Antonio Salieri (1750-1825), musicista e compositore legnaghese, rivive a San Pietroburgo, nel teatro dell’Ermitage.

di admin
Importantissimi tesori del repertorio (oltre 300 lavori) del Salieri sono meno noti della “presunta” rivalità, da parte sua, con Wolfgang Amadeus Mozart, sino al punto di causarne la morte… Una delegazione, guidata dal sindaco di Legnago, Roberto Rettondini, sarà a San Pietroburgo, il 2 aprile 2012, per la presentazione dello spettacolo “Varietas delectat”. Di essa…

 Legnago si è posta su una via innovativa e validissima, dal punto di vista della diffusione della sua cultura, della sua storia e da quello di ambiente turistico, che merita d’essere visitato, anche come parte integrande del nostro Veneto.            Antonio Salieri, il grande musicista e compositore legnaghese, vedrà in scena a San Pietroburgo, le sue musiche, a cura del regista, pure legnaghese, Antonio Giarola, che punta alla riabilitazione internazionale del musicista di Legnago. Il tutto – presentato ufficialmente dall’assessore provinciale Marco Ambrosini –  coinvolge, quindi, il Comune di Legnago ed il notissimo Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo. Sarà messo in scena uno spettacolo ispirato all’illustre compositore. Lo spettacolo, intitolato Varietas delectat, la varietà diletta, due voci latine dello stesso Salieri, poste a commento del suo dramma “Armida” (1771), è tutto italiano e basato sulla danza contemporanea, sotto la regia di Antonio Giarola, appunto, e con le coreografie di Cristiano Fagioli e di Cristina Ledri, della prestigiosa compagnia di ballo italiana RBR Dance Company, creata nel 1998 ed onorata da numerosi riconoscimenti.  Scenograficamente contestualizzate, appariranno sulla scena anche alcune delle più celebri opere del grande scultore e pittore, pure veneto, Antonio Canova (1757-1822) – di cui ricordiamo il capolavoro le Tre Garzie – accostate alla musica salieriana, nel segno del neoclassicismo e dello stretto rapporto fra musica ed arte dei due grandi interpreti veneti. I quali, con l’innovativo spettacolo citato, vogliono fare conoscere e collocare fra i Grandi della musica europea Salieri stesso.
       L’accostamento, felice, peraltro, fra Salieri e Canova, si giustifica con il fatto – spiega il regista Giarola – che le immagini di alcune sculture del Canova, l’elaborazione grafica e la potenza espressiva di certi particolari plastici, si coniugano con la magnificenza e lo stesso neoclassicismo, che traspare dalla musica del Salieri, che, non di rado, si dilettava nell’unione e nella commistione tra generi musicali differenti. Sulla scena, quindi, brani d’opera, nati per raccontare storie eroiche, magiche e mitologiche e brani redatti con vibrante fervore religioso, nonché altri, in cui si sentono gli echi di virtuosismi tecnici al limite dell’incredibile. Un complesso, uno straordinario omaggio, dunque, a un grande compositore che va con forza tratto dal dimenticatoio ed al quale va riconoscenza ed onore, come sarà a San Pietroburgo. In merito, va ricordato che il teatro dell’Ermitage fu costruito per volere di Caterina la Grande dall’italiano Giacomo Quarenghi, fra il 1783 ed il 1787.
       La trasferta legnaghese a San Pietroburgo, se ha il compito primo di creare conoscenza dell’opera del Salieri, di Legnago e del Veneto, è colta come grande occasione dell’imprenditoria, con la sua importante presenza, per proporre ed allacciare ulteriori rapporti commerciali con il grande mercato russo. Con ciò, l’iniziativa legnaghese, in nome di Antonio Salieri, si completa, racchiudendo in sé, con risvolti più che positivi, sia il lato prettamente culturale e turistico, che quello imprenditoriale-commerciale, senza dei quali non è possibile, oggi, dare realizzazione alla cultura ed alla comprensione fra popoli.
             Pierantonio Braggio
A Verona  250 “bici” a disposizione del cittadino e del turista.
L’iniziativa “Verona bike” inaugurata dal sindaco, Flavio Tosi, il 10 marzo scorso.
       A Verona, il traffico è sempre più intenso, caotico, e l’inquinamento da gas di scarico si fa sempre più sentire, per cui è d’obbligo fare in modo che la mobilità, nel centro, inquini il meno possibile. A tale scopo, il Comune di Verona ha creato un sistema, che pone a disposizione, con grande facilità d’utilizzo, 250 biciclette.
       A prima vista, non lo si penserebbe, ma il servizio citato, detto “bike sharing”, non solo favorisce chi vuole percorrere la città in bici, ma crea anche diversi posti di lavoro. E la cosa si spiega con quanto segue.
       Il sistema “bike sharing” è stato inaugurato il 10 marzo scprso dal sindaco Flavio Tosi e copre tutta Verona, con la messa a disposizione dei cittadini e dei turisti di diverse biciclette, nei principali punti del centro, con un servizio fra i più avanzati a livello internazionale. Il progetto, già realizzato da Clear Channel, avrà continuità per 15 anni, quale sistema di mobilità alternativo al mezzo privato, ossia, diciamolo apertamente, alla “macchina”– la quale, nel traffico, gode d’ogni privilegio.  Un sistema, il bike sharing, che si è già imposto felicemente da anni a Barcelona, Spagna; a Milano; a Parigi, a Torino ed a Vienna. Esso consente di muoversi gratuitamente per la prima mezz’ora in bici, nel tentativo, importantissimo, d’eliminare il più possibile la presenza d’autoveicoli in città, con le note relative conseguenze di traffico e di salute.
      Sono, dunque, ora, a disposizione biciclette – moderne e a trasmissione cardanica, non quindi, a catena – in 20 ciclostazioni, installate presso la stazione di Porta Nuova, di viale Università, in piazza Bra, in piazza delle Erbe, in via Cappello, all’Arsenale, a ponte Pietra, presso la stazione di Porta Vescovo, davanti all’Ospedale di Borgo Trento, in piazza Isolo, presso gli Uffici Giudiziari, in viale del Lavoro (Fiera), in piazza San Zeno, a Porta Vescovo, a Santo Stefano, in piazza del Cimitero, al ponte Garibaldi, in piazza Cittadella, in piazzale Cadorna ed in corso Cavour… Il servizio sarà attivo tutto l’anno, anche nei giorni festivi,  dalle ore 6,00 alle 24,00 e utilizzabile con tessera elettronica, tenendo presente che, dopo la prima mezz’ora gratuita, come detto, l’abbonamento costa 25€ per una anno, 10€ per un mese, 5€ per una settimana, e 2€ per un giorno. Info: wap.bikeverona.it o tel.: 800 89 69 48. La manutenzione delle bici – fattore importantissimo – è curata dalla ditta Clerar Channel, fornitrice anche del materiale.
         In tale modo, una bici sarà sempre disponibile, come disponibile sarà pure il posto, in cui riporla. Il tutto: costo delle biciclette, manutenzione e personale saranno pagati con studiata pubblicità e, quindi, senza costi per il Comune.
     L’iniziativa merita complimento, ma ora bisogna pensare a dare più spazio, in centro-città, alla bicicletta, raccomandando ai conduttori d’autoveicoli massima attenzione al ciclista, che pure deve osservare ogni minima regola stradale.

Condividi ora!