“L’AMMAZZA-TURISMO: TASSA DI SOGGIORNO IN TUTTI I COMUNI” CONFTURISMO VENETO SCRIVE AI PARLAMENTARI E AI SENATORI VENETI

di admin
Una lettera ai Deputati e ai Senatori veneti per scongiurare che la tassa di soggiorno venga applicata in tutti i Comuni. È l’ultimo atto, in ordine di tempo, di Confturismo Veneto contro l’annunciato inserimento del balzello nel decreto-legge sulle semplificazioni fiscali. Una misura che per la Confederazione delle imprese turistiche del Veneto rappresenta una minaccia…

“Il turismo non ha bisogno di misure depressive, e non esiste che gli albergatori si trasformino in sostituti d’imposta – dice Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto – Sarebbe un grave errore colpire attraverso il settore ricettivo una ricchezza che si distribuisce all’interno di una filiera assai più ampia. Con l’introduzione indiscriminata dell’imposta in tutti i Comuni si andrebbe inoltre a una pericolosa frammentazione fiscale comunale e si instaurerebbe un regime di concorrenza iniquo fra territori contermini. Sarebbe, insomma, una misura ammazza-turismo”.
“La rivalutazione delle rendite catastali e l’IMU, che per gli alberghi significa un incremento intorno al 50% delle tassazioni sugli immobili- scrive Confturismo Veneto – potrebbero rivoluzionare i bilanci comunali, rendendo inutile e controproducente l’adozione contemporanea di un’imposta di soggiorno”. 
“Piuttosto si pensi a una city tax, più leggera, allargata a tutta la filiera turistica – prosegue la lettera –  Se il gettito dell’imposta è destinato a interventi sul turismo, cosa di cui non abbiamo la certezza, è opportuno che sia applicata ai turisti nel loro insieme, anche ‘giornalieri’, e non solo a coloro che alloggiano nelle strutture ricettive”.
Ed ecco la proposta alternativa di Confturismo Veneto: stornare il 2% dell’Iva (quella italiana è la più alta tra i competitors europei) riscosso attraverso le imprese dell’intera filiera turistica sui territori regionali, a favore delle Regioni stesse che lo vincoleranno a un reinvestimento in ambito turistico, con il coinvolgimento dei Comuni a principale vocazione turistica e delle associazioni di rappresentanza d’impresa.
“In questo modo – spiega Michielli – si raggiungerebbe il duplice, encomiabile effetto di sostenere la fiscalità locale e di utilizzare uno strumento non controproducente per l’immagine del Turismo italiano nel mondo e per l’economia delle imprese del settore”.

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