Comuni alla cassa per la tassa sulla telefonia mobile

di admin
Doppia vittoria dell’Agenzia delle Entrate di Bassano del Grappa.

I comuni vicentini devono pagare la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti di telefonia mobile. Gli enti locali sono tenuti al versamento in quanto non si qualificano come Amministrazioni statali, per le quali è prevista un’apposita esclusione. I giudici tributari di Vicenza hanno così modificato il precedente orientamento giurisprudenziale di numerose Commissioni tributarie provinciali del Veneto, riconoscendo la bontà delle tesi giuridiche sostenute dall’Agenzia delle Entrate.
La vicenda – Tutto trae origine da due istanze di rimborso presentate all’ufficio delle Entrate di Bassano del Grappa da parte dei Comuni e delle Unioni di comuni del vicentino per la restituzione di quanto versato a titolo di tassa di concessione governativa. Tale norma prevede il pagamento mensile, tramite il gestore di telefonia mobile in qualità di sostituto d’imposta, di un importo di 5,16 o 12,91 euro, per ogni singola utenza telefonica acquistata dall’ente locale.
Le due sentenze della Commissione tributaria provinciale – I giudici hanno accolto la tesi dell’ufficio di Bassano del Grappa, secondo la quale la tassa di concessione governativa non è stata eliminata nel 2003 con l’entrata in vigore del Codice delle comunicazioni, ma continua ad esistere fino a quando non sarà espressamente abrogata dal Legislatore. I Comuni, quindi, non rientrando tra le Amministrazioni statali, non possono ritenersi esclusi dal versamento della tassa.
Nel caso specifico, le due associazioni di Comuni che avevano presentato ricorso, chiedevano il rimborso rispettivamente di € 63.885,41 e di € 17. 202,11.
Si tratta di un nuovo indirizzo rispetto alla precedente posizione assunta da diverse commissioni tributarie dislocate sul territorio nazionale.

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