Oscar Giannino a Verona. Un incontro d’alta cultura economico-finanziaria

di admin
Chi si occupa di economia e di finanza, dovrebbe avere più che spesso tenersi a diretto contatto con personaggi, che vivono costantemente nel mondo del settore, studiandolo e monitorandolo, in ogni sua evoluzione ed in ogni momento del giorno, registrando dati e numeri.

Elementi economico-finanziari, questi, che dovrebbero essere a conoscenza anche del semplice cittadino, onde questi sappia, al momento di adire all’urna, esprimere un voto, che corrisponda effettivamente alla visione ed agli interessi del votante. Sapere almeno qualcosa di economia, può essere utile anche agli interessi personali.
In merito, di grande rilievo è stata la conferenza sul tema
"L’impresa di fare impresa", egregiamente tenuta, a livello accademico, dal giornalista economico e professore Oscar Giannino. Organizzata da APACA, l’Associazione piccoli azionisti di Cattolica Assicurazioni, nella persona del prof. Maurizio Zumerle, direttore responsabile di questo Foglio, presso la sede di "Cattolica" stessa, la riunione ha registrato una folta presenza di pubblico.
Oscar Giannino ha spaziato su un’ampia rosa di temi, riguardante l’attualità economico-finanziaria del nostro Paese, in un momento in cui la quasi insormontabile crisi del debito pubblico – dei Buoni del Tesoro, per intenderci – sta strozzando l’Italia nella sua economia e nella sua finanza, proprio contestualmente alla diffusione di dati di crescita, ossia, di sviluppo economico, che non soddisfano e non soddisferanno, se non saranno trasformate in realtà le misure strutturali proposte recentemente dal presidente Berlusconi all’Unione Europea. Misure che, miranti alla crescita e, indirettamente, alla stabilità dell’euro, sono già applicate nell’Europa più avanzata. Dovrebbero essere in atto da anni pure da noi, ad opera anche di governi precedenti all’attuale, e si rendono oggi  assolutamente necessarie, per ridare vita all’economia italiana e all’impresa, onde creare fiducia nei mercati e in chi nell’impresa intende investire. Per essere più chiari, le misure proposte da Berlusconi a Bruxelles – che di esse ha fatto pressante richiesta all’Italia, con l’invito alla loro sollecita trasformazione in legge – sono, al tempo, oltremodo urgenti, per infondere fiducia nei detentori e ai compratori di Buoni del Tesoro italiani, i quali, con il pericolo di contagio che corrono, rischiano di danneggiare non solo il grande, ma, soprattutto, il più piccolo risparmiatore, nonché l’Italia tutta. Per Oscar Giannino, l’impresa deve poter agire, libera il più possibile da un’imposizione fiscale, che è la maggiore in Europa (da un 44% ad un 56% veleggia da noi la pressione fiscale) e da una burocrazia soffocante, che paralizzano e che frenano ogni iniziativa imprenditoriale, non dimenticando, ripetiamo, che è dall’impresa, che lo Stato trae buona parte di che vivere e di che pagare stipendi e  pensioni. Dobbiamo produrre, consumare ed esportare, per creare entrate allo Stato – ma, ridimensionando al tempo, come minimo, dicevamo, l’imposizione fiscale nelle sue aliquote – che serviranno a dominuire l’entità del debito pubblico italiano (1900 miliardi di euro), il terzo nel mondo, dopo quello americano e quello giapponese). Dobbiamo risparmiare, riducendo le spese di Stato o annullandole, ove possibile. Dobbiamo vendere – bene! – proprietà statali (disponibili per un valore di 500 miliardi), sempre a diminuzione del debito. Dobbiamo riconoscere di più al mondo del lavoro, che è quello che effettivamente s’impegna e produce e la cui busta-paga è gravata da troppe detrazioni…
Quanto a produttività su base regionale, le migliori regioni sono il Veneto – grande e lodevole in esso l’azione della piccola-media impresa – la Lombardia e l’Emilia-Romagna, mentre nel Veneto, Verona e Vicenza esportano circa il 7% del totale nazionale. Verona esporta in tutto il mondo, ma, in particolare, di più che in Cina, nei vicini (tedeschi) Länder di Baviera e del Baden- Württemberg…
Ovviamente, siamo ad un semplice sunto del moltissimo che ha riferito Oscar Giannino, uomo d’alta cultura economico-finanziaria, che dovrebbe venire più spesso ascoltato dalla politica, e, al tempo, ottimo oratore. Senza volerlo, con i suoi più che numerosi dati precisi e con il calore del suo pensiero, egli ha offerto un quadro completo della difficile situazione italiana, suggerendo i necessari rimedi, in parte citati, avendo speciale riguardo all’impresa, produttrice di occupazione e di richezza.
Senza l’impresa, senza l’impegno del mondo del lavoro, non ci sarebbe gettito fiscale, ma questo deve provenire da una fiscalità moderata e da una liberalizzazione, sia pre regolata, che permettano di migliorare, di creare subito voglia di fare e d’investire, nel più grande interesse della comunità nazionale e dell’Europa stessa.
Pierantonio Braggio

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