Osservatorio sull’Euro

di admin
Proseguiamo la nostra analisi sulla crisi dell’Euro con la pubblicazione del terzo articolo. Se Atene piange, Sparta non ride.

La crisi dell’Euro, o della zona Euro, come preferisce definirla il Governatore uscente della BCE, sembra essere entrata in una fase acuta, con effetti diffusi e sotto alcuni aspetti difficilmente controllabili.
Non si tratta più ormai di un problema che investe la struttura finanziaria di Grecia, Portogallo e Irlanda, “paesi periferici”, sia dal lato geografico che come peso economico, rispetto all’intera Europa, ma investe con forza alcune delle economie maggiori, come Spagna, Italia, ma anche il Belgio ed erode da vicino oramai anche la credibilità della Francia.
Le notizie di questi giorni segnalano:
08/10 – Dopo l’insolvenza di Dexia, sono in difficoltà la grandi banche francesi come Sociéte Génerale, Bnp, Credit Agricole. Parigi teme che il taglio del debito greco provocherebbe  gravi perdite per le banche francesi, fortemente impegnate sul mercato greco, costringendole a ricapitalizzare. Nell’attuale situazione dei mercati, si dovrebbe iniettare risorse pubbliche prestando denaro agli istituti di credito, ma in questo modo Parigi  si assumerebbe parte dei loro rischi e quindi sarebbe quasi inevitabile subire una rettifica del rating del debito pubblico, perdendo la Tripla A. Per tale ragione Sarkozy preme per un intervento comunitario, contrastando con Berlino, che non vuole chiedere il benestare del Bunderstag e che spinge per un accollo da parte del mercato, in seconda battuta dei Governi e in caso d’emergenza con interventi comunitari.
11/10 – Le maggiori  banche austriache Erste Bank e Raffeisen Bank subiranno  forti perdite per i crediti inesigibili nei confronti di clienti in Romania. In Ungheria le due banche subiranno ulteriori perdite finanziarie per la disposizione governativa che permette ai cittadini magiari di restituire i mutui sulla base di un tasso fisso di cambio, nonostante una svalutazione ad oggi anche del 25%.
14/10 – Due banche danesi Amagerbanken e Fjordbank sono fallite con perdite per i creditori del 40-50%. Quindici altre banche del Paese rischiano il collasso nei prossimi tre anni.
15/10 – Il Governo spagnolo ha annunciato la nazionalizzazione di tre casse di risparmio: Caja del Mediterraneo, Catalunya Caixa e Novacaixagalicia, quest’ultima al prezzo di 1 euro. Anche due giganti come Bbva e Santander sono appesantite dalla crisi del settore immobiliare spagnolo che avevano generosamente finanziato negli anni scorsi.
15/10 – In Germania la Deutsche Bank è sotto tiro per non aver avvisato un cliente sui rischi di un investimento suggerito, con ricaduta su molti altri casi.
15/10 – La revisione dei vincoli di Basilea III portando il Core Tier 1 ratio dal 5% al 9% obbligherebbe le banche europee a ricapitalizzare, con un impegno finanziario enorme per i maggiori istituti bancari europei, primi fra tutti i britannici Royal Bank of Scotland e Barclays Bank.
15/10 – Goldman Sachs  ha ipotizzato la necessità di una svalutazione del debito sovrano greco del 60%, di quelli irlandese e portoghese del 40% e di quelli italiano e spagnolo del 20%.
17/10 – Il Cancelliere tedesco Merkel fa una affermazione di buon senso, quasi ovvia, ricordando che il processo per l’uscita dalla crisi non si completa con un meeting, ma che durerà probabilmente per almeno un anno e le borse di tutta Europa crollano.
L’estrema irrequietezza dei mercati, la presenza di diversi focolai di crisi, dentro e fuori l’eurozona, dimostra che il contagio è esteso e ancor di più lo sarà per gli effetti derivati “a caduta” dalle imprese bancarie dei Paesi più deboli a pesare su quelle dei Paesi maggiori, ribaltandosi quindi sui debiti sovrani.
Solo una risposta comune europea potrà a questo punto essere veramente efficace e forse sposterà solo nel tempo il problema dei debiti statali in generale e delle banche in particolare in attesa di una provvidenziale ripresa economica .
Andrea Zanetti – Dottore Commercialista in Verona ed esperto di internazionalizzazione delle imprese
I precedenti articoli sono stati pubblicati il 4 ottobre “L’Euro e l’Italia: quali prospettive” e l’11 ottobre scorso “L’Euro, l’Irlanda, la Grecia. E l’Italia ?”
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 Nei limiti del possibile risponderemo a tutti direttamente e nei casi più interessanti lo faremo sulle pagine di questo giornale."

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