Ragazze in Veneto fra scuola e lavoro

di admin
Oltre il 45% delle ragazze, e il 40% dei ragazzi, ritiene che essere donna comporti limitazioni e/o discriminazioni nel lavoro e, allo stesso modo, il 64% di loro (come anche il 59,1% dei ragazzi), sostiene che essere uomo comporti facilitazioni e agevolazioni.

 Oltre il 45% delle ragazze, e il 40% dei ragazzi, ritiene che essere donna comporti limitazioni e/o discriminazioni nel lavoro e, allo stesso modo, il 64% di loro (come anche il 59,1% dei ragazzi), sostiene che essere uomo comporti facilitazioni e agevolazioni. E ancora, oltre l’80% delle ragazze segue i modelli trasmessi dalle figure familiari adulte, secondo cui le donne che sopportano i carichi domestici sono quasi la totalità. Sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca “Ragazze in Veneto fra scuola e lavoro”, promossa dalla Commissione regionale Pari opportunità e condotta da Ires Veneto su un campione ristretto di ragazzi e ragazze delle classi terze di istituti statali professionali e di centri di formazione professionale.
I risultati sono stati presentati oggi a Venezia, presso il Palazzo Grandi Stazioni della Regione del Veneto, nuova sede della Commissione regionale.

La ricerca ha inteso indagare un segmento specifico di giovani, italiani e non, frequentanti percorsi formativo/professionali (e quindi più propensi alla ricerca di un rapido sbocco occupazionale), con l’obiettivo di comprendere, in particolare, come le giovani studentesse vivano questa fase formativa e il passaggio importante dall’esperienza scolastica al mondo del lavoro, e come immaginino il proprio futuro professionale e la vita lavorativa. «Il diritto allo studio e l’accesso al mercato del lavoro – osserva Simonetta Tregnago, presidente della Commissione regionale Pari opportunità – sono due condizioni basilari per le pari opportunità tra uomini e donne. Per le ragazze poi, possedere un titolo di studio oltre la scuola dell’obbligo e la ricerca di un’occupazione di qualità, possono essere il fondamento per maggiori opportunità di reddito e per garantirsi maggiore autonomia e, quindi, ottenere le pari opportunità».
E proprio in tema di pari opportunità il 92,5% delle studentesse intervistate, contro il 90,8% dei coetanei maschi, dichiara di non conoscere l’esistenza di organismi nazionali e internazionali dedicati alla loro promozione: «È un dato – dice la Tregnago – che ci chiede di intensificare ancor più l’impegno verso le giovani generazioni, ambito che come Commissione già ci vede attivi con iniziative educative mirate».

262 in tutto gli alunni coinvolti, tre le province selezionate: Treviso, Venezia e Vicenza; il campione degli istituti, individuato per l’alta concentrazione femminile, è composto per il 72,1% da ragazze e per il 27,9 % da ragazzi, il 75% dell’intero campione è italiano.
Tra gli altri dati significativi, emerge che il 60% delle ragazze concepisce l’istruzione secondaria come strumentale per l’ingresso nel mondo del lavoro, il 13% come l’occasione per ampliare la propria cultura generale e il 6,3% come una tappa nel percorso di studi. Dopo la scuola circa il 65% delle ragazze e il 57,4% dei ragazzi cercherà subito un’occupazione, anche se in successive interviste individuali effettuate su alcune ragazze, si nota un certo “smarrimento” per le esperienze di discontinuità scolastica e per la mancanza di strumenti e risorse per definire le prospettive future: fatto che evidenzia l’importanza di sviluppare azioni di orientamento e di accompagnamento alle loro scelte scolastiche e lavorative e di sostenere un’educazione alla progettualità personale, anche se si evince che le problematiche legate alla scelta scolastica e ai progetti lavorativi non sono correlabili esclusivamente al genere e alla nazionalità.

Nel settore lavorativo le studentesse ritengono che per una donna sia molto importante l’aspetto attraente, in linea con l’attuale imperante “cultura dell’immagine”. Ragazze e ragazzi di qualsiasi nazionalità concordano comunque sull’importanza di un aspetto fisico attraente anche per quanto riguarda l’uomo. Il doppio delle femmine (il 51,7%) rispetto ai maschi (26,1%) preferisce il lavoro al successo e al denaro; in modo omogeneo tra i sessi, il lavoro è considerato, nell’ordine, un mezzo per guadagnare, per raggiungere l’autonomia e un’occasione di realizzazione personale.

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