Evasione e la negazione dell’evidenza! Suicidi, fallimenti e redditi d’impresa al record! E chi ne parla?

di admin
Intanto I salvatori del Governo Monti dopo aver salvato le banche hanno finito il loro vero mestiere e se ne vanno per non intaccare la loro aura di integerrimi servitori dello Stato!

Continuano  con  maggior insistenza i controlli fiscali sui commercianti e si nota che  in certi casi  vi  sono  miracolosi incrementi di fatturato, e bene che questi  controlli  continuino, non  solo  nei luoghi cult del commercio ma anche  in  altre aree del Paese. La sensazione è che  non dappertutto   si trova la stessa cortese ed ossequiosa deferente attenzione verso gli uomini  dell’Agenzia delle Entrate   e la temuta reverenza  riguardo la divisa  della Guardia di Finanza, e che quindi certe aree  sono tabù  per questi uomini delle istituzioni che fanno un lavoro  improbo ma benemerito. Ci sono casi come a Cortina ove 1 su 30 sono stati  gli evasori ed altri  ove su 10 controlli  ben 8 hanno  dimostrato  di non essere a posto.  Ciò detto, e ribadito che essere a posto in Italia  è quasi  miracoloso, stante la giungla di norme esistenti, mi  voglio soffermare  sugli ultimi dati drammatici  emersi e che  sono trattati  come fatti  di cronaca dai più. Servilismo ideologico di  molti media   a vantaggio  del potere incrostato dei partiti e dei sindacati che  come amebe succhiano, a nome di qualche gruppo sociale spesso inconsapevole, risorse di  miliardi solo per sopravvivere e mantenere lo status quo, cioè i privilegiati, privilegiati  e gli  altri, si sa….  In teoria dovremmo esser uniti  contro chi  si arroga per legge  il diritto di essere casta, purtroppo  però  le caste sono così tante…. Allora occorre  secondo  me ripartire  da chi produce e chi crea ricchezza,  le imprese ed i  lavoratori.  Pare opportuna solo qualche riflessione sulla contingenza per ragioni di  brevità, riflessioni frutto però  di approfondita  esperienza ed analisi.  E cominciamo…
Gli ultimi dati dicono  che i  fallimenti sono  al record,   se ciò è vero significa  che  imprese e lavoratori  stanno pagando  gli strali della crisi finanziaria  e l’incapacità dei Governi  di  proporre modelli di crescita. Intanto si tassa, qualcuno  morirà ( ed  anche  questi  dati sono  al record, ben oltre la nota crisi del ’29),  POI SI DICE CHE SI FARà ,  poi  si taglierà l’eccesso, ma intanto si tagliano le pensioni  della massa e gli stipendi  degli statali,  si taglia nella sanità e nella scuola  senza  analizzare dove tagliare   perché se tagli a tutti   nessuno ti incolpa, se tagli solo eccessi  e sprechi  rischi  di  far arrabbiare qualche  magnate del magna magna ammantato di sociale che strilla.  La logica comunista  del tutti  uguali  verso il  peggio.  Fallimenti e morti  che sono casi  disperati, sociali e di deboli, mentre  sono sintomi evidenti dell’errore  strategico  di una  società che sta in piedi solo per  sussidi , prebende, e soprattutto  debiti in  gran quantità. Debiti che non verranno  mai pagati, perché  farli pagare  indurrebbe reazioni sociali  di  guerra civile.   Se poi unite a questi dati gli ultimi del Fisco  che attestano il fatto che i  lavoratori  mediamente  prendono  di più degli imprenditori  si dimostra  sempre più  la sfrontatezza di un Paese in   cui chi  rischia una intrapresa , rischia soldi  propri ( o quelli delle banche dati a cuor leggero) e rischia  il suicidio per la vergogna ed in  più viene denigrato perché  guadagna poco.  Sono passati  gli anni  sessanta ove  il boom  faceva ricchi  gli  imprenditori e un  po’ meno i lavoratori, oggi  le imprese  perdono, perdono  e sopravvivono  solo grazie  a robuste iniezioni di debiti ( vedasi gli ultimi  generosamente  aperti dalla BCE), da quasi  un decennio   fare impresa  rende meno  che  fare il  dipendente ( salvo  le grosse aziende che vivono di  Pubblico e che hanno  foraggiato il  sottobosco  politico che ogni tanto affiora). Oggi  gli  imprenditori sono denigrati  derisi e sbeffeggiati. Ma perché  quei  giornalisti  che molto probabilmente  non per merito   occupano posti   con stipendi  garantiti non si  mettono in  massa a fare gli imprenditori  visto  che  si  guadagna tanto. Perché  non  si mettono a fare gli  idraulici o i falegnami se ci fossero  grandi redditi. Perché  non  aprono giornali propri e così  non  devono  più  fare continui  richiami  alla loro coscienza  quando scrivono. Perché  gente  come Santoro che  è milionario  o altri  in carico al Sole 24  non si licenziano e fanno i consulenti d’impresa, tanto  i professionisti evadono, perché  certi  sindacalisti  con le casse piene  non  invitano i figli ad aprire una gioelleria  dato che  si guadagna tanto ed in sfregio  al fisco? Potrei continuare  con il mestiere del tassista, altro privilegiato o con centinaia o  migliaia di  altri casi. Ma vogliamo comprendere che la pacchia  è finita da  oltre un decennio, almeno in certe parti d’Italia? Vogliamo  capire che gli stereotipi giornalistici  usati  non servono  per risollevare le sorti dell’Italia? Vogliamo capire che non si possono fare tagli indiscriminati  ma solo mirati?  Il Paese ha bisogno delle risorse che gli italiani ricchi  hanno portato all’estero  e sentire gente che da consigli del tipo: – Dite ai vostri figli di andare all’estero se vogliono lavorare e fare ricerca,-  Per me questo  ha doppiamente il sapore della sconfitta. Significa  che  chi è al potere e fa le leggi  e  può, si salva e gli altri  muoiano pure nelle leggi  strangolatrici  del vivere italiano. Tra questi anche molti potenti di  sinistra che si atteggiano a salvatori degli umili. L’altro aspetto  è la sconfitta l’abbandono   di un Patria  che da tutti viene reclamata e che in realtà con questo  viene vilipesa.  E pensare che  Monti  ed i suoi  dicevano   di non essere attaccati alla sedia  ed allora non  abbiano paura di  immolarsi momentaneamente  e propongano  quello che per anni hanno predicato nelle scuole, o se ne vadano all’estero anche loro.

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