitarie perciò potranno regolare i propri rapporti con questi Enti tramite convenzione da stipulare secondo uno schema predisposto dalla Giunta, che fisserà anche i criteri di rimborso per la corresponsione dei servizi resi.
"Di fatto – spiega Sandri – con questo progetto di legge stabiliamo anche quali sono le tipologie di servizio all’utenza, da quello di urgenza ed emergenza al trasporto in ambulanza di pazienti che richiedono assistenza specifica. Le attività di soccorso potranno essere svolte solamente da soggetti in possesso sia di autorizzazione che di accreditamento in base alla legge 22, tra cui le ‘Croci’ e le Ipab di natura associativa e volontaristica. Ciò che più conta, è che saranno fissate con estrema precisione le modalità di verifica e revisione della qualità e della quantità delle prestazioni rese, anche individuando indicatori specifici di efficienza. Questo a tutela delle aziende venete (85 tra Associazioni di volontariato, Onlus, cooperative, privati, di cui 56 con attività di Suem) che negli anni hanno sempre garantito standard di qualità alti e pertanto più impegnativi dal punto di vista economico-organizzativo, e che oggi si trovano ad operare in regime di prorogatio con contratti scaduti. Approvando presto una legge regionale, infine, andremo a riconoscere il lavoro silenzioso e gratuito di migliaia di volontari che operano nei vari Enti di trasporto sanitario in Veneto".

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