Una nuova visione dell’agricoltura

di admin
Multifunzionalità e opera di salvaguardia del suolo.

 Elemento importante, e già operativo in campo agricolo, è l’apertura di quest’ultimo all’innovativo principio della "multifunzionalità”. Principio che va il più possibile promosso, per il suo impatto sociale e culturale, non dimenticando che, solo sino a pochi anni fa, sarebbe stato impensabile introdurlo nel mondo agricolo.  È questo un tema di estremo interesse, che riteniamo si stia radicando, con positivi risvolti economico-sociali, in tutta Italia. In tale quadro, è di estremo valore favorire la realizzazione d’innovazioni nel mondo rurale, per creare un’agricoltura più moderna e capace di trattenere l’uomo sul territorio.  Si tratta di un nuovissimo ruolo dell’agricoltura e dell’agricoltore, che, tuttavia, vanno dovutamente riconosciuti da parte del cittadino e delle pubbliche Amministrazionilocali.                                                                                                                                                                        L’agricoltura non può, oggi giorno, dedicarsi  esclusivamente alla produzione di derrate alimentari, sia pure di qualità,  date le scarse remunerazioni del prodotto, ma deve crearsi, per sopravvivere, anche scopi culturali, didattici, di tempo libero, paesaggistici ed ambientali. L’agricoltore, infatti, come attenta “sentinella”, può collaborare a prevenire dissesti idrogeologici ed altri danni, essendo vicino alle Amministrazioni locali ed ai Consorzi di Bonifica, fornendo, con proprie attrezzature, servizi,  quali la prevenzione di erosioni, la pulizia dei fossi, il compito di sgombraneve, di potatura delle siepi  lungo le strade di campagna, ecc., ovviamente, in base ad adeguati incarichi. Purtroppo, si rileva, invece, che si spendono, per esempio, rilevanti somme di denaro, per creare vasche di espansione in pianura, con svalutazione dei suoli, mentre non si incentiva e si agevola la permanenza degli agricoltori in montagna, quali essenziali ed attenti tutori del territorio.  In merito, va rilevato che tale importante compito, è previsto dal D. L. n. 228 del 18 maggio del 2001 che, in attuazione della legge sull’orientamento, individua una nuova configurazione giuridica funzionale dell’impresa agricola.  Tale decreto prevede che le attività principali dell’impresa agraria siano "dirette alla cura, allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria a tale ciclo, alla manutenzione del fondo, del bosco o delle acque dolci salmastre e marine ed a quelle connesse alla manipolazione, trasformazione, commercializzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo stesso, del bosco o dell’allevamento di animali, nonché alla fornitura di beni o servizi…, comprese la valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale-forestale, ovvero di ricezione e di ospitalità".  “Multifunzionalità”, quindi, che comprende chiaramente anche il validissimo settore dell’“agriturismo”. Nel decreto citato, viene precisato che rientrano tra le attività “agrituristiche”, anche l’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e di ippoturismo, finalizzate ad una migliore conoscenza del territorio, nonché la degustazione dei prodotti aziendali, compresa la mescita del vino. Non è trascurato nulla, dunque, di quanto può essere d’attrazione e di animazione.                                                                                                                                                               La Legge di orientamento, recependo il concetto di agricoltura "multifunzionale", delinea una impresa rurale che, pur restando ancorata al settore agricolo, può realizzare attività che sconfinano nei settori industriale e/o terziario. L’impresa agricola, che gestisce un’azienda agraria "multifunzionale" diventa, in tal modo, ovviamente, "multisettoriale".   La "multifunzionalità" rappresenta un’opportunità di grande portata economica per le aziende, anche perché motiva effettivamente i giovani a rimanere nell’agricoltura, mirando a tradurre le funzioni descritte in forme di remunerazione, che consentano la sostenibilità economica del settore, funzioni come la fornitura di servizi, fornitura della quale si rileva una richiesta in continua crescita, per il maggiore tempo libero di cui dispone la popolazione.  Il rapporto, poi, con il territorio, richiama l’agricoltura in modo sempre più chiaro, come accennato, a svolgere direttamente un lavoro di salvaguardia e di gestione delle risorse, quali l’acqua, il suolo, e la vegetazione.  In conclusione, la "multifunzionalità" del territorio agricolo e rurale, si può distinguere in quattro azioni: produttiva, ambientale, paesaggistica e ricreativa. Ne deriva, pertanto, che l’Agricoltore moderno diviene automaticamente "Sentinella del Territorio" e, come tale, deve venire riconosciuto dai vari Comuni, con i quali collabora, per l’esecuzione d’interventi sull’ambiente, per il miglioramento del paesaggio, per la prevenzione di erosioni del suolo e di disboscamenti, causa, spesso, di gravi conseguenze.                 Uso corretto del suolo.           Un punto, che mi pare importante e molto attuale, riguarda l’uso eccessivo del suolo per la creazione di nuove strade e per edificabilità. Bisognerebbe spiegare ai responsabili dei piani regolatori che, una cosa è parlare di terreno generico ed un’altra trattare di suolo già fertile, che, come tale, è vera fabbrica della vita. Il primo, invece, onde raggiungere la capacità produttiva abbisogna di lunghi decenni. In tal senso, e con riferimento ai suoli, è oltremodo necessario, quindi, divulgare capillarmente i termini "recuperare"e "ripristinare", da tenere ben presenti, prima di mettere mano all’impiego dei suoli stessi.                                                                                                                                                                          Lo sviluppo prossimo e futuro delle popolazioni del mondo richiederà sempre più alimenti di alto valore biologico, per cui potranno verificarsi carenze alimentari per scarsità di terreni (in Africa, in Brasile, ecc., i paesi ricchi acquistano grandi superfici di aree incolte, terreni che, ancora oggi, costano molto poco). Se si pensa che, fra 6/7 anni anni, gli abitanti della terra potranno raggiungere i  9 miliardi, tale fatto  dovrebbe indurre all’impegno dei  dottori agronomi e dei dottori forestali, a divenire essi stessi divulgatori di sviluppo sostenibile e di regolamentazione dell’uso del suolo, intervenendo nelle sedi, ove i Comuni, con i piani regolatori, operano decisioni importanti di interesse territoriale, nelle commissioni edilizie, ecc., sensibilizzando, ove possibile, anche altre categorie professionali, come ingegneri, architetti, geologi, periti agrari, agrotecnici e geometri.  Ciò, facendo in modo, inoltre, che – mentre il mondo agricolo, a passi graduati, ma reali, si sta aggiornando e avviandosi verso la concreta applicazione in agricoltura della "multifunzionalità" – la stessa venga realizzata nel modo migliore, nel rispetto del territorio e delle risorse ambientali, e che agronomi, forestali e dottori in Agraria divengano essi stessi sentinelle del territorio, a fianco degli agricoltori, creando sinergie utili alla generalità dei cittadini.  “Multifunzionalità” significa “valorizzare” il mondo rurale  e “promuovere” la  sua economia.

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