Banca Etica partecipa a “Cresce il welfare cresce l’Italia”

di admin
Il presidente di Banca popolare Etica, Ugo Biggeri, parteciperà l'1 e il 2 marzo alla manifestazione “Cresce il welfare cresce l'Italia” promossa da oltre 50 organizzazioni tra sindacati, associazioni di consumatori, fondazioni e organizzazioni del Terzo Settore a cui aderisce anche Banca Etica. La manifestazione – in programma a Roma presso il Centro Congressi di…

Biggeri interverrà nella sezione dedicata a “Politiche per lo Sviluppo e Terzo Settore” e porterà il punto di vista privilegiato di Banca Etica: una banca che da 13 anni finanzia principalmente le organizzazioni del privato sociale italiane e che in questi anni ha visto queste realtà crescere in efficienza, diventare tasselli sempre più fondamentali del welfare italiano, nonostante le molte difficoltà, a partire dalla scarsità di risorse e dai ritardi con cui le pubbliche amministrazioni onorano i loro debiti nei confronti delle organizzazioni che erogano per conto del pubblico servizi di assistenza alle categorie più fragili.
«Il tessuto sociale e di reti mutualistiche in Italia è ancora forte – spiega Biggeri – Banca Etica ne ha la prova anche in territori difficili dove alle difficoltà economiche si aggiunge l’azione corrosiva della criminalità organizzata. La capacità di costruire reti tra cittadini e tra organizzazioni rappresenta un’opportunità, soprattutto in tempi di riduzione delle risorse. La crisi può e deve diventare un’occasione per rendere il nostro welfare più efficiente e sarebbe miope non rendersi conto che questa operazione può riuscire solo sostenendo e programmando con adeguati interventi normativi queste forme di innovazione mutualistica. Banca Etica – prosegue Biggeri – è convinta che i tagli alla spesa sociale potrebbero essere ridotti con misure più forti sul fronte dell’evasione, della riduzione delle spese militari, con l’introduzione di una tassa sui grandi patrimoni e di una tassa sulle transazioni finanziarie. Dobbiamo scegliere se tra 10 anni vorremo avere un welfare che si basa su pochi servizi erogati dalle strutture pubbliche e un grande spazio ai privati profit o se invece immaginiamo un welfare basato su forme mutualistiche in cui i cittadini possano partecipare attivamente ed anche finanziariamente. La nostra esperienza ci dimostra che i cittadini, adeguatamente informati, possono usare strumenti finanziari chiari e trasparenti che siano di utilità collettiva. Anche il Terzo Settore italiano – ha concluso Biggeri – deve cogliere le potenzialità della nuova mutualità, costruendo forme di autofinanziamento che rendano possibile il supporto alle situazioni di maggior svantaggio il rafforzamento delle reti sociali».

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