Le mura veneziano-austriache di Verona hanno grande valore artistico ed economico

di admin
Probabilmente, se non avessero dominato a Verona la Serenissima (1405-1797) e l’Austria (1804-1866) non disporremmo dell’immenso potenziale di verde, che le relative mura offrono, e nemmeno godremmo del loro lato artistico e storico.

 Ai quali s’aggiunge un forte valore turistico, e quindi economico, se le stesse fossero convenientemente restaurate ed aperte ai cittadini ed all’abbondante turismo, così come avviene, per semplice esempio, a pagamento, a Josefov e a Terezin, in tedesco, Theresienstadt, nella Repubblica Cèca, con tanto di guida ufficiale (a Josefov, uno ogni due visitatori viene munito di una specie di lanterna, perché i corridoi dei bastioni si visitano al buio). Le mura di Josefov e di Terezin furono costruite dall’Austria nella prima metà del Settecento, avendo certamente, come modello, le fortificazioni veneziane. È chiaro che mura, bastioni o fortezze, una volta sistemate, abbisognano di continua manutenzione, creando, così, un secondo problema economico, che va studiato e soppesato. Ma molto sta nel fatto che bastioni, come quelli veronesi, magari restaurati un po’ alla volta, andrebbero fatti conoscere al turismo, attraverso la pubblicizzazione della loro presenza e della possibilità di visita (guidata). Potrebbero diventare grande motivo d’attrazione.
Molto sta facendo il volontariato – che, al minimo, almeno, andrebbe ricompensato, lavorando esso per la società –, bene ha fatto l’assessore al Patrimonio, Daniele Polato, a ripulire i bastioni veneziano-austriaci di via Torbido, pur nelle ristrettezze di bilancio, ottimamamente ha fatto la benemerita Società di Mutuo Soccorso,  sorta nel lontano 1882, presieduta molto attentamente da Giulio Segato, la quale, avendo la sua sede presso la sammicheliana “Porta Palio”, ha curato a proprie spese la sistemazione della Porta stessa e dei corridoi interrati, peraltro visitati da numerose scolaresche e da diversi stranieri. Segato, coltissimo in materia di storia, mira a fare congiungere, attraverso i cunicoli già esistenti, Porta Palio con Porta Nuova: una nuova, sicura risorsa per il turismo veronese. Non meno sta facendo Maurizio D’Alessandro, che avendo ripulito, pure con volointari-esploratopri l’esterno e l’interno del bastione austriaco di San Giorgio, cura in esso importanti visite guidate. Paolo Braggio, con amici, ha ridato vita alla bellezza del Forte Preara o John, in quel di Montorio. Da tutto ciò risulta grande interesse della cittadinanza e di molti visitatori stranieri, perché anche i bastioni veronesi sono veri e propri monumenti e testimoni del tempo.
Un quadro di grande partecipazione e cura per l’antico, mell’ambito de quale, il 23 dicembre scorso, è stato presentato il volume “I sotterranei della cinta muraria di Verona – Un parco da vivere”, i cui testi sono stati redatti da Albino Perolo, Giulio Segato, Maurizio D’alessandro e David Hosking, esperti del settore. Il volume porta in sé anche una cronologia di costruzione dei bastioni, un utilissimo glossario, che spiega termini riferiti alle mura militari e, ovviamente, la bibligrafia.
L’assessore Polato ha assicurato il suo costante interessamento in fatto di manutenzione dei bastioni, segnalando, inoltre che, in breve, il Comune di Verona riceverà dal Demanio 9,5 km di cinta magistrale e di costruzioni ex-militari.  Potere, poi, sistemare tutto, sarebbe und grande cintributo all’economia della città, che, fra l’altro, metterebbe in mostra parti murarie pochissmo conosciute.

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