Amarone 2008. Anteprima alla Gran Guardia – 28 e 29 gennaio.

di admin
Quando si dice ‘Amarone 2008’, si parla di un vino d’alto rango, che per essere tale, non solo è stato prodotto con uve selezionate e stagionate, almeno per più di tre mesi nei fruttai, ma è stato pure conservato per anni in botti di noce – e ciò ci fa comprendere il motivo della sua…

    La giacenza in fruttaio (appassimento) concentra zuccheri e nobili sostanze glicerinose, fattori che permettono alla fermentazione alcolica di creare un vino d’alta alcolicità e struttura, che fa inserire l’Amarone fra i grandi vini rossi italiani di lungo affinamento.           Organizzata dal Consorzio Tutela Vini della Valpolicella – presenti 58 cantine – l’annuale manifestazione ha posto in luce un complesso di elementi, che confermano la validità dello stile espresso dalle cantine stesse ed il relativo metodo di procedere – non dimenticando la qualità delle uve selezionate direttamente durante la vendemmia. Vanno ricordate anche le positive differenze, infuse nel prodotto dalle varie zone di produzione, che, per l’Amarone sono sei, tante quante le vallate, che per 20 km, in linea d’aria, da ovest verso est, scendono dalla fascia pedemontana della provincia di Verona. Per l’esattezza, la zona di produzione delle uve per l’Amarone, e, ovviamente, anche per il Valpolicella classico, il Valpolicella Ripasso ed il notissimo Recioto, si concentra nella Valpolicella vera e propria, in Valpantena, con le valli Squaranto e Mezzane, e nell’Est veronese, con le valli d’Illasi e Tramigna. Le uve che danno i vini Valpolicella e, principalmente, l’Amarone, sono la Corvina, il Corvinone e la Rondinella.
      L’annata 2008, non facile per i produttori – ha dato Amaroni di grande pregio, da scoprire in tutte le loro sfaccettature, molto riconoscibili fra loro per la zona di provenienza, intesa come una delle tre sopra citate, tenendo conto, inoltre, che – afferma giustamente Emilio Pedron, presidente del Consorzio Valpolicella – l’Amarone deriva da due procedimenti fondamentali: raccolta ed appassimento. Se il primo non si presenta in modo ottimale, a volte è il secondo a dare esiti sorprendenti…
Ottima, chiara e bene circostanziata l’esposizione del “Profilo enologico dell’Amarone 2008”, curata dall’attento enologo Daniele Accordini.
     Valpolicella e zone dei suoi DOC: grande ragnatela di dinamica attività vitivinicola, che crea occupazione – nella sola Valpolicella classica, più di seimila famiglie traggono vantaggio  da vite e vino – e ricchezza, che si estendono a tutto il Veronese. Lo confermano i dati: vendute, nel 2011, 12 milioni di bottiglie di Amarone e 20 milioni di bottiglie di Valpolicella Ripasso. Per l’anno appena trascorso, la tendenza segnala un incremento delle quotazioni delle uve da vino del 20%, mentre di Amarone sono state confezionate 12 milioni di bottiglie. 
         Evidentemente, la buona volontà di impegno non manca ed il privato dimostra, ancora una volta, che tenacia e sacrificio sprigionano vantaggi per l’economia di tutti.
      

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