La CINA compra terreni, così non rivalutano il renminbi.

di admin
Per Verona ed il Veneto, piccole-grandi lezioni di vita, da comunisti pragmatici come i cinesi che molti in occidente avrebbero voglia di depredare invece che assumere ad esempio.

Forse a Verona  non serve questo modo di operare, ma lo cito perché mi pare rappresentativo di una logica, reale e concreta, confrontata con quella dell’immagine e dell’apparire.  Da notizie recenti sembra che il governo cinese abbia dato il suo via libera e relativi stanziamenti a tutti quegli imprenditori cinesi che per investire i surplus derivanti da esportazioni (spesso in regime di  dumping), acquistano terreni. Migliaia e migliaia di ettari acquistati in Africa, Asia e nel resto del mondo.  C’era il patron della famiglia Ferruzzi, che prima di avventurarsi  nelle paludi della finanza italiana ove  la famiglia sarebbe incorsa in un tristissimo naufragio, diceva che è meglio comprare terra, tanto che il genero, Raul Gardini venne soprannominato il Contadino, come contr’altare alla famiglia dell’Avvocato.  Questa operazione, ovviamente accompagnata da  consistenti appoggi diplomatici consente alla Cina di ridurre quell’ammasso di dollari che non sa più dove sbattere, riduce il rischio dell’inflazione interna e piano piano le consentirà di sottodimensionare  le economie mondiali rendendole più docili ai suoi desiderata. Già l’aver superato il Giappone ha risolto buona parte delle sudditanze  storiche, avviando il Paese della Grande Muraglia a riprendersi il ruolo di leader culturale militare economico, sic stantibus rebus.  E a Verona? Verona ed il Veneto non  deve stare a guardare cosa fanno le piccole economie dei piccoli paesi europei, che tolto ancora per un po’ di tempo qualche caso, stanno strappandosi l’un l’altro punti di PIL   senza incrementare veramente il benessere dei cittadini europei. Verona ha un dovere civico, assieme a tutte quelle altre realtà territoriali che in Europa  hanno un benessere di fondo e hanno capito come funziona la globalizzazione, di smuovere le acque, di investire nel concreto, di superare le logiche  finanziarie  di  mercati truccati  con regolatori   incapaci, e badare  al sodo. Che non vuol dire comprate terreni e basta ma date peso e vigore e riconoscimenti  a chi si sforza per conquistare un nuovo modello di sviluppo o un mercato  consapevole e sostenibile.  Questi non sono quasi mai i rappresentanti delle istituzioni, in quanto, quelli, al massimo, fanno solo il loro dovere, ma la  minuta gente che ogni giorno si impegna a sopravvivere coordinandosi  nel sociale tra i meandri ed i labirinti posti da  tutti quelli che pur garantirsi privilegi e di poter dire io esisto, mettono un timbro, passano una carta, danno un parere ecc ecc ecc.

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