Simona Atzori in Confcommercio Verona:“Non ci manca nulla per essere felici ma ce lo siamo dimenticati”

di admin
“Cosa ti manca per essere felice?”. Una domanda provocatoria quella che Simona Atzori ha scelto come titolo del libro che rappresenta l’ultimo tassello di una poliedrica attività di artista: danzatrice, pittrice e ora anche scrittrice. Sempre con qualità, sempre con tanti valori, reali e convinti, da esprimere e raccontare, toccando le corde della commozione di…

Atzori è stata protagonista questa mattina di una conferenza stampa nella sede di Confcommercio Verona nell’ambito del Progetto Libriadi 2012 promosso dai librai Ali-Confcommercio in collaborazione con un numerosi sponsor e sarà impegnata in un mini tour di due giorni tra Verona e San Bonifacio: alle 15 di oggi alla libreria Jolly di via Umbria, alle 20.45 presenterà il suo libro nella sala civica Barbarani del Comune sanbonifacese; domani mattina, alle 10, incontrerà  gli studenti del Liceo Messedaglia  e alle 16 gli insegnanti dell’Ufficio scolastico provinciale.
“Abbiamo tutto per essere felici,  a nessuno di noi manca qualcosa per esserlo – ha detto Atzori, che nella copertina del libro ha voluto la frase “Le sue braccia sono rimaste in Cielo, ma nessuno ha fatto tragedia” dedicatale da Candido Cannavò – ma spesso ci identifichiamo con quello che non abbiamo e pensiamo che la felicità debba arrivare alla fine di qualcosa. Invece la felicità della vita è il viaggio. E si è più felici quando si ha meno, come ho sperimentato in Kenia, dove sono stata due volte  come ambasciatrice della Fondazione “Fontana” di Padova: la felicità è lì, tra bambini orfani e malati che però ridono e cantano a dispetto della sofferenza. Loro hanno tutto quello che noi abbiamo dimenticato di avere. Forse perché ci si ostina a vivere come gli altri si aspettano che dobbiamo vivere, non come noi vorremmo”.
Atzori si è detta felice di essere a Verona anche perché città sede dello Spam (Solo pittori artisti mutilati) che detiene i diritti sulle opere degli artisti che dipingono sorreggendo il pennello con la bocca o con il piede.
In apertura di conferenza stampa il presidente dell’Ali Paolo Ambrosini si era soffermato sulla crescente importanza del Progetto Libriadi che quest’anno coinvolgerà 3.500 studenti di tutta la provincia e aveva sottolineato come la chiusura della  Ghelfi e Barbato rappresenti una grave perdita per Verona, testimonianza del gravissimo stato di difficoltà in cui versano le librerie indipendenti (“Ormai nel Veneto non ce ne sono praticamente più”).
Il direttore generale di Confcommercio Verona Giorgio Sartori ha espresso soddisfazione per la valenza sociale e culturale del progetto Libriadi e ha commentato, guardando la Atzori: “Cosa ti manca per essere felice? Nulla” mentre Roberto Grison dell’Usp si è complimentato con l’iniziativa affermando che la “disabilità spesso è negli occhi di chi guarda”.

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