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Gli agricoltori uniti a Roma. Presenti 300 coltivatori veronesi

di admin
Si è svolta oggi a Roma al Palaottomatica l’assemblea nazionale annuale della Coldiretti alla presenza di quindicimila coltivatori di tutte le regioni italiane.

Presenti anche trecento agricoltori veronesi in rappresentanza della nostra Provincia.
“Oggi all’Assemblea sono stati affrontati dal Presidente Marini molti punti importanti per il nostro settore che condividiamo pienamente – afferma Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – Dalle questioni economiche che toccano sempre più il comparto  dell’agricoltura,  danneggiando imprese agricole e consumatori, alla necessità per il nostro Paese di una visione strategica nel medio e lungo periodo. Solo così  sarà possibile garantire il lavoro di migliaia di agricoltori italiani e dei giovani. E’ da tenere presente, infatti, che l’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni mentre nell’attività manifatturiera tale percentuale si è più che dimezzata”.
L’incontro di oggi, cui ha partecipato anche il mondo della politica italiana, è stata l’occasione per ribadire alcuni punti fondamentali per l’agricoltura e soprattutto per la salute dei cittadini, come l’obbligo dell’etichettatura, specie dopo gli ultimi problemi causati dal batterio killer.
“L’Italia deve applicare la legge nazionale sull’obbligo di indicare la provenienza in etichetta su tutti gli alimenti approvata dal Parlamento all’unanimità lo scorso anno che si è dimostrata lungimirante come dimostra l’adozione da parte del parlamento Europeo del regolamento sulle informazioni alimentari ai consumatori – sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – Non possiamo attendere ancora due o tre anni, come prevede l’UE, per vedere etichettate con l’origine anche le carni e il latte utilizzati in alimenti trasformati, come prosciutti, salami e formaggi in una situazione in cui la metà delle mozzarelle e tre prosciutti  su quattro sono ottenuti da latte e carne di animali allevati all’estero senza alcuna informazione per il consumatore a danno del vero Made in Italy. “Non è possibile vivere solo le emergenze in agricoltura – conclude Piccioni – Abbiamo necessità di rilanciare lo sviluppo del nostro Paese attraverso una politica europea più incisiva e più coraggiosa. Non possiamo permetterci di rincorrere le situazioni per negligenze o assenteismi o per scarsa capacità di imporsi e di mediare”.
Oggi l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta è in vigore per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva, ma ancora molto resta da fare e l’etichetta resta anonima per circa la metà della spesa dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta.

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