Unicredit: grandi battaglie! E Verona? Tra Tosi e Castelletti

di admin
Grandi battaglie in Unicredit per la formazione della lista del prossimo Cda. Il peso dei pacchetti azionari viene controbilanciato dal peso politico dei soggetti che li rappresentano. E’ chiaro che un governo di professori e tecnici come quello presieduto da Monti ha fatto sparigliare certi equilibri. Si dice infatti che la quota romana e quella…

 L’alleanza  fondata sui potenti circoli romani che passando da Unicredit, tramite Mediobanca approdò con gran fragore in Generali, prima di scoppiare, ora  pare  non avere  la stessa spinta propulsiva a razzo che aveva  negli anni  più ruggenti. Poi c’è da considerare  la posizione dei libici, in parte sequestrata per le note vicende  dell’ex leader in parte nelle mani  del neo governo, che  devono ancora raccordarsi  con  la politica italiana ma non vogliono perdere l’occasione.  In mezzo a questo guazzabuglio, ci  stiamo noi veronesi con la Fondazione  Cariverona , socio fondatore e tuttora uno dei soci  più importanti  e che, tra l’altro,  ha cacciato soldi  contanti per sottoscrivere un   aumento di capitale  che pochi all’inizio davano con  un risultato  di sottoscrizioni ottimo.  Noi veronesi che vediamo  candidato a sindaco della nostra città il vice presidente vicario  di Unicredito, Castelletti appoggiato  notoriamente  dall’ala Giorgetti del PDL e dall’altra il super favorito TOSI  che un  piedino  in Fondazione l’ha messo negli ultimi rinnnovi. Questi scenari prefigurano  e suggeriscono  ipotesi diverse per le nomine di UniCredit,che sono  ovviamente  non  indifferenti al risultato della  campagna elettorale  in corso. Gli  uomini da mandare  nel gruppo Unicredit dipenderanno anche da questi esiti. Finora molti  uomini  incaricati a nome della quota della  Fondazione  provenivano  da varie aree  del centro politico ma  tendenzialmente più spostate a verso la ex margherita. Ora  la probabile rielezione  di Tosi  dovrebbe segnalare  un  maggior riguardo  verso questa componente.  Biasi, il presidentissimo,  è al  suo ultimo mandato, a parte improbabili novità prossime venture,  ma  ha  ancora un  peso  determinante  nelle scelte della città e  probabilmente lo avrà ancora per molto tempo. Ecco  quindi che  quel sistema che  ingessato  in  equilibri  dalle molte facce  che  l’alleanza Lega  e Centro-destra garantiva  ora è saltato e  trova in  questo giro di nomine  attenzioni diverse che rendono  più ardua del solito la difficile quadratura del cerchio degli  incarichi  di  emanazione politica.  Il Governo  Monti   forse sarà meno attento  a queste vicende  di altri governi  ma non  è pensabile che se ne distragga del tutto: Unicredit è troppo importante. Per ultimo, ma non ultimo, c’è da tener presente anche  la situazione non felice della banca  e il  rinnovato peso che la Fondazione  vuole avere  nelle scelte strategiche  tanto che la Fondazione Cariverona,   all’ultima assemblea,  ha mandato   il suo Direttore Generale SINAGRA a ribadire l’impegno responsabile  ma anche a far la voce  grossa sulle cause e sulle  colpe : “La Fondazione manifesta, ancora una volta, una responsabilità che si chiede di condividere da parte di tutti gli organi sociali. Sollecita pertanto questi ultimi a farsi interpreti di una severa riflessione che investa costruttivamente tutte le cause interne ed esterne che hanno determinato l’attuale necessità.”
Noi veronesi, che  possiamo  solo immaginare cosa scorre sotto la campagna elettorale  staremo a vedere e proveremo a fare un  poco di chiarezza quando le bocce che girano attorno al pallino Unicredit si saranno fermate.

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