Microcredito e Testo unico Bancario:quale futuro?

di admin
L’introduzione di una normativa dedicata agli operatori di microcredito, art.111 del Testo Unico Bancario, (dec.leg.n.141 del 13/8/2010), costituisce un’opportunità concreta per la professionalizzazione e lo sviluppo del settore aprendo una fase nuova per la microfinanza italiana in un momento di crisi economica.

La Rete Italiana di Microfinanza (RITMI) ha sin da subito salutato positivamente questa novità normativa.
Trascorsi più di dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento (19/9/2010), l’emanazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze delle norme attuative previste dal comma 5 dell’art.111,  non sono ancora disponibili.
“La nostra preoccupazione è ancor più crescente in quanto, dopo aver partecipato attivamente alla commissione di esperti costituita presso gli uffici competenti della Banca d’Italia, la nostra Rete non ha più avuto alcuna informazione e comunicazione in merito allo stato di elaborazione e finalizzazione di dette disposizioni attuative”sottolinea il prof. Daniele Ciravegna, Presidente di RITMI.
La Rete Italiana di Microfinanza (RITMI) si rivolge alle autorità competenti presso il Ministero dell’Economia e Finanze e ai responsabili incaricati presso la Banca d’Italia, affinché sia ripreso al più presto il lavoro della Commissione consultiva e siano considerate tutte le osservazioni e le valutazioni che RITMI ha espresso in passato.
Inoltre si chiede un chiarimento sullo schema di decreto correttivo del Testo Unico Bancario il quale prevede il sostanziale congelamento di quanto previsto dall’articolo 113  e assegna sine die alla Banca d’Italia la tenuta dell’elenco degli operatori di microcredito previsto dall’art.111.

Condividi ora!