Dal 20 marzo entra in vigore l’obbligatorietà del tentativo di mediazione per le controversie in materia di Condominio e RC auto.

di admin
Dal 20 marzo il tentativo di mediazione diventa obbligatorio anche per le liti in materia di RC Auto e Condominio. Secondo il Ministero della Giustizia, le controversie che dovrebbero interessare l’istituto della mediazione in tali materie sono circa 320.000 l’anno.

La Camera di Commercio di Verona, che fornisce il Servizio di Conciliazione già dal 1993 ed è Organismo di Mediazione iscritto al Registro presso il Ministero della Giustizia, è pronta a garantire ai cittadini e alle imprese della provincia un adeguato servizio di risoluzione alternativa delle controversie anche in tali materie, grazie all’apparato organizzativo di cui gode e all’esperienza maturata, sia dalla struttura che dai mediatori,  in un decennio di attività nel settore della conciliazione.
Il bilancio delle procedure presentate dal 1.1.2011 al 29.2.2012 rivela che, se controparte vince la resistenza iniziale e accetta di confrontarsi con l’altra parte davanti ad un mediatore, la procedura funziona e porta a risultati positivi. La risoluzione della controversia con una procedura “informale” e a costo “limitato” come quella della Mediazione, giova al sistema giudiziario e soprattutto alle parti, le quali pongono fine alla lite mediante la sottoscrizione di un vero e proprio contratto dalle stesse condiviso, entro un lasso di tempo (massimo 4 mesi) che non pregiudica, contrariamente a quanto sostenuto da alcune categorie professionali, la possibilità di tutela giudiziaria.
Il 70% delle procedure attivate nel 2011 davanti allo Sportello di Mediazione della CCIAA risultava già concluso al 31 dicembre, a riprova dei tempi brevi della mediazione, con una durata media delle procedure pari a 77 giorni, quindi ben al di sotto dei 4 mesi previsti dalla legge e assolutamente nulla rispetto alla durata media di una causa civile (2.645 giorni, pari a 7 anni e tre mesi).
“Purtroppo – commenta il Responsabile dell’Organismo di Mediazione della Camera di Commercio, Riccardo Borghero – è ancora molto alta (il 50% – dati aggiornati al 29.2.12) la percentuale delle mancate comparizioni davanti al mediatore; si tratta – prosegue – di un dato che ha sorpreso anche il Ministero della Giustizia ma che non sarebbe corretto utilizzare strumentalmente, come qualcuno potrebbe essere indotto a fare, per giudicare inutile la riforma: la percentuale dei successi (46% dei casi in cui le parti si incontrano davanti al mediatore) testimonia infatti le grandi potenzialità deflattive dell’istituto. Così come il fatto che anche a Verona, come nel resto d’Italia, nella quasi totalità dei casi le parti si presentino in mediazione assistite dai propri legali, dovrebbe rassicurare i critici dell’istituto a proposito dell’effettiva garanzia di tutela dei diritti dei cittadini e delle imprese”.
Per quanto riguarda le materie oggetto di mediazione, a Verona risultano al primo posto le controversie in materia bancaria (20%), seguite da quelle in materia di diritti reali (15%), locazione (10%), telefonia (8%), contratti assicurativi (7%) e divisioni (6%). Tra le materie obbligatorie, le controversie in materia di successioni e divisioni ereditarie sono quelle nelle quali si registra la maggiore percentuale di adesioni alla procedura (pari rispettivamente al 44% ed al 43%), seguite da quelle in materia bancaria e finanziaria (con un tasso di adesione pari al 36%) e da quelle in materia di diritti reali (34%).
 “Si tratta di uno strumento nel quale le Camere di Commercio hanno molto investito negli ultimi 10 anni – commenta il Presidente della Camera di Commercio, Alessandro Bianchi –  prima con la conciliazione tra imprese, e tra consumatori e imprese, e poi con quella societaria. E il valore dell’esperienza camerale è dimostrato dal fatto che il legislatore, nel disciplinare il nuovo istituto della mediazione civile e commerciale, si è di fatto largamente ispirato alle regole della conciliazione amministrata dalle Camere”.
In base al rapporto CEPEJ (Commission européenne pour l’efficacité de la Justice) 2010, l’Italia è, nel settore civile, al quarto posto in Europa su 38 paesi censiti (dopo Russia, Belgio e Lituania) per tasso di litigiosità, con 4.768 contenziosi ogni mille abitanti. L’arretrato di cause da smaltire nel settore civile è pari a 5,5 milioni di processi al 30.6.2011. Se poi si considera che, secondo la Banca Mondiale (Rapporto Doing Business 2012) l’Italia si classifica al 158° posto su 183 paesi censiti, con una durata media per il recupero dei crediti commerciali pari a 1.210 giorni (in Germania ne bastano 394 e in Francia 331) e un’incidenza media dei costi di una causa pari al 29,9% dei costi sostenuti (di cui il 21,8% per oneri legali), si comprende come la ricerca di strumenti alternativi, meno costosi (una procedura di mediazione presso una Camera di Commercio incide mediamente per il 3,5% del valore della controversia), più veloci e, soprattutto, più soddisfacenti per le parti sia ormai una scelta obbligata.
“Sappiamo – continua il Presidente Bianchi – che questo nuovo strumento è molto criticato da alcune categorie professionali, ma è un fatto che il sistema della giustizia non è in grado di dare una risposta efficiente all’enorme numero di cause presentate e questo determina una perdita di competitività per le nostre aziende e per tutto il Sistema Paese. E’ quindi intenzione della Camera di Commercio continuare a sviluppare la mediazione, anche attraverso collaborazioni con gli ordini professionali e le associazioni di categoria della provincia, perché siamo convinti che rientri tra i compiti istituzionali di promozione del sistema economico locale anche la fornitura di un servizio che  consenta a imprese, cittadini e consumatori di gestire da sé le proprie controversie, stimolando la ricerca di soluzioni che non siano “imposte” dall’esterno, da un giudice,  ma che rispondano alle effettive esigenze delle parti coinvolte: la mediazione, infatti, non è un processo e il mediatore non è un giudice ma gestisce un conflitto, aiutando le parti a concentrarsi sugli interessi, piuttosto che sui diritti. Le Camere di Commercio hanno dimostrato in questa prima fase della riforma di saper gestire in modo efficiente e professionale il gran numero di domande pervenute, confermandosi come sistema di riferimento a livello nazionale nella diffusione della cultura della giustizia alternativa. Per questo motivo crediamo di poter dare un importante contributo anche in questa nuova fase della riforma, che prevede l’applicazione a due settori, quello delle controversie condominiali e in materia di risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti, che sono caratterizzati da un alto tasso di litigiosità e costituiscono gran parte del contenzioso che oggi intasa le aule dei tribunali. Il nostro obiettivo, ancora una volta, sarà quello di permettere alle imprese del territorio, soprattutto in questo momento di difficile congiuntura economica, di fruire di un servizio i cui costi rimangono estremamente contenuti, se si considera che in media ogni conciliazione costa quasi dieci volte di meno di una causa che finisca in tribunale  (3% del valore della controversia a fronte del 29,9% di una causa legale)”.

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