Chi paga per la violazione della Costituzione?

di admin
Non chi le ha commesse, non chi le ha consentite, ma i giovani a cui conviene restare bamboccioni fino all'eternità!

Sembrerà prosaico parlare di violazioni  di  articoli della Costituzione vigente, oggi con il caos politico  che c’è. Ma c’è un aspetto,  di cui nessuno  parla,  che è clamoroso, è sotto gli  occhi  di tutti, tutti  lo sanno,  pochi ne sono coscienti e  tutti i potenti  fanno finta di  niente.  Non scambiatemi per un radicale , che  con i loro slogan, di disastro democratico  o di strage di  legalità, fanno colore  e cercano pubblicità violentando le coscienze per lor  bassi fini elettorali.Ragionate invece sulla realtà, sul  pesante fardello che si è accumulato negli anni dal combinato  operare di  incurie stratificate e di  occulta strategia. Di cosa stiamo parlando. Mi riferisco al più colossale debito  pubblico  esistente: quello italiano.  Forse   qualche staterello  ci batterà , ma il primato  di  caricare  migliaia di euro (oltre 30,000)  sul groppone di ogni italiano, imberbe o canuto, sano a o paraplegico  che sia, difficilmente  sarà dimenticato! Chi è stato  a creare questo incredibile buco finanziario, a gabbare gli  italiani  seri ed onesti (sono ormai una minoranza in via di estinzione?) che pensavano di vivere in un paese in cui  ci sono norme costituzionali che vietano, ripeto  vietano,  di fare debiti  e che stabiliscono che per ogni legge di spesa  occorre prevedere la copertura finanziaria. Cito  uno dei tanti pareri edulcorati  che  si possono trovare in merito: “Nel corso dell’ultimo cinquantennio, la norma della Costituzione dettata dall’ultimo comma dell’art. 81, secondo cui ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte, è stata scarsamente osservata. Pietro Virga (Professore emerito di diritto amministrativo)” .   I  politici , come ovvio , si sono  auto assolti da tempo convocando  una apposita commissione parlamentare ( la commissione Scoca) da loro composta che, anni or sono,  ha largamente  enunciato principi operativi su come spendere i soldi, chiaramente, in violazione del su menzionato precetto costituzionale. Ma, proprio per questo,  per evitare abusi ed interpretazioni di parte,   esiste in Italia  un organismo di controllo contabile, la Corte dei Conti, ed un organo  di rango costituzionale, la Corte Costituzionale,   che hanno  l’obbligo di bocciare, abrogare, sanzionare  fino ad  annichilire tutte  le norme  che superano il dettato  costituzionale e lo violano, formalmente e sostanzialmente. E non solo loro,  ci sono  molti altri che sono chiamati a garantire il rispetto  della Costituzione ed a sollevare questioni di legittimità costituzionale. Tutta gente ben pagata e omaggiata per le gravi responsabilità che assumono. Ce ne fosse stato uno di questi  zelanti dirigenti dello   Stato, gran  dignitari  della Repubblica che si sia presa la briga di evitare il disastro,   che continua impunemente.  Pensate: se un sindaco, un assessore o un  amministratore pubblico  a causa del suo comportamento  crea o  procura un danno allo Stato, la Corte dei Conti, recupera il danno. Di casi siffatti  ce ne sono moltissimi  tutti gli anni, ma stranamente  l’azione di controllo si ferma, sostanzialmente, a livello locale. Quando ci si sposta di  rango verso una   amministrazione  più centrale  ( ad esempio di Governatore , ci sono Regioni che di debiti  sono  oberate!)  i procedimenti sono rarissimi. Invece, per leggi  che non  hanno adeguata copertura non si va mai a chiedere conto. Le uniche censure sono di natura politica, ma la politica è  parte in causa e mutevole. Così non va,  ci  sono responsabili di atti  illegittimi costituzionalmente e altri che sono  responsabili di  omissioni; c’è una colpa diretta e un concorso  nel compiere l’illecito;  e ci sono tantissimi  che potrebbero essere chiamati per concorso esterno alla violazione della Costituzione.
Questo  lo devono sapere  soprattutto i giovani  che si troveranno a pagare debiti non fatti da loro, e quindi che dovrebbero  farsi rimborsare da chi  li ha creati, i loro  debitori. E non c’è prescrizione che tenga per i  debiti! Un  patto sociale regge  se reggono i pilastri  su cui  è fondato, se per convenienza  qualcuno sgarra  e qualche altro  lascia correre,  chi è preposto al controllo deve  opporsi a  questo sport nazionale, o altrimenti  si dimette, o se sbaglia paga lui, non le future generazioni! Altrimenti  ad un  gioco , senza regole e con gli arbitri di parte , gli italiani  non giocheranno  più!

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