Garante dei detenuti: relazione primo anno di attività

di admin
Il Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Verona, Margherita Forestan, ha presentato questa mattina la relazione sul primo anno di attività.

Presenti il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini, il vicepresidente Fabio Segattini e la presidente della Commissione consiliare Servizi sociali Antonia Pavesi. Il documento  questa sera sarà portato all’attenzione del Consiglio comunale. “Il Consiglio comunale è orgoglioso di aver istituito questa importante figura  – ha spiega Fratta Pasini – che in poco più di un anno è riuscita a raggiungere risultati importanti e significativi per il carcere e i detenuti ed è stata capace di coordinare le associazioni e istituzioni che ruotano attorno alla casa penitenziaria”. “Alla Garante va un ringraziamento particolare – ha detto Pavesi – per essersi messa a disposizione a titolo gratuito, allo scopo di mantenere vivi e costanti i rapporti tra la città di Verona e il penitenziario”. “Il lavoro svolto in questo anno all’interno della Casa circondariale di Montorio, ora anche Casa di reclusione – ha spiegato Forestan – è stato finalizzato al recupero delle persone detenute, al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, alla prevenzione dei conflitti interni e all’incremento di incontri con la società esterna. Grazie al sostegno del Comune e di numerose realtà del territorio è stato possibile realizzare una serie di interventi indispensabili, quali l’informatizzazione del sistema della Polizia penitenziaria e degli ambulatori interni dell’Ulss 20; il rifacimento dell’impianto idrico e la sostituzione delle caldaie; l’acquisto di freezer per la conservazione dei generi alimentari; la riapertura della palestra; l’igienizzazione del carcere con derattizzazione e ripulitura di alcune aree, l’imbiancatura di tutte le parti comuni; la sostituzione di materassi e guanciali. Fondamentale anche il lavoro svolto dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, che si occupa di realizzare percorsi di trattamento, di riabilitazione e di reinserimento sociale per le persone detenute. Il mio obiettivo futuro – ha concluso il Garante – sarà quello di riuscire a coinvolgere tutte le Istituzioni presenti sul territorio, affinché considerino il carcere una struttura anche di loro competenza”. Questi, in sintesi, i numeri che hanno caratterizzato l’attività del Garante all’interno del carcere di Montorio nel 2010: 550 colloqui individuali e 12 incontri di gruppo rivolti alle 861 persone detenute (53 donne e 808 uomini, per il 64 per cento di nazionalità straniera) Tra le attività culturali organizzate: la visita alla mostra di Corot al Palazzo della Gran Guardia, le rassegne di musica, teatro, arte e letteratura “Per non dimenticare l’altra Platea”; la partecipazione al concorso letterario “Salgari 2010” e all’inaugurazione del “Tocatì”.

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