L’euro forte aiuta…gli Usa e la Cina!

di admin
Gli ultimissimi dati sul debito ed il Pil Italiano di fine anno 2011 che, sorprendentemente anche per il Tesoro, sono migliorati sono una cartina tornasole dell’economia italiana che possono essere interpretati se presi singolarmente ad libitum.

I dati di Banca d’Italia che annuncia nella sua recentissima pubblicazione una crescita fiacca che non consentirebbe una robusta crescita dell’occupazione  son interpretabili in senso ambivalente. Una veduta d’insieme si impone, e poiché il mercato monetario anticipa e dilata e si ripercuote sul mercato reale industriale, l’analisi monetaria non può non far la parte del leone in questa panoramica. Se oltre ai dati sopra indicati aggiungiamo elementi di sintesi, ma con valenza istantanea come l’ultima asta dei bot italici o il  tasso di cambio  euro dollaro per l’Europa, cominciamo a farci un quadro un po’ più reale di quanto sta accadendo e soprattutto permette di esercitarsi in alcune attendibili previsioni di carattere generale. Si dice che la Cina, ma anche il Giappone, siano intervenuti pesantemente a sostenere i Paesi della periferia dell’Euro, i cosiddetti PIGS; è di oggi l’incontro con relativo auspicio di due  grandi potenze economiche come USA e Cina di trovare una linea  economica  non di collisione. Intanto il Paese più forte dell’area euro, la Germania, pur avendo prestato soldi a mezza Europa e quindi  essendo a rischio, gongola : è l’unico Stato ad arricchirsi in questa situazione ed impone con la sua forte economia regole e tempi di intervento. Ieri un marco forte, oggi un euro forte sono per la Germania, sinonimo di superpotenza europea. E mentre tutti gli  altri arrancano in  manovre che sconquassano l’economia sociale europea, comprese le superpotenze vincitrici della seconda guerra mondiale Francia e Gran Bretagna, la Germania macina  utili e ripresa forte della sua  struttura  industriale evoluta e di una rete bancaria nel contempoautonoma e  simbioticamente legata alle imprese. In Italia citano a sproposito l’esempio tedesco, è come paragonare un cavallo ad un mulo e pretendere che il mulo abbia prestazioni da cavallo. Ma a parte queste vicissitudine europee, quello che qui volevo segnalare è che se in questa contingenza l’euro non si svaluta  o altrimenti  non si eliminano i vincoli sui debiti pubblici e privati consentendo  una maggior circolazione di liquidità verso le iniziative economiche di  ripristino  delle imprese, verso la ricapitalizzazione delle imprese che  esportano o creano ricchezza vera senza nel contempo comprimere i livelli sociali di base, anzi  innalzandoli a scapito, in parte,  se volete di quelli più  elevati, la ripresa vera non ci sarà e i capitali esteri che oggi sono invocati ci prenderanno il meglio a pochi euro lasciandoci il peggio da gestire. E l’Europa  senza difese industriali di base sarà usata da USA e Cina come mercato di sbocco, ove chi con un dollaro basso chi con garanzie sociali inesistenti potrà  usare le leggi del mercato a suo uso e consumo.

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