Difesa dell’Amarone negli Usa

di admin
Ancora un successo della Camera di Commercio nella difesa dell’Amarone negli USA: sulla base di una segnalazione di un produttore, la Camera di Commercio ha avviato a gennaio l’ennesima azione a tutela del vino Amarone della Valpolicella, basandola sui propri marchi collettivi “Amarone” e “Amarone della Valpolicella” depositati negli Stati Uniti fin dal 2004.

 Il tentativo di imitazione riguardava un vino qualificato come “Italian Amarone” prodotto dall’azienda Pleasant Valley Winery (Arizona) e commercializzato anche attraverso ebay. La Camera di Commercio ha immediatamente attivato la procedura di cancellazione da ebay dell’annuncio di vendita del prodotti, che è stata effettuata senza che la controparte potesse replicare, proprio perché basata su un precedente titolo di proprietà industriale della CCIAA, ossia del marchio registrato. Successivamente, tramite un legale americano, è stata inviata alla società statunitense una diffida, a seguito della quale il produttore locale ha immediatamente comunicato di aver cessato la produzione, chiedendo l’autorizzazione allo smaltimento delle scorte di magazzino, richiesta abbastanza usuale nella prassi nordamericana e che quindi è stata accolta dalla CCIAA.
Non si tratta del primo intervento della Camera di Commercio sul mercato statunitense: già in passato infatti, con le stesse modalità, era stata bloccata la produzione e commercializzazione di un vino denominato “Amarone” prodotto da un’azienda della Virginia, la Villa Appalaccia Winery. E basandosi sui propri marchi anteriori la Camera aveva presentato, sempre negli USA, opposizioni alla registrazione di due marchi simili, il “Conte di Bregonzo Amarone della Valpolicella”, depositato da un’azienda californiana – la Santini Fine Wines – e l’”Amarina”, depositato da un’azienda veronese e poi ritirato a seguito dell’azione camerale.
“Non è la prima volta – commenta il Presidente della Camera di Commercio, Alessandro Bianchi – che troviamo all’estero vini che riportano, in etichetta, nomi simili a quelli dei nostri vini più conosciuti – soprattutto Amarone e Ripasso – oppure che vengono prodotti richiamando espressamente tecniche di vinificazione caratteristiche dei vini veronesi. Al di fuori dell’Unione Europea le norme che tutelano le denominazioni d’origine non sono applicabili e quindi il mezzo più efficace per tutelare i nostri vini è la registrazione delle denominazioni come marchi collettivi. Per questo la Camera di Verona ha deciso, fin dal 2004, di proteggere e valorizzare un settore così importante per l’economia veronese, quale quello vitivinicolo, attraverso la registrazione italiana e internazionale dei marchi Amarone e Amarone della Valpolicella, Recioto (in con titolarità con la CCIAA di Vicenza), Recioto della Valpolicella e Recioto di Soave e Valpolicella Ripasso”.
Gran Marone, Merone. Amar.Uno e Avarone sono solo alcuni dei marchi alla cui registrazione la Camera di Commercio si è opposta con successo, a tutela del vino Amarone.
“La sorveglianza deve essere costante – afferma il Presidente dei Comitati di valutazione dei marchi dei vini e componente della Giunta camerale, Damiano Berzacola – perché i tentativi di imitazione sono moltissimi, soprattutto nei Paesi in cui i nostri prodotti sono più conosciuti: l’ultimo in ordine di tempo riguarda il marchio “Ca Marone”, depositato in Svezia da un importatore locale, nei confronti del quale ci attiveremo a breve per tentare di impedire la registrazione del marchio”.

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