Non c’è ressa nei negozi, ma gli acquisti in saldo sono finora stabili rispetto al 2011

di admin
Com’era prevedibile non è stata una partenza col botto. I saldi invernali 2012, in questa prima settimana di avvio, non hanno fatto registrare risultati esaltanti, ma, rispetto allo stallo totale di dicembre, non c’è nemmeno da stracciarsi le vesti.

Lo conferma Graziella Tabacchi Basevi, presidente regionale di Federmoda-Confcommercio Veneto: “Certo non puoi fare il miracolo con i saldi – dice – ma tutto sommato le vendite stanno andando discretamente. È quel tutto sommato che relativizza tutto e che ci fa capire quanto rispetto a un punto di partenza bassissimo tutto ciò che arriva in più è oro colato”.
Se non c’è l’assalto, c’è però un certo movimento, i centri storici del Veneto nel fine settimana si sono popolati, anche se i benefici sono andati in gran parte ai negozi di fascia alta. “Chi compra nei negozi dal target medio lo fa per assicurarsi un capo basico, non un capriccio – prosegue Basevi – Sono finiti i tempi delle lunghe code davanti alle porte dei negozi di abbigliamento aperti a intermittenza per regolare il flusso dei consumatori. Vanno bene le boutique del lusso, dove soprattutto gli stranieri in viaggio nelle città d’arte entrano approfittando dei saldi. Nella ‘mia’ Verona, ad esempio, sono molti i russi che comprano capi firmati nelle boutique monomarca o in quelle locali sopravvissute alla crisi”.
“Stando alle indagini effettuate dalle Confcommercio del Veneto a livello provinciale la parola che caratterizza i saldi 2012 è ‘stabilità’ – aggiunge il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon – come emerge dai sondaggi effettuati dalle Ascom di Vicenza e Padova. La realtà è che è venuta meno una tipologia di clienti appartenenti al ceto medio; di conseguenza i negozi che vendono meno sono quelli di riferimento, a vantaggio di quelli di fascia molto bassa o molto alta, fermo restando che tutti hanno aspettato i cosiddetti saldi di fine stagione prima di muoversi e che il freddo ha tardato ad arrivare. Lo stesso fenomeno evidenziato a Verona con i turisti russi si registra nel centro storico di Venezia, dov’è decisamente cambiata la geografia del commercio con ampi spazi riservati alle boutique del lusso frequentate dai turisti di ogni nazionalità, mentre i negozi del Veneto Orientale risentono negativamente della vicinanza degli outlet; discreto l’afflusso nella terraferma e nella Riviera del Brenta. A Chioggia sta dando buoni risultati anche sulle vendite l’iniziativa messa in campo dalla locale Confcommercio ‘saldi al bacio’, con i modelli e le modelle in vetrina vestiti dagli artisti del body painting (disegno sul corpo umano) e le sfilate di moda”.  

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