Formaggio “Piave” DOP. Un prodotto proveniente dai pascoli delle Dolomiti bellunesi.

di admin
Ogni provincia ha le sue tradizioni e le sue caratteristiche produzioni. Produzioni DOP, ossia, dotate del marchio di “Denominazione d’Origine Protetta”, che permette la fabbricazione d’un determinato prodotto in un determinato luogo e con procedimento strettamente tradizionale-locale. E si tratta, in effetti, nel nostro caso, di un formaggio particolare, considerato eccellenza agroalimentare europea, che, stagionato,…

 Presentato, come si diceva poc’anzi a Casaleone, dalla “Confraternita del Formaggio Piave”, esso è prodotto nella parte più settentrionale e montuosa del Veneto e, più precisamente in provincia di Belluno, prendendo il nome dallo storico fiume, il Piave, attraversata essendo tutta la zona dal noto corso d’acqua. Zona posta ai piedi di cime incontaminate e di estrema bellezza, nonché dotata di ricchi pascoli e, quindi, vocata alla produzione di ottimo latte ed alla sua lavorazione. In tale quadro, fu accortamente creata, nel lontano 1872, presso Forno di Canale, oggi, Canale d’Agordo, la prima latteria cooperativa dell’allora Regno, detta, in dialetto locale, casel. Iniziativa importante, destinata ad una gestione solidale delle risorse dell’allevamento di bovini e, dopo la creazione di ulteriori, analoghe associazioni nei dintorni, a permettere la lavorazione a turno, presso un casello unico, del latte nel complesso sociale ottenuto. Il tutto, diffusosi nel tempo, ha contribuito a dare vita alle locali ed attuali tradizioni lattiero-casearie, con regole di fabbricazione tuttora valide e costantemente applicate. Il “Piave”, dunque, dal sapore intenso e corposo, maggiore con avanzata stagionatura (fresco: 20-60 gg.), mezzano (61-180 gg.) e vecchio (oltre 180 gg.), fa conservare nel gusto una nota particolare, che lo rende unico. Il migliore, “selezione d’oro”, è stagionato per 12 mesi, il “vecchio riserva”, per 18 mesi.
“Piave” significa pure calcio, fosforo e proteine nobili (50 g di esso corrispondono ad un secondo di carne) e, al tempo, alimento ottimo, come piatto unico e come ingrediente nelle varie ricette nazionali, anche raffinatissime.
        Ancora una volta, abbiamo la conferma del fatto che l’agricoltura, sia di pianura che di monte, unita all’impegno di chi la lavora o la cura, è capace di innumerevoli iniziative, che sono la ricchezza, anche da punto di vista ambientale, del Paese. Meglio ancora, tuttavia, se l’arte della coltivazione, dell’allevamento e della lavorazione dei relativi prodotti è fortemente supportata da cooperative o da consorzi di tutela, come quello del “Piave”, il quale, come la citata Confraternita – anche le Confraternite promuovono l’economia! – ha sede a Cesiomaggiore, in quel di Belluno.
                             Pierantonio Braggio
“Banchetti” di Santa Lucia 2012
Modifiche ed innovazioni previsti sin d’ora
        Ovviamente, la voce “Santa Lucia”, a Verona, fa pensare al prossimo dicembre, ma che l’assessore Enrico Corsi ne abbia parlato il 12 marzo si giustifica con l’evidenza. In vista, infatti, delle prossime elezioni comunali di quest’anno e della conseguente possibilità che il nuovo Consiglio comunale si riunisca per la prima volta solo nel prossimo settembre, tale data potrebbe essere troppo avanzata, per potere mettere in atto le positive modifiche ed innovazioni previste per la Fiera di Santa Lucia 2012. Quanto segue, quindi, verrà sottoposto all’attuale Consiglio e, si ritiene, da esso approvato e posto in atto nel prossimo dicembre. D’altra parte, bisogna pure informarne in tempo i diretti interessati.
        Mirando ad un maggiore decoro del mercatino e della piazza Bra stessa, che lo ospita, e selezionando attentamente il lato merceologico, si prevede l’esclusione dalla vendita, per la Fiera di Santa Lucia – 10-13 dicembre – 2012 e per gli anni a venire, di ferramenta ed utensileria; ricambi per auto ed elettrodomestici; articoli per la pulizia della casa; abbigliamento per squadre di calcio e sport; supporti audio-video non preregistrati; calzature, ad eccezione di pantofole, e di biancheria intima.
        Si ridurrà il numero dei posteggi a 329 (2011: 332), si richiederà maggiore omogeneità alle strutture, standarizzandole il più possibile, si darà preferenza a quelle che propongono giocattoli – a suo tempo, la Fiera di Santa Lucia sorse come evento dedicato ai bambini, si darà più spazio ai posteggi gastronomici, si elimineranno posteggi davanti all’ex-Banca del Lavoro, in via Mazzini, e in via Cappello, vi sarà più spazio fra posteggio e posteggio in via Roma, in modo che si vedano i negozi siti sotto il porticato e si possa facilmente raggiungerli, si darà spazio ad alcuni banchi in via Pallone (28) ed in piazza Cittadella (33)…
In piazza Bra, vi sarà maggiore possibilità d’accesso alle strutture, fatto che permetterà di meglio vedere i monumenti e, al tempo, di facilitare l’entrata ad eventuali mezzi di pronto intervento. Parte di quanto sopra varrà anche in occasione dei periodi: pre-Santa Lucia (3-9 dicembre); pre-Natale (14-24 dicembre); pre-Epifania (27 dicembre-6 gennaio) e fiera di Pasqua (sabato santo, Pasqua e lunedì dell’Angelo).
         Un complesso di valide innovazioni, quindi, che daranno una nuova visione della “Bra” e che permetteranno una visita meno difficoltosa e più serena alla Fiera di Santa Lucia, Santa alla quale, nel luogo in cui oggi si trova l’edificio municipale, palazzo Barbieri (1836-1848), era dedicata una chiesa, sino dal XIII secolo.

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