“Frutta nelle scuole e negli enti pubblici veronesi”

di admin
Promuovere il consumo della frutta nelle mense scolastiche e negli enti pubblici veronesi: la proposta è nata dall'incontro con i produttori di mele e dalla Coldiretti di Verona.

Nella seduta di ieri pomeriggio, in sesta commissione si è svolto un incontro con i produttori di mele per analizzare i problemi del settore agricolo; all’incontro hanno partecipato Filippo Moroni di Coldiretti, Franco Moretto, presidente degli Agricoltori di Zevio, l’assessore all’agricoltura, Luigi Frigotto, il dott. Ferdinando Cossio, responsabile attività produttive della provincia e il dott. Gino Bassi del settore sperimentazione agricola. La riunione è stata l’occasione per analizzare il difficile momento del settore che colpisce l’agricoltura, ma è stata anche un’importante occasione per ascoltare proposte e idee nuove per uscire da una situazione difficile. E’ stata ribadita l’importanza della promozione del consumo della frutta anche tra i giovani e sono state avanzate proposte molto interessanti: l’organizzazione di una giornata della Mela, l’indicazione da parte della Provincia a mense scolastiche ed enti pubblici per promuovere il consumo e l’utilizzo di frutta prodotta nel territorio veronese.
“Sono già oltre 40 le scuole di Verona e provincia che hanno aderito al programma europeo ‘Frutta nelle scuole’ gestito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,  – ha spiegato il presidente della sesta commissione Ivan Castelletti-. Il programma seguito da Verona mercato, prevede la distribuzione gratuita di frutta e verdura fresche a tutti gli studenti in 30 diversi giorni, con l’obiettivo di promuovere il consumo dei prodotti ortofrutticoli fra i giovani alunni. Il servizio è stato avviato nel corso dell’anno scolastico 2010/2011 per alcuni istituti e sarà esteso – continua Castelletti- a tutte le scuole aderenti al programma anche per il prossimo anno”.
“Nella società odierna circa un adulto su tre ha problemi di sovrappeso – spiega Luigi Franchi – e quasi un italiano su dieci è decisamente obeso -si legge in una nota della Regione-. L’obesità infantile predispone all’obesità adulta e costituisce una seria minaccia per la salute dei cittadini. Da qui la necessità di attuare iniziative, che supportino abitudini alimentari più corrette e una nutrizione maggiormente equilibrata. Per questo motivo ho voluto coinvolgere i produttori di frutta e la Coldiretti, per analizzare i problemi del settore e per lanciare un importante messaggio per promuove il consumo di frutta tra i giovani, coinvolgendo anche le istituzioni e in prima linea la Provincia. Sostituire il consumo delle tradizionali merendine con quello di frutta e verdura fresche può senz’altro rappresentare un primo significativo passo verso la soluzione del problema. Per questi importanti obiettivi il programma ‘Frutta nelle scuole’ ha trovato la piena collaborazione da parte della regione Veneto”.
La Coldiretti ha organizzato i mercatini di campagna amica: sono state attivate le botteghe di campagna con i prodotti alimentari, sono stati stipulati accordi con il dettaglio e la grande distribuzione per accorciare la filiera. Un’altra considerazione da fare è legata al turismo: visto che la nostra provincia di Verona è visitata da milioni di turisti, sicuramente è necessario lavorare perchè i produttori possano arrivare e avvicinarsi ai potenziali consumatori.
“La valorizzazione delle produzioni locali come strategia vincente per combattere la crisi che minaccia la produzione agricola, attualmente a rischio a causa delle pressioni dovute alla globalizzazione – spiega l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Verona Luigi Frigotto-. Ma non solo. E’ necessario lavorare a livello europeo, per affrontare il problema dei cibi importati, prodotti con standard di sicurezza e di controllo molto ridotti, quindi commercializzati a prezzi più bassi che configurano una vera e propria ‘concorrenza sleale’. “Produrre cibo nell’Unione Europea è più costoso che in altre parti del mondo” ha recentemente dichiarato Paola Testori-Coggi (direttore generale per la Salute e la tutela dei consumatori della Commissione Europea), identificando tra le cause dei prezzi più alti gli standard molto elevati richiesti all’interno dell’Unione non solo in materia di sicurezza, ma anche di quelli ambientali e sociali. Non è un caso quindi che diverse crisi siano state gestite con successo, a partire da quella legata alla sindrome della ‘mucca pazza’. Adesso si punta sulla valorizzazione dei sistemi produttivi interni e sulle regole comuni di import, in modo da assicurare un unico livello di accesso e permettere l’importazione soltanto di cibi che abbiano i medesimi requisiti produttivi”. Secondo Ivan Castelletti “sarà importante e fondamentale individuare dove le politiche di salvaguardia alimentare europee e nazionali hanno avuto successo e imitare le best practices”. “Oggi dobbiamo lavorare attraverso cibi più sicuri e sull’educazione ad una migliore nutrizione nella scuola- spiega Ivan Castelletti -, accrescendo nel consumatore cultura e consapevolezza. Iniziamo dunque a lavorare a partire dalle scuole e il progetto frutta va proprio in questa direzione”.
 

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